Il bello delle regole

Bambini senza regole, che non sanno rispettare le norme, che fanno quello che vogliono. Quante volte si sentono insegnanti ed educatori lamentarsi a questo proposito? Sicuramente è importante che i più piccoli imparino a vivere in un contesto “regolato”, sia perché il contenimento è rassicurante, cioè pone dei limiti entro i quali è possibile sperimentare ed esprimersi liberamente, sia perché qualsiasi forma di convivenza comporta la consapevolezza che “non esisto solo io”, e la mia libertà e i miei diritti finiscono dove iniziano quelli degli altri. Ma anche perché concordare norme chiare significa non dipendere dagli umori e dagli arbitri degli adulti, che a seconda del momento concedono o negano. Le regole, insomma, servono a rendere la famiglia una piccola democrazia. Come fare in modo che le regole funzionino? Ecco qualche… regola. Innanzitutto, stabilire norme chiare. Quando si vive insieme le regole ci sono sempre. Nella maggior parte dei casi, però, sono implicite, e questo causa fraintendimenti e conflitti: è importante che le norme di convivenza siano dichiarate. Qual è l’obiettivo? Occorre averlo chiaro quando si stabiliscono le regole. Non è solo garantire la sicurezza dei bambini, ma soprattutto favorire una buona convivenza, in cui siano riconosciuti bisogni, diritti e doveri di tutti. È importante che i genitori non mascherino esigenze proprie dietro presunte necessità dei bambini. Regole come “ognuno dorme nel proprio letto” o “si mangia a tavola tutti insieme” favoriscono da una parte l’autonomia dei bambini, dall’altra il riconoscimento della famiglia come comunità e il piacere della relazione. Poche, concrete e applicabili. Per poter funzionare, le regole devono essere in numero limitato, specialmente se i bambini sono piccoli, ma soprattutto devono evitare ambiguità e riferirsi a comportamenti precisi. Regole come “non si litiga”, “non si suda”, “si ubbidisce a mamma e papà” non hanno molto senso, perché inapplicabili (litigare è un comportamento umano ineliminabile, semmai si può regolare il “come” litigare; sudare è una indispensabile reazione dell’organismo; ubbidire a mamma e papà cancella ogni possibilità di autoregolazione, che è appunto la funzione delle norme). Hanno senso, invece, regole come “si apparecchia e si sparecchia a turno”, con elenco dei turni appesi in cucina. Decidetele insieme e discutete le regole da applicare in famiglia anche con i bambini (dai quattro, cinque anni): è importante che i genitori ascoltino le idee dei figli e che il risultato sia un insieme di norme di cui tutti hanno compreso senso e finalità, mentre non è importante che i figli siano sempre d’accordo. Infine, bisogna decidere anche le sanzioni, che aumentano la probabilità che le regole funzionino. È importante decidere le punizioni in modo per così dire “neutrale”, senza ricatti affettivi o recriminazioni. Le punizioni che comportano un vantaggio per la collettività (riordinare una stanza o lavare i piatti) danno modo al bambino punito di “recuperare punti” svolgendo bene un compito utile. Attenzione, però: le sanzioni valgono anche per i genitori!

[Sandra Cangemi – Educatrice, Cooperativa sociale Praticare il futuro]

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