La gentilezza è un punto di forza. Mettiamola in pratica!

Buone ragioni per praticare la gentilezza e insegnarla ai nostri figli. Essere gentili, per esempio, produce benessere fisico

Il termine gentilezza ha bisogno di essere riabilitato. Maltrattato da troppo tempo, in parte ancora oggi, viene spesso sostituito da sinonimi come bontà, amore, persino debolezza.

Eppure anche nella ricerca universitaria, da anni diverse discipline si occupano di approfondire l’argomento. Dall’economia alla biologia, dalla psicologia alle neuroscienze. Risultato? Pare che la gentilezza sia un punto di forza per tutti gli esseri umani. Mettere in atto comportamenti gentili, infatti, produce (in maniera misurabile e scientifica, per intenderci) sensazioni di benessere fisico.

Così, affermano gli studi, le persone più gentili vivono vite più soddisfacenti, sono più felici, sagge, curiose, prendono più iniziative e sono ottimi esploratori in termini di opportunità.

L’auto-gentilezza, ovvero essere gentili verso se stessi

Guardandola da vicino, la gentilezza è piuttosto sorprendente. I beneficiari di un comportamento gentile siamo anche noi stessi. Si chiama auto-gentilezza ed è quella capacità di essere comprensivi verso se stessi quando nella vita si incontra la sofferenza, ci si sente inadeguati o si fallisce. Situazioni inevitabili, prima o poi ci passiamo tutti e quando arrivano scopriamo quanto poco siamo allenati.  E lo sono anche i nostri figli.

Quando siamo in relazione con gli altri e vogliamo essere gentili anche con noi stessi è importante non avere una condotta passiva nel tentativo di compiacere l’altro, piuttosto imparare a essere assertivi, cioè capaci di riconoscere e affermare i propri bisogni, desideri e diritti.

In questo modo si cerca di mantenere un equilibrio, che impedisce a noi e all’altro di prevaricare o  soccombere. L’auto-gentilezza non riguarda solo gli aspetti che ci vedono in relazione con gli altri, ma anche attenzioni e cure verso noi stessi e il nostro corpo. Fare attenzione, per esempio, a ciò che mangiamo, a fare attività fisica, mantenere in esercizio e aperto il nostro “cervello”, dormire un numero di ore adeguato, dedicare tempo alle relazioni amicali e a coltivare le passioni. 

Gentilezza verso gli altri

I beneficiari più noti della gentilezza sono senza dubbio gli altri. Riusciamo ad essere più gentili, dice la letteratura a riguardo, quando riusciamo a “metterci nei panni” dell’altro, sviluppando quella caratteristica universale definita empatia, che ci aiuta a comprendere le altre persone e il loro punto di vista. E non solo il nostro.

Le capacità empatiche, nella quotidianità hanno molteplici nemici: lo stress in prima linea, poi la mancanza di attenzione dell’altro e la fretta. Essere empatici aiuta anche a vedere l’altro in modo meno minaccioso e in generale ad avere una visione del mondo capace tutte le volte di interrogarsi sui motivi reali che spingono le altre persone a mettere in atto alcuni comportamenti.

Perché è “conveniente” essere empatici? Perché ci fa essere più gentili e godere del beneficio che ne ha il nostro organismo: attivarsi verso gli altri infatti porta ad essere più felici e di conseguenza aumentano i nostri livelli di serotonina. Non è un’opinione, a quanto pare, è chimica. E perché mai privare noi stessi e i nostri figli di questa ghiotta occasione? 

Gentilezza verso l’ambiente

Lo stiamo sentendo in tutte le salse, ma non basta mai. La cura che dobbiamo avere del mondo deve crescere, a beneficio di tutti noi. La gamma di comportamenti che possiamo mettere in pratica è vastissima e diretta verso ambiti diversi che siamo soliti includere sotto la parola “ambiente”. 

Possiamo essere più attenti agli sprechi, a non accumulare oggetti inutili, a rispettare gli animali. Le azioni gentili verso l’ambiente, suggeriscono alcuni studiosi, sono facili da imitare, in particolare dai più giovani. Una buona pratica può essere anche quella di insegnare e promuovere comportamenti gentili diventando un buon esempio per i più piccoli. 

Qualche lettura

Volete approfondire l’argomento? C’è il libro “La forza nascosta della gentilezza” di  Cristina Milani. E due siti Il World Kindess Movement (movimento globale per la gentilezza) e il sito Gentledude, sempre da visitare. 

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