Latte di asina per i bambini prematuri e sottopeso

Latte di asina per i bambini nati prematuri e sottopeso: questa è la proposta del senatore Francesco Battistoni (Forza Italia). Il ddl prevede la promozione della produzione di latte di asina destinato all’alimentazione bei bambini, con incentivi per allevatori e produttori. Il latte di asina potrebbe essere usato al posto del latte vaccino come integratore del latte materno per i bambini nati prematuri o allergici.

Il latte di asina: proprietà

È una tendenza relativamente recente quella che vuole il latte di asina come sostitutivo nell’alimentazione dei neonati. È meno grasso e molto più digeribile rispetto al latte vaccino ed è molto più simile al latte materno umano, anche nel gusto. Il latte di asina è ricco di lisozima, una proteina antibatterica che lo rende meno deperibile, e anche il rapporto calcio-fosforo è simile al latte materno. Inoltre è utilizzato moltissimo tra i bambini allergici o intolleranti sia al latte di mucca che alla soia.

La risposta delle ostetriche

“Non è pensabile voler sostenere le giuste istanze di un settore economico del Paese a discapito della salute dei più deboli”, commentano le ostetiche. “Ciò di cui hanno bisogno i neonati e le neo mamme è l’adozione di misure per un forte e concreto sostegno per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento. Il latte è l’alimento essenziale per il corretto sviluppo del neonato nel suo complesso, essendo un alimento specifico, che si adatta biologicamente alle fasi di crescita. Inoltre, rappresenta un valido sostegno al buon funzionamento del sistema immunitario preservando l’insorgere di diverse patologie sia nel neonato che nella mamma”.

Il latte asina come integratore, non sostituto

Il disegno di legge – si legge in una nota- non riguarda solo i neonati prematuri, ma anche i soggetti allergici, identificando il latte d’asina come sostituto del latte vaccino nel supporto dietetico della patologia allergica. In secondo luogo non intende sostituire il latte materno con quello d’asina, bensì utilizzarlo come integratore del latte materno al posto di quello vaccino, per soddisfare le aumentate esigenze nutrizionali del pretermine e migliorarne la tolleranza”.

Le banche del latte

Decidere -se consapevolmente e giustamente supportate- di non allattare è comunque una scelta legittima. Ma prima del latte di asina o del latte artificiale ci sono altre alternative più ottimali, innanzitutto per il bambino, al di là delle tendenze e delle politiche economiche. Se davvero si vuole aiutare i neonati più deboli, sarebbe più corretto ricordare che esistono le Banche del latte umano donato”, precisa Maria Vicario, presidente della Federazione. Le banche del latte materno raccolgono, secondo rigidi protocolli, il latte donato da madri che ne producono in eccesso. Quel latte è a disposizione delle madri che per diversi motivi non possono allattare.

L’appello delle ostetriche

“Facciamo appello al ministro della Salute e a tutti i professionisti dell’area materno-infantile a prendere una netta posizione contraria”, continuano dalla Federazione. “La  promozione dell’allattamento materno, in linea con le raccomandazioni OMS e Unicef, sono un obiettivo di salute di grande importanza per la sanità pubblica. Il latte umano fresco o adeguatamente conservato è l’alimento ideale anche per i neonati pretermine. Quando non è disponibile o non è sufficiente, il latte umano donato rappresenta l’alternativa più valida”.

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