Le aree gioco sono in degrado? Ci pensa l’Ordine degli ingegneri

Le aree gioco delle grandi città sono le prime a risentire della crisi. Giochi in disordine, rotti, transennati, inagibili e a volte pericolosi. Così i bambini si trovano spesso a passare i loro momenti di svago all’aria aperta in mezzo al degrado, tra le erbacce e gli spazi comuni dove l’unica bellezza è la loro voglia di divertirsi. 

Una storia già sentita, quella dei giardini lasciati allo sbando. E i genitori – giustamente – sono i primi a indignarsi.

Ben vengano allora iniziative di cittadinanza attiva, come quella portata avanti dalla commissione sicurezza dell’Ordine degli ingegneri di Torino, che ha messo a disposizione le sue competenze per prendersi cura delle aree gioco. 

Il progetto ha preso avvio da più di un anno e si propone il restauro di alcune aree gioco malridotte e in stato di degrado. “Sistemeremo questi parchi gioco grazie al coinvolgimento delle aziende con cui io e altri colleghi della commissione lavoriamo quotidianamente – dice Roberto Amateis, ingegnere che si occupa della Commissione sicurezza -. I bambini hanno il diritto di giocare e vivere gli spazi della città in tutta tranquillità. Mi piace affermare che adotteremo i giardini per riconsegnarli ai residenti in sesto e in massima sicurezza”.

 

Si partirà con la sistemazione di un paio di aree gioco che saranno individuate dalla Città di Torino, con cui l’Ordine già da tempo si sta relazionando per la realizzazione dell’intervento, nella speranza poi di aumentare i numeri e di richiamare l’interesse delle aziende del territorio, decise ad adottare nuove zone della città.

“Ci siamo dati un anno di tempo per rendere operativo il progetto. Adesso aspettiamo dal Comune l’indicazione sulle aree prioritarie e poi procederemo con la progettazione degli interventi, la definizione dei preventivi e degli accordi con gli sponsor”. Gli ingegneri poi coordineranno i lavori, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza di loro competenza.

Gli sponsor e la targa di ringraziamento

Sponsorizzazioni dalle aziende ma non solo. Così gli ingegneri promotori dell’iniziativa si stanno muovendo per la ricerca di altre fonti di finanziamento, contattando le fondazioni e assicurazioni del territorio, proprio per garantire una maggiore copertura delle aree che necessitano di restauro.

“Ogni area avrà una targa di ringraziamento agli enti che hanno reso possibile l’intervento insieme all’Ordine e al Comune – commenta ancora Amateis – che hanno adottato quell’area giochi appunto”. E si potrebbe pensare a un bollino baby friendly per le aziende che hanno aderito all’iniziativa.

Cittadinanza attiva per la manutenzione

L’intervento di ristrutturazione da solo non basta, serve anche progettare la manutenzione delle aree gioco. “Prevediamo un periodo di monitoraggio e controllo, soprattutto contro i vandalismi. In questa fase sarebbe bello il coinvolgimento della cittadinanza”.

Ecco, appunto, i cittadini come possono partecipare? “La gestione delle aree gioco è molto articolata. Alcune sono di gestione del Comune, altre della Città metropolitana e altre ancora delle Circoscrizioni. Ora vorremmo partire e lanciare il progetto, per far sapere ai torinesi che noi siamo disponibili a lavorare. Ci piacerebbe innescare dei processi partecipati proprio a partire dai cittadini, che magari parlando con le Circoscrizioni possano arrivare a noi indicandoci aree e priorità di intervento, per poi capire insieme come procedere per la realizzazione”.

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