Bonus per pannolini e latte in polvere. È già polemica

Dopo il grande caos provocato dall’abolizione del bonus baby sitter e asilo nido, la Lega annuncia due proposte per il pacchetto famiglia. Gli emendamenti in esame alla Camera prevedono l’ampliamento del Bonus Bebè e detrazioni fiscali per pannolini e latte artificiale.

Bonus Bebè

Quello che l’INPS chiama assegno di natalità viene ampliato. Il Bonus prevede un assegno mensile per le famiglie che accolgono un nuovo bimbo (nato o adottato) per un anno. Ad oggi l’assegno ammonta a 1.920 euro annui per gli ISEE sotto i 7mila euro e a 960 euro per i redditi tra i 7 e i 25 mila euro. La proposta di Fontana, Ministro per la Famiglia e le Disabilità, prevede di alzare da 25 a 35mila euro annui il valore dell’ISEE per beneficiare dell’assegno. Questa scelta è fatta per “comprendere la pressochè complessiva platea dei nuclei familiari potenzialmente interessati al beneficio”, si legge nella relazione al testo. L’emendamento prevede anche di alzare gli assegni base da 960 a 1.320 euro. Confermata la maggiorazione del 20% per i figli successivi al primo per il periodo 2019-2020. L’assegno resta di 1.920 euro per i nuclei con ISEE inferiore ai 7mila euro.

Pannolini e latte in polvere

La seconda proposta prevede detrazioni per gli acquisti di pannolini e latte in polvere, esattamente come per le spese per i farmaci. La detrazione sarebbe del 19% delle spese per un importo massimo complessivo di 1.800 euro annui per ciascun figlio. Lo sconto fiscale dovrebbe riguardare l’acquisto di pannolini usa e getta ma (si spera) anche riutilizzabili e di latte in polvere o liquido. Inoltre, “al fine di estendere la platea dei beneficiari dell’agevolazione si prevede che qualora la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, diminuita delle altre detrazioni, sia riconosciuto un apposito credito di ammontare pari alla metà della quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta”.

La polemica

Non hanno tardato le polemiche e i commenti sugli emendamenti, soprattutto da parte di chi sostiene l’allattamento materno. Pur giudicando lodevole l’iniziativa di mettere le famiglie con bisogni speciali al centro dell’attenzione politica, si ritiene -per i motivi ormai riconosciuti relativi ai benefici dell’allattamento e ai percorsi di assistenza alle neomamme sempre più scarsi- che le risorse destinate all’acquisto del latte artificiale possano essere meglio utilizzate per iniziative di “adozione sociale” a sostegno della genitorialità, a promozione, sostegno e protezione della pratica dell’allattamento materno.

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