Bambini rumorosi in condominio: le cose da sapere

Quella dei rumori che disturbano il riposo delle persone e più in generale, la quiete pubblica, è una questione che genera contrasti, non solo a livello condominiale.

Nei giorni caldi e fuori dall’orario scolastico i cortili dei condomini si aprono a gruppi di bambini che giocano e il risultato è facile da immaginare: è del tutto prevedibile sentire le voci squillanti mentre rincorrono un pallone. Quando gli schiamazzi superano la normale “tollerabilità”, soprattutto di sera o nelle ore del pomeriggio dedicate al riposo, possono sorgere dei problemi.

Non solo bambini rumorosi

Nella normale vita condominiale può capitare di essere disturbati da suoni o odori provenienti dagli appartamenti confinanti. La molestia in genere è costituita da lavori di manutenzione, litigate, strumenti musicali, cani o altri animali, hobby o attività commerciali.

Qualche volta il rumore è generato dai bambini che giocano tra loro.

La materia è disciplinata dall’articolo 844 del Codice Civile, un faro in materia di inquinamento acustico, che prevede due azioni a favore del soggetto danneggiato: la prima pensata per eliminare la causa del rumore, la seconda di carattere personale, volta al risarcimento dell’eventuale danno.

La normale tollerabilità

Occorre precisare che l’accertamento della “normale tollerabilità” deve essere valutato da un tecnico che sia in grado di stabilire se le immissioni sonore eccedano la soglia di tolleranza e se la salute degli interessati subisca o possa subire un pregiudizio apprezzabile.

Se un intero condomino vuole far cessare l’immissione di rumori molesti, deve prendere contatti con l’Arpa (Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente), che potrà verificare l’immissione di rumore segnalata. Va evidenziato che l’Arpa interviene quando i rumori sono continuativi e dimostrabili. Una volta stabilito con un tecnico l’effettivo disturbo, è possibile richiedere appositi provvedimenti.

Il disturbo della quiete pubblica

Qualora fosse dimostrato che la molestia configura un vero e proprio reato di disturbo della quiete pubblica, si potrebbe rischiare una condanna con un’ammenda fino a 309 euro o l’arresto fino a tre mesi.

Sull’argomento è intervenuta la Suprema Corte, che ha esaminato il caso di due genitori poi condannati a pagare una multa perché gli schiamazzi dei loro bambini avevano disturbato un numero “indeterminato” di persone. I genitori, secondo i giudici, hanno l’obbligo di vigilare sui figli affinché il loro comportamento non arrechi danno o disturbo a terzi. Questa pronuncia dovrebbe far pensare a quanto è importante educare i bimbi al rispetto degli altri.

Il regolamento di condominio

Giurisprudenza a parte, ogni condominio può prevedere norme diverse, più o meno restrittive. Il codice civile stabilisce le linee guida, ma ogni stabile è disciplinato da uno specifico regolamento, formulato dal costruttore o dall’assemblea condominiale. All’interno del regolamento vengono stabiliti specifici orari in cui va osservato il silenzio (generalmente la sera e il primo pomeriggio) e le regole di utilizzo delle parti comuni, come per esempio il cortile adibito al gioco dei bambini.

Nel caso in cui un regolamento vieti l’esercizio di attività rumorose, indipendentemente dai limiti di tollerabilità delle immissioni, anche solo l’abbaiare continuo di un cane o la presenza di suoni continui provenienti da bimbi rumorosi può essere considerato illecito.

La sentenza della Cassazione è piuttosto interessante perché la giurisprudenza non aveva mai preso una posizione precisa, anche perché quantificare le immissioni non sempre è facile. In ogni caso, il singolo condomino può intraprendere un’azione legale per far dichiarare illegittime le immissioni moleste, mentre l’amministratore può agire solo quando interessano parti comuni dell’edificio oppure sono contrarie al regolamento di condominio.

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