Il barattolo dei desideri, per capire cosa si vuole

Non si può avere tutto e subito. Il barattolo dei desideri ci insegna a capire cosa vogliamo davvero

Siamo onesti: con la crisi del coronavirus ci siamo rassegnati all’idea che non potremo fare le tante cose belle che faremo prima. Davvero? Forse no. Forse basta tenere svegli i desideri.

Educare al desiderio

Mio nonno diceva spesso: un desiderio bisogna sempre averlo davanti agli occhi. Non sarà stato un insegnamento zen, ma con il tempo ha assunto una certa importanza, quando ho capito che un buon desiderio è una tensione progettuale verso il futuro.

Desiderare non significa necessariamente volere qualcosa e fare i capricci. Significa avere un obiettivo ed escogitare un piano per realizzarlo. Un buon desiderio è lontano, non è immediatamente realizzabile. Va conquistato. Va atteso e pregustato.

Bambini con troppi desideri

Ci viene detto che i nostri bambini sono “senza desideri” o “con desideri troppo facilmente esauditi” perché siamo nell’epoca del consumo immediato e diamo troppo. Le cause? La semplicità con cui si fanno gli acquisti, la pubblicità martellante, ma anche i sensi di colpa, la paura di non saper gestire i capricci, la stanchezza che non lascia le forze per tenere saldi i principi educativi.

Approfittare della crisi del COVID19 che rende i desideri meno facilmente esaudibili, possiamo giocare ad analizzarli a distanza e cominciare a distinguere tra quello che vogliamo e quello che non ci interessa davvero.

Il barattolo dei desideri

Un modo per farlo? Costruire un barattolo dei desideri. Basta un barattolino qualsiasi, qualche foglietto di carta e una penna. I bambini adorano questo genere di attività. Chiediamo loro di scrivere un desiderio su un foglietto, ovviamente se quando ne provano uno. Probabilmente si comincerà con “Una cena dai nonni” e “Giocare con Francesca”, ma mano a mano che si aggiungono foglietti, verranno fuori desideri meno semplici. Per i bambini, è un modo di verbalizzare le emozioni. Per noi adulti è un ottimo alleato per approfondire cosa passa per la testa dei nostri bambini.

Barattolo dei desideri

A fine quarantena

Dopo qualche settimana, riuniamoci intorno a tavola e apriamo il barattolo dei desideri. Facciamolo assieme ai bambini, in un momento allegro. Estraiamo a sorte i bigliettini, leggiamoli insieme e commentiamoli. Mettiamo ordine nella lista e scegliamo quelli che ancora ci sono, quelli soddisfatti e quelli che non ci interessano più. Davvero volevo disperatamente un maglione viola? Voglio ancora cento pacchetti di figurine?

Tra i desideri che salviamo, dividiamo quelli da esaudire subito (un bacino!) e quelli che potremo esaudire fra qualche mese o qualche anno. Questi ultimi rimettiamoli nel barattolo. E prendiamo l’abitudine di aggiungere desideri e ricontrollarli periodicamente. 

Con poco, avremo tanto. Il barattolo ci insegna che si può volere qualcosa, ma che si può attendere per realizzare i desideri, mentre il tempo ci aiuta a decidere cosa è importante e cosa no. 

Iscriviti alla newsletter

X