Il barattolo dei desideri, per capire cosa si vuole

Non si può avere tutto e subito. Il barattolo dei desideri ci insegna a capire cosa vogliamo davvero

I nonni dicevano: bisogna sempre avere un desiderio davanti agli occhi. Non è un insegnamento zen, certo, ma ha la sua importanza, perché un buon desiderio è una tensione progettuale verso il futuro. Un buon desiderio è lontano, non è immediatamente realizzabile. Va conquistato. Va atteso e pregustato.

Desiderare è bello ed è vitale. Non significa per forza “volere qualcosa” né tantomeno fare i capricci. Significa avere un obiettivo ed escogitare un piano per realizzarlo. 

Bambini con troppi desideri

Ci viene detto che i bambini di oggi sono “senza desideri” o “con desideri troppo facilmente esauditi”. Le cause? Una società più opulenta, un diverso stile educativo, ma anche i sensi di colpa, la paura di non saper gestire i capricci, la stanchezza dei genitori che non lascia le forze per tenere saldi i principi educativi.

Per evitare di esaudire un desiderio al primo colpo, possiamo giocare a raccogliere i desideri e analizzarli a distanza di tempo, imparando a distinguere tra quello che vogliamo davvero e quello che, alla fine dei conti, non ci interessa.

Il barattolo dei desideri

Costruire un barattolo dei desideri aiuta a conoscere se stessi. Basta un barattolo qualsiasi, qualche foglietto di carta e una penna. I bambini adorano questo genere di attività. Chiediamo loro di scrivere il loro desiderio su un foglietto, ovviamente quando ne provano uno. Probabilmente si comincerà con “Giocare con Francesca” e il giocattolo visto ieri in mano a un amico, ma mano a mano che si aggiungono foglietti, verranno fuori desideri meno semplici. 

Per i bambini, è un modo di verbalizzare le emozioni. Per noi adulti è un ottimo alleato per approfondire cosa passa nella loro testa.

Dopo qualche settimana

In un momento in cui siamo tutti insieme, apriamo il barattolo dei desideri. Estraiamo a sorte i bigliettini, leggiamoli insieme. Mettiamo ordine nella lista e scegliamo i desideri che ancora proviamo, quelli soddisfatti e quelli che non ci interessano più. 

Davvero volevo disperatamente un maglione viola? Sono riuscito a stare bene senza cento pacchetti di figurine? 

Tra i desideri che salviamo, dividiamo quelli da esaudire subito (un bacino!) e quelli che richiedono più tempo, magari un mese o qualche anno. Rimettiamo questi ultimi nel barattolo e gettiamo i desideri che non proviamo più

È un gioco semplice che restituisce tanto. Il barattolo ci insegna che si può volere qualcosa, ma che si può attendere per realizzare i desideri, mentre il tempo ci aiuta a decidere cosa è importante e cosa no.

 

 

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