Equilibrio e armonia a tavola

Il latte è indigesto, il pesce pieno di piombo, le verdure a rischio pesticidi e la pasta gonfia: attorno al cibo che si porta a tavola c’è molta discussione, confusione, paura. Questo fa male, questo è tossico, questo ai bambini non bisogna darlo: come fare per trovare un giusto atteggiamento nei confronti dell’alimentazione? Lo chiediamo ad Alessandra Bosetti, dietista clinica dell’Ospedale Sacco a Milano: “L’alimentazione delle famiglie sta cambiando, c’è più attenzione, è vero, ma anche più confusione e più tensioni. E’ importante trovare un nuovo equilibrio, un giusto atteggiamento in rapporto al cibo. Vedo troppa negatività, troppe paure. Le famiglie sono confuse e si affidano oggi a questa teoria, domani a quella. Manca una cultura di base e su Internet si trova di tutto. Così si elimina un giorno un alimento, un giorno un altro, senza sapere davvero quello che si sta facendo. Mi pare che si stia perdendo il filo. Noi di base siamo onnivori, poi ognuno può abbracciare qualsiasi scelta e filosofia, ma si tratta, appunto, di una scelta personale, non una verità assoluta. Sono contraria alle mode di nutrizione alternativa che stanno prendendo piede, spesso spinte dal marketing: certi alimenti sono presentati come fonte di salute e benessere, altri come puro veleno”.

E le famiglie cosa possono fare? “Devono ripartire dalla consapevolezza che nutrire è una forma d’amore, forse la dimostrazione di amore più atavica e ancestrale; se lo riempi di negatività, invece che di positività, non trasmetti nulla di buono ai figli. I genitori si creano mille patemi e mille paure, in buona fede va detto, però manca una fondamentale capacità di discernimento, una solidità personale che ti trattiene dal correre dietro agli ultimi trend come foglie al vento. Dobbiamo tutti quanti ritrovare innanzitutto la serenità intorno al tavolo. Perché, come sappiamo dall’antichità, noi siamo quel che mangiamo. Basta alla demonizzazione degli alimenti: nessun cibo è velenoso, varietà e moderazione sono alla base di una solida educazione alimentare che andrebbe diretta ai genitori e non ai bambini. Non sono i cibi sbagliati, ma i comportamenti sbagliati che portano alla mala salute. Iniziamo a sgomberare il campo dalle mode: equilibrio, armonia, consapevolezza a tavola come nella vita sono valori importanti che i genitori possono trasmettere ai loro figli. Portiamo un poco di tutto a tavola, con il sorriso”. Quale proposito migliore per questo 2015?

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