Vivere la montagna in famiglia senza stress: dall’abbigliamento agli spuntini, dal ritmo di camminata ai trucchi anti‑capricci
Andare in montagna con i bambini è un’esperienza bellissima, educativa e sorprendente: ogni sentiero diventa un’avventura, ogni sasso un tesoro, ogni salita una piccola conquista. Allo stesso tempo, qualsiasi genitore sa che basta la prima pendenza per far partire mugugni e capricci. Prepararsi bene, però, fa davvero la differenza: con qualche accortezza, la gita in alta quota può trasformarsi in un momento di serenità, scoperta e divertimento per tutta la famiglia. Ecco un decalogo di consigli utilissimi per affrontare la montagna con leggerezza, sicurezza e un pizzico di spirito d’avventura.
Coprirsi a strati
Una maglietta, un micropile (o un pile), una giacca antivento traspirante, un berretto e i guanti (il tempo può cambiare in fretta, alzarsi un po’ di vento o coprirsi il cielo con un brusco abbassamento della temperatura). Le gambe patiscono di meno il freddo, tenete nello zaino un paio di pantaloncini corti, pesano poco. Meglio le fibre sintetiche rispetto a lana e cotone: pesano meno, assorbono meno l’umidità, asciugano prima e vi lasciano asciutti. Adesso esistono capi “tecnici” a buoni prezzi. Altra raccomandazione: usate occhiali da sole, crema protettiva e burro di cacao, anche questo protettivo. Non vestiteli troppo! L’abbigliamento davvero pesante serve solo ai bambini molto piccoli che non camminano. Di solito le gambette in movimento si muovono (e sudano!) più degli adulti
Le scarpe devono essere comode
Quelle da ginnastica vanno bene (a patto che abbiano una buona suola antiscivolo) se non prevedete di camminare sulle pietre o su terreno bagnato. Decisamente meglio le pedule, ma in questo caso accertatevi che non facciano male provandole prima con passeggiate brevi. In salita le lascerete un po’ più comode e in discesa le stringerete meglio, in modo che non battano le punte dei piedi.
Anche i bambini si portano lo zainetto
Per i loro giochini o per raccogliere qualche bel sassetto, una pigna o un bastoncino. Lasciate che lo preparino i bambini stessi, si sentiranno più partecipi. E ricordate loro di mettere in borsa una borraccetta d’acqua e qualche caramella.
Non appesantitevi
Soprattutto, non portate cibo in eccesso. Va molto bene la frutta secca, di solito ai bambini piace e contiene fruttosio che, a differenza dello zucchero, rilascia energia più lentamente non lasciandovi quel senso improvviso di vuoto nello stomaco. Ma la salita anche qualche spuntino a base di cioccolato, barrette di muesli o marmellatine! Meglio mangiare un poco e spesso che tanto in una volta sola. I cracker sono più digeribili del pane.
Bevete spesso
Bevete a fate bere, anche se non sentite lo stimolo della sete. In montagna si consumano molti liquidi a causa dell’aria secca e del sudore. Qualche bevanda energetica fatta in casa è l’ideale: spremete un’arancia, un limone e aggiungete acqua con zucchero o miele.
A passo lento e cadenziato
Trovate un ritmo che sia il più possibile regolare: salire lentamente piuttosto che fermarsi ogni momento, cercare con gli occhi una sosta poco più in su, possibilmente con qualche distrazione per i bambini: un masso da scalare, un tronco da cui saltare, un muretto su cui camminare in equilibrio. Lasciateli correre se ne hanno voglia e fermateli solo se c’è davvero pericolo. In questo caso siate fermissimi. Se siete in compagnia di altri bambini eviterete sicuramente la noia (ma correrete il rischio di un ammutinamento di gruppo). O come si dice in italiano, qualche lamentela. Rispondete sempre che non è la meta che conta ma il cammino. Se voi vi sentite sereni, trasmetterete il piacere di stare in mezzo alla natura anche ai bambini.
Scegliere percorsi adatti all’età
Meglio iniziare con sentieri brevi, con poco dislivello e ricchi di “ricompense naturali”: un ruscello, una malga, un prato dove correre. I bambini hanno bisogno di obiettivi concreti e tappe ravvicinate, non di lunghe camminate senza punti di interesse. Infine, trasformate la gita in un gioco: contate i passi, cercate forme nelle nuvole, inventate missioni (“trova tre foglie diverse”, “scova un insetto”, “cerca un sasso a forma di cuore”). Quando la camminata diventa un’avventura, la fatica passa in secondo piano e l’entusiasmo cresce.
Neonati in altitudine
Ricordate che sotto i 12 mesi è meglio evitare quote troppo elevate: l’aria più rarefatta può rendere la respirazione faticosa e aumentare irritabilità e difficoltà nel sonno. Per i piccolissimi è consigliabile restare sotto i 1500–1800 metri e salire gradualmente, osservando sempre il loro comportamento. Se notate pianto inconsolabile, difficoltà a mangiare o a dormire, è meglio scendere un po’ e concedere una pausa.
Due consigli extra per neve e inverno
Attenzione al freddo ai piedi: in presenza di neve, scegliete calzature impermeabili e calde, con calze tecniche che non trattengano l’umidità. Portate sempre un paio di calze asciutte di ricambio: bastano pochi minuti nella neve per ritrovarsi con i piedi bagnati.
Pianificate pause brevi ma frequenti: con il freddo i bambini si stancano prima e fanno più fatica a percepire il proprio livello di energia. Meglio tante piccole soste per scaldarsi, bere qualcosa di caldo dal termos e controllare che mani e guance non siano troppo arrossate.






































