Olio di palma nel latte dei neonati

Davvero c’è l’olio di palma nel latte formulato per i neonati? Sì. In Italia praticamente tutti i “latti artificiali”, distribuiti dalle aziende leader, lo contengono. Un argomento spinoso ora che sono scoppiate polemiche sull’utilizzo degli oli vegetali, soprattutto di quello di palma, nell’industria alimentare. La questione interessa anche il latte in polvere per lattanti e i cosiddetti latti di proseguimento, dove l’olio di palma risulta nella lista degli ingredienti.

È lecito chiedersi se fa male alla salute dei nostri figli. “Assolutamente no – risponde Marina Baltieri, pediatra e referente della rete nutrizione per la Fimp, Federazione Medici Pediatri del Piemonte -. Soprattutto l’olio contenuto negli alimenti per i bambini. Il latte artificiale per lattanti è formulato per imitare il più possibile la composizione del latte materno, che è ricco di lipidi, acidi grassi come l’acido oleico e l’acido palmitico, di acidi grassi essenziali, come l’Omega-3 e l’Omega-6, e povero di proteine. L’olio di palma viene, quindi, utilizzato per equilibrare la quantità lipidica, fondamentale per un buon sviluppo cerebrale del bambino e per ottenere una composizione di grassi adeguata alle esigenze nutrizionali dei lattanti. L’olio di palma di per sé non è nocivo, bisognerebbe invece evitare un apporto proteico eccessivo. È dimostrato che, in soggetti predisposti, troppe proteine possono favorire patologie come il diabete di tipo 1 o l’obesità”.

Ci sono controlli sull’utilizzo degli ingredienti nel latte in polvere? “La normativa sul baby food è molto rigorosa e restrittiva, soprattutto in Italia. Le caratteristiche di correttezza nutrizionale e la sicurezza tossicologica sono garantite dal decreto legge 8/2009, che ha recepito la direttiva europea 2006/141/CE.”

Non sarebbe preferibile usare altri oli? “Più che l’origine dell’olio vegetale, che sia di girasole, oliva o palma, ciò che conta è garantire la corretta percentuale di acidi grassi totali, di Omega-3 e Omega-6 che servono al bambino per crescere. Inoltre bisogna fare molta attenzione alla conservazione alimentare, perché per esempio l’olio di oliva è meno duraturo”.

Perché si è diffusa la paura dell’olio di palma? “In realtà l’olio di palma è stato demonizzato per motivazioni ecologico-ambientali più che nutrizionali. Il problema era il metodo di lavorazione e di produzione. Ora sul sito del WWF è possibile trovare l’elenco delle aziende che utilizzano olio di palma lavorato in modo ecocompatibile”.

Perché alcune aziende utilizzano l’olio di palma e altre no? Si tratta di un fattore di qualità? “I motivi sono prettamente economici e di marketing. Oggi l’olio di palma è aborrito e quindi il non utilizzo diventa un fattore di qualità e di distinzione principalmente commerciale”.

[Laura Cavallari]

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