La fame nervosa può diventare un comportamento abituale fin da piccoli se il cibo è ricompensa o punizione
Esiste un comfort food “buono”: quello a cui ci concediamo con consapevolezza, gustando bocconi che risvegliano ricordi e sensazioni piacevoli. E poi c’è un comfort food “cattivo”, quello che usiamo come antistress o come tappabuchi per la noia, la cosiddetta fame emotiva, che ci spinge a mangiare senza percepire davvero sapori o quantità, solo per mettere a tacere un’emozione scomoda. Un meccanismo che, se non riconosciuto, può instaurarsi già nei primi anni di vita e accompagnarci fino all’età adulta.










































