Merenda sinoira

C’era una volta la merenda sinoira, o “marenda sinoira”: pasto contadino consumato dopo una dura giornata di lavoro nei campi, tra il tardo pomeriggio e l’ora di cena. Si svolgeva all’aria aperta, nei cortili e nelle aie delle cascine o nei campi, magari all’ombra di una topia, cioè di un pergolato spesso ricoperto di vite. Era un momento conviviale, campagnolo, che si svolgeva nei mesi primaverili ed estivi, quando le giornate si allungano ed è piacevole trascorrere le ultime ore di luce all’aria aperta.
Per le sue particolari caratteristiche (cibo semplice e veloce, da mangiare in modo informale) la merenda sinoira va benissimo per le famiglie con figli piccoli. Anticipare la cena è un’ottima strategia dopo una giornata in montagna o al parco: i bambini sono sfamati, affrontano sereni il viaggio di ritorno e, se si addormentano in macchina, sono già pronti per la nanna.
Oggi la merenda sinoira viene riproposta dal Consorzio Turismo Torino e Provincia, con la collaborazione di Giovanna Ruo Berchera, esperta in tradizioni gastronomiche. Molti ristoranti vicini ai parchi della collina torinese hanno deciso di proporre ricche merende per continuare la tradizione.
Dal 22 aprile al 25 settembre, tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 17 alle 19, la merenda sinoira si farà a un prezzo speciale: dagli 8 ai 15 euro a persona, incluso un bicchiere di vino, con riduzioni per chi ha meno di 12 anni.
La prenotazione è consigliata ma non obbligatoria (se non per i gruppi): si possono chiamare i i locali aderenti per chiedere informazioni e giorni di apertura: l’elenco completo si trova sul sito www.turismotorino.org.
La Valle Orco è quella che offre maggiori possibilità. Dentro il Parco Nazionale del Gran Paradiso numerosi locali, tra Ceresole Reale, Valprato Soana e Locana, offrono la possibilità di cibarsi secondo l’antica tradizione. Tante anche le proposte segnalate in Val di Susa, dopo una giornata trascorsa nel parco Orsiera Rocciavrè o nel Gran Bosco di Salbertrand. Idem se la meta domenicale è stata il parco del Lago di Candia o il Parco naturale della Val Troncea.
Anche i dintorni di Torino concedono allettanti opportunità: dal Parco Fluviale Po al Parco della Collina Torinese si possono gustare tante golosità tradizionali per coronare le passeggiate domenicali.

In montagna

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, primo parco istituito in Italia, offre uno scenario naturalistico unico. Dopo una delle innumerevoli passeggiate sui suoi sentieri, consumare una merenda sinoira è molto gratificante. Si possono scegliere numerose alternative: si va dalla proposte presenti a Ceresole Reale, come il Ristorante Baracca (frazione Alpe Serrù – Ceresole Reale), nei pressi del Lago Serrù, al Rifugio Guido Muzio (www.rifugiomuzio.com) in località Chiapili di Sotto dove potrete gustare prodotti locali a Km 0.
Nel fondovalle si può mangiare all’albergo degli Amici di Locana (frazione San Lorenzo, 3 – Locana), oppure, in alternativa, in Val Soana presso l’agriturismo Aquila Bianca di Valprato (frazione Piamprato – Valprato Soana).
Alle proposte delle valle Orco vanno aggiunte quella della Val Susa, nel parco Naturale dell’Orsiera Rocciavrè. A Bussoleno, in località Rio Secco, a 1385 metri d’altitudine, si possono gustare i piatti tipici delle montagne alpine nel rifugio Onelio Amprimo. Tra i rifugi che offrono merende sinoire c’è da segnalare il Rifugio Daniele Arlaud (www.rifugioarlaud.it), a 1770 metri d’altitudine, nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand. Il rifugio offre menu per chi soffre di intolleranze alimentari, sconti bimbi e un angolo con giochi, fumetti e materiali per il disegno. Sulla via di casa, a una quota molto più bassa, ci si può fermare nel Ristoro Il Paradiso delle Rane, a San Giorio di Susa (località Cortavetto).
Spostandoci nella vicina Val Chisone, nel Parco Naturale della Val Troncea, hanno aderito al progetto enogastronomico della merenda Sinoira il ristorante La Capanna del Sole (www.cmenexperience.com) di Pragelato o, se siamo in quota, il Rifugio Troncea (www.rifugiotroncea.it) a 1524 metri d’altezza.
Nei dintorni di Pinerolo, a Cumiana, nel raccolto Parco Naturale del Monte Freidur, l’omonimo ristorante Freidur (www.freidour.it) rifocilla i viaggiatori dopo una giornata ai piedi del monte che guarda la pianura pinerolese, chiamato in dialetto, per il suo aspetto aspro, Rocca Sbarua (cioè “roccia che spaventa”).

Laghi, fiumi e dintorni di Torino

Chi non ama la montagna, sarà lieto di sapere che molti agriturismi e locali presenti nei numerosi parchi naturali della Provincia di Torino hanno aderito al progetto di rilancio della merenda sinoira. A Candia, dopo una giornata al lago, si possono ricaricare le pile nell’accogliente agriturismo Cascina Caravino (Cascina Caravino, 3 – Candia Canavese) o nell’elegante Ristorante La Barcaccia di Mazzè (www.labarcaccia.it).
Nei dintorni di Torino, faranno al nostro caso l’agriturismo Ai Guiet (www.aiguiet.it) o il ristorante della Stazione Sassi, di piazzale Modena a Torino dove parte la famosa dentera per Superga (www.stazionesassi.it).
Se avete scelto un fiume come meta domenicale, l’agriturismo Cascina La Verne, a Carmagnola in Frazione Tuninetti (www.leverne.it), offre la tranquillità agreste del Parco Fluviale del Po Torinese. Il fabbricato è un ex convento settecentesco, un ambiente caratteristico immerso nel verde della campagna carmagnolese.

Cosa si mangia

In cosa consiste il menu tipico di una merenda sinoira? Principalmente piatti freddi: acciughe al verde, bruss, toma, tomini elettrici nelle varianti verde e rossa, trote in carpione e numerosi insaccati, dal salame di turgia (il salam d’turgia delle valli di Lanzo) al salame di patata (insaccato originario del Canavese, assoluta leccornia per veri intenditori). Ci sono poi le verdure: insalate preparate con ortaggi di stagione, zucchine in carpione, giardiniere, peperoni sott’olio e sott’aceto. Piatti sfiziosi da consumare con pane casereccio e buon vino rosso (bonarda o barbera sono perfetti!).
E per i piccoli? Una fettina di formaggio, il pane fresco con l’olio buono e un po’ di prosciutto, magari una frittatina a cubetti o crostini tostati con il pomodoro dell’orto che simula la pizzetta. Si mangia un po’ per fame un po’ per gioco, così come avviene con  il brunch: è quasi più divertente scegliere e riempirsi il piatto per poi spazzolarlo con la complicità di mamma e papà.

Indirizzo

Torino

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