A casa con il neonato dopo il parto: comincia l’avventura

Di solito succede la prima sera in cui si rimane soli con il proprio bambino, dopo il parto e una volta tornati a casa dall’ospedale. Mamma e papà si guardano negli occhi e la domanda sorge spontanea: “E ora che si fa?”.

Perché si possono leggere decine di libri, frequentare i migliori corsi preparto, chiedere consigli ad amici e parenti. Ma poi, quando si ha tra le braccia il proprio bambino la realtà supera di gran lunga ogni fantasia ed è facile venire assaliti da dubbi di ogni tipo.

Per questo motivo, da neogenitori è utile rivolgersi a professionisti preparati per avere informazioni corrette e affrontare i primi mesi da mamma e papà con consapevolezza e serenità.

Ecco una guida pratica su quelle che sono le figure professionali alle quali fare riferimento nei primi mesi di vita del bambino.

Ostetrica

Fondamentale durante il parto, la figura dell’ostetrica è di grande importanza anche dopo la nascita del bambino. È a lei che bisogna rivolgersi già subito dopo il parto per ricevere il giusto sostegno per un buon avvio dell’allattamento al seno.

L’ostetrica verifica infatti che il bambino si attacchi nel modo corretto e dà alla mamma tutte le informazioni necessarie per gestire la montata lattea ed eventuali problemi delle prime settimane quali ingorghi al seno e mastiti.

Una volta rientrati a casa dall’ospedale, si può fare riferimento alle ostetriche territoriali che operano nei consultori. Spesso fanno anche visite a domicilio per aiutare le mamme con l’allattamento e verificarne il decorso post partum.

L’ostetrica valuta lo stato di un’eventuale ferita da taglio cesareo, la buona ripresa delle funzioni fisiologiche delle mamma e lo stato del perineo indirizzandola, qualora ce ne fosse bisogno, a corsi di riabilitazione del pavimento pelvico tenuti da ostetriche o fisioterapisti specializzati.

Infermiera pediatrica

Come si medica il cordone ombelicale? Lo avrò vestito troppo o troppo poco? E questo pianto disperato, cosa posso fare?

Sono mille le domande che nelle prime settimane passano per la testa di mamma e papà alle prese con il proprio bimbo, specie se è il primo. E talvolta i consigli di parenti e conoscenti aumentano solo la confusione.

Fare riferimento a una figura specializzata qual è l’infermiera pediatrica può fare la differenza. In ospedale o presso i consultori è proprio lei ad ascoltare tutti i dubbi dei neogenitori e a dare risposta anche ai quesiti più banali. Da come vestire il bimbo in base alla stagione a come fare il primo bagnetto, dai rimedi per le colichette, il mughetto e la crosta lattea fino alle gestione delle prime malattie.

Consulente dell’allattamento

Fa bene alla mamma e al bambino, contribuisce a creare e rafforzare il legame, regala momenti di tenerezza che rimarranno nella memoria per sempre.

L’allattamento al seno è però anche molto stancante fisicamente, soprattutto nelle prime settimane, e talvolta necessita del giusto supporto sia nella fase di avvio che successivamente, man mano che il bambino cresce e le esigenze di mamma e bambino mutano. Per questo in qualsiasi momento del percorso può essere utile rivolgersi a una figura di supporto.

Si può chiedere aiuto a una consulente professionale in allattamento materno IBCLC: si tratta di un professionista specializzato nella gestione clinica dell’allattamento, come ostetriche e infermiere, che ha seguito un corso apposito.

Sono di solito invece mamme che condividono la propria esperienza con le altre mamme le consulenti volontarie dell’associazione no profit La Leche League, che organizza incontri di gruppo e consulenze individuali (anche telefoniche e per mail) con l’obiettivo di sostenere le donne nell’allattamento attraverso un approccio empatico e di condivisione.

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Doula

Accompagna la coppia durante il percorso che va dalla gravidanza al parto e oltre. Ascolta dubbi e paure delle future mamme, aiuta negli acquisti con consigli su cosa è davvero utile e su come organizzare la casa per l’arrivo del bebè, incoraggia e sostiene la donna durante il parto favorendo la partecipazione del papà.

E poi, una volta a casa, aiuta la coppia ad affrontare i primi intensi giorni da genitori anche sbrigando piccole faccende, dando il tempo alla mamma di riposarsi o offrendosi di accompagnarla a fare una passeggiata.

È la doula, “non una figura sanitaria, ma di sostegno emotivo e pratico dalla gravidanza al dopo parto”, spiega Laura Verdi, presidente dell’ADI, l’Associazione Doule Italia. “Una volta la neomamma poteva contare su una rete allargata forte, oggi che è molto più sola la doula – sottolinea – è colei che senza giudizio mette a disposizione la propria capacità di ascolto e di attenzione ai bisogni sostenendo i genitori qualunque siano le scelte che compiono”.

E in caso di baby blues dopo il parto?

Ci si commuove facilmente, si è più sensibili, si piange tanto, spesso senza motivo o anche solamente per l’incredulità e la gioia. Tutte le mamme ricordano lo strano mix di emozioni che si prova subito dopo aver dato alla luce un bambino.

Sensazioni che normalmente tendono a sparire nel giro di pochi giorni ma che talvolta possono essere il segnale di qualcosa di diverso, che non va sottovalutato. Un parto difficile, la stanchezza fisica, il poco riposo, il crollo ormonale: tante sono le cause della particolare forma di depressione che può colpire le neomamme.

Fondamentale in questi casi è il sostegno della famiglia. Il papà è la prima persona deputata ad accorgersi che nella propria compagna c’è qualcosa che non va e a dover correre ai ripari offrendole momenti di riposo lontano dal bambino (anche solamente per farsi una doccia con tranquillità) e a chiedere l’aiuto di un professionista, qualora necessario.

Anche l’occhio esperto di chi ha a che fare con la mamma come l’ostetrica, l’infermiera pediatrica o il ginecologo può cogliere segnali di allarme e indirizzare la famiglia a prendere in mano la situazione per tempo rivolgendosi a uno psicologo specializzato o ai centri deputati presso le strutture ospedaliere.

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Insegnante di massaggio infantile

È sempre più diffusa anche in Italia la pratica del massaggio infantile, che dona sollievo al bambino, facilita il rilassamento, ne stimola lo sviluppo psicofisico, ma soprattutto, facilita l’interazione dando ai neogenitori uno strumento per entrare più facilmente in relazione con il proprio bimbo.

Codificata negli anni Settanta dall’americana Vimala McClure a partire dalla tradizione indiana, la sequenza di massaggi per i piccoli da 0 a 12 mesi può essere appresa frequentando i corsi tenuti in tutta Italia sia in strutture pubbliche che private dagli insegnanti dell’AIMI, l’Associazione Italiana Massaggio Infantile.

Ogni corso si articola in 5 incontri a cadenza settimanale, di un’ora e mezzo ciascuno, durante i quali i genitori apprendono praticandola la tecnica del massaggio e hanno la possibilità di confrontarsi tra loro.

Consulente del portare

È una pratica antichissima, connaturata alla natura stessa dell’uomo, che tuttavia è andata perdendosi nella nostra cultura e solo recentemente è stata riscoperta.

Tanti sono i vantaggi del portare i bambini con una fascia o altri supporti ergonomici: “Il babywearing favorisce l’attaccamento e il senso di contenimento e quindi di sicurezza del bambino, ne stimola lo sviluppo corporeo e sensoriale.

Ha inoltre un potere calmante ed è pratico perché permette alla mamma di essere presente per il proprio bambino, ma anche di avere le mani libere per sbrigare altre piccole faccende, lavorare o anche solamente occuparsi di un fratellino più grande”, spiega Antonella Gennatiempo, fondatrice della Scuola del Portare, una delle principali realtà italiane che si occupano di babywearing.

Proprio perché questa pratica tanto comune in molte zone del mondo è quasi scomparsa qui da noi può essere utile rivolgersi a una “consulente del portare”, una figura “che ha frequentato un corso apposito per insegnare ai genitori come scegliere il supporto adatto e come legare in sicurezza il proprio bambino nel pieno rispetto dalla fisiologia sua e nostra”.

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Osteopata

Una manipolazione dolce e per nulla invasiva che può tuttavia apportare grandi benefici al neonato, sia in termini preventivi che di trattamento di alcune problematiche funzionali.

Non tutti sanno che all’osteopatia si può ricorrere già dai primissimi mesi di vita: “Non c’è un limite di età – spiega Paola Sciomachen, presidente del ROI, il Registro degli Osteopati d’Italia -. L’osteopata può cogliere nel neonato alcuni segnali di potenziali problematiche future collegati a un ritardo o a una deviazione del normale sviluppo motorio e intervenire in ottica preventiva”.

Se trattata nei primi 3 mesi di vita, per esempio, si risolve facilmente la plagiocefalia posizionale (la deformazione morfologica del cranio causata dal parto e da posizionamenti scorretti del bambino).

Buoni risultati si registrano anche sul trattamento di problematiche funzionali come rigurgito, riflusso, coliche, stitichezza e problematiche del sonno”.

A scuola di sicurezza

È una delle paure più diffuse tra i neogenitori, quella che il proprio bimbo possa soffocare ingerendo per errore qualche oggetto o mentre è a tavola, alle prese con i primi esperimenti con il cibo solido.

Per questo è importante seguire un corso di disostruzione pediatrica che insegni a tutti coloro che hanno a che fare con i bambini, compresi nonni e tate, come intervenire in caso di soffocamento imparando a praticare la manovra di Heimlich anche sui bambini più piccoli.

Frequentare un corso di disostruzione significa anche imparare a prevenire gli incidenti, ad esempio prestando più attenzione alla qualità dei giocattoli che si acquistano o imparando a offrire ai bimbi il cibo in forme a minor rischio di soffocamento.

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Contatti su Lombardia e Italia

Perché la consulenza possa dare i suoi frutti è importante scegliere bene a chi rivolgersi. Per quanto riguarda le figure sanitarie, si può fare riferimento ai presidi territoriali rappresentati dai consultori: a Milano ce ne sono 18 sparsi per tutta la città e offrono servizi gratuiti specializzati (comprese le visite a domicilio post parto di ostetriche e infermiere pediatriche).

Per individuare un professionista specializzato in osteopatia pediatrica potete rivolgervi al Registro degli Osteopati d’Italia.

Si può cercare la consulente dell’allattamento più vicina sui siti di riferimento delle diverse associazioni www.aicpam.org per le consulenti IBCLC e www.lllitalia.org per La Leche League.

Per contattare a Milano e in Lombardia una doula l’associazione di rifermento è l’ADI, l’Associazione Doule Italia.

Due sono le principali realtà che in Italia formano consulenti del portare: la Scuola del Portare e Portare i Piccoli. A loro ci si può rivolgere per mettersi in contatto con la propria consulente di zona.

I corsi di massaggio infantile vengono tenuti sia presso i consultori che in strutture private come ludoteche, palestre e piscine. Il sito di riferimento è quello dell’associazione www.aimionline.it.

Periodicamente presso gli asili, i consultori e le varie realtà che si occupano di bambini si tengono anche i corsi della Croce Rossa sulla disostruzione pediatrica (utili sono anche i tutorial disponibili sul canale YouTube della CRI).

Oltre che sulla disostruzione, l’associazione Salvagente Onlus organizza in Lombardia corsi periodici sulla sicurezza stradale e sul primo soccorso pediatrico per imparare a intervenire nel modo corretto in caso di febbre alta, convulsioni o avvelenamento.

Se invece si è in gravidanza o si allatta e si vuole sapere quali farmaci si possono prendere e quali no si può chiamare da tutta Italia l’800 883300, il numero verde specializzato attivo presso l’U.O. Tossicologia Clinica del Centro Anti Veleni dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.

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