Arteterapia: un ponte di emozioni

Utilizzare tecniche e materiali artistici con finalità terapeutiche per promuovere il benessere psicofisico: può essere questa una prima definizione dell’arteterapia, che non rende però bene quanto di meraviglioso c’è in questa disciplina e quanto importante può essere per i nostri figli. In arteterapia non si crea il bello o l’opera d’arte, non è un corso di pittura, né un laboratorio creativo, non si costruiscono lavoretti da esporre o regalare a mamma e papà. I disegni, i dipinti, le sculture, qui sono semplicemente il mezzo di comunicazione di problemi, di emozioni e di conflitti: insieme al terapeuta si formulano nuove percezioni, si avviano cambiamenti positivi, si superano le paure e le difficoltà e si cresce. Un atelier di arteterapia è uno spazio ricco e vitale che accoglie il bambino in modo rassicurante, dove può esprimere i propri sentimenti ed elaborarli usando il linguaggio che gli è più vicino: gioco, creatività, immagini, movimento, musica. In questa modalità riesce a dare una forma a ciò che percepisce come “caos” ed è questo che significa elaborare: esprimere se stesso, facendo crescere la consapevolezza di sé e della propria identità. In questo contenitore rassicurante il bambino è invogliato a sperimentare gradualmente: l’atto stesso di produrre un lavoro artistico è un processo benefico e trasformatore, una forma di comunicazione non verbale privilegiata per il bambino perché appartiene di più al suo mondo che è ancora quello fatto di istinti e impulsi, gioco e scoperta. Quando nell’atelier si instaura un rapporto forte di fiducia ed empatia è lì che si inizia a comunicare attraverso l’arte ed è proprio lì che il percorso diventa terapeutico: inizia la cura delle ferite emotive, il superamento dei disagi, la trasformazione e consapevolezza delle proprie emozioni, la realizzazione di sé.

L’immaginario si fa concreto

L’atelier è per il bambino lo spazio dove l’immaginario si fa concreto e dove tutto diventa possibile: costruire, disporre, toccare, incollare, disegnare, spillare, pitturare, scolpire sono attività che chiamano in causa vista, tatto, cinestesia, udito e altre modalità sensoriali, sono esperienze che lo aiutano a capire e a valutare il mondo intorno e a reintegrare le emozioni. Entrare in contatto con la creatività significa attingere alle nostre capacità di adattamento, sperimentazione, cambiamento e soluzione dei problemi; essere creativi vuol dire saper comunicare, esprimere la fantasia, superare blocchi e liberare emozioni. Tenendo sempre presente che nell’arteterapia conta il processo e non il risultato finale. Avete mai osservato un bambino mentre è intento a dipingere una tela, un foglio o il suo corpo? È completamente assorbito nella sua attività e quello che si può definire scarabocchio o pasticcio, per lui è un tassello importante nella crescita emotiva.

Liberare le emozioni con l’arteterapia

Lavoro da quindici anni come arteterapeuta e sono convinta che il modo migliore per comprendere la valenza di questo percorso è farne un’esperienza concreta: le immagini create possono essere forti o commoventi, ma l’arte non fa male a nessuno! Ed è di certo più salutare tirar fuori immagini piene di energia che reprimerle e cercare di trattenerle. Finché releghiamo le emozioni dentro di noi si ammassano, si increspano, si gonfiano, non ci fanno respirare, ci tolgono la gioia! Quando invece le liberiamo iniziano a perdere di spessore, gli angoli si smussano, diventano fluide e si ritorna a sorridere. Perché liberare le emozioni con l’arteterapia? Perché le immagini visive, da sempre, hanno sull’uomo un impatto maggiore e immediato, possono metterci in contatto con parti di noi inaccessibili alle altre attività e interazioni, perché l’arte, a differenza del linguaggio, non ha regole di struttura o di organizzazione e ciò che magari richiederebbe una notevole esposizione verbale può essere espresso più rapidamente da un semplice disegno. Le immagini continuano a parlarci anche dopo che sono state create, rimangono dentro di noi e anche a distanza di tempo ci aiutano a superare passaggi, a trovare soluzioni diverse, ad attingere a risorse inaspettate. Come arteterapeuta sono convinta che l’arte abbia la capacità di migliorare la salute e il benessere di tutti e non solo quello di bambini malati o con problemi, perché migliora l’autostima, la fiducia e accresce il nostro senso interiore di benessere e salute. E poi l’arte alimenta la meraviglia e predispone allo stupore, quella luce che anima anche le cose più banali rendendole straordinarie.

[Valeria Grillo, arteterapeuta – www.semidise.it]

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