The Candy Project

Il bombo, la caramella, lo zuccherino? Una serissima ricerca sulle caramelle e sul loro utilizzo sta girando il mondo alla ricerca di quel che per i bambini è considerato buono per eccellenza. Lo studio si chiama “Candy Project” e sta facendo emergere risvolti curiosi: in Cina vanno forte le caramelle a forma di insetto (con tanto di zampette). In Corea le strisce di calamaro essiccato, dal sapore un po’ dolce e un po’ salato. In Messico i bambini apprezzano il piccante: mango al peperoncino. Esistono anche cibi punitivi – pochi, per fortuna – come la radice amara che in Thailandia viene fatta leccare ai bambini cattivi.

“Le caramelle sono il modo in cui i bambini guardano il cibo degli adulti – spiega Gabriella Morini, docente all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – e sono usate per avvicinare i bambini al mondo adulto. Come esseri umani, mangiamo quello che ci piace e ci piace quello che conosciamo. Tuttavia il gusto si educa; amiamo istintivamente il dolce, l’umami e il salato e non gradiamo i cibi amari o acidi, ma col tempo impariamo a sviluppare piacere anche da questi sapori, come l’amaro della birra o della nicotina. Un adulto è in grado di mediare il suo rapporto col gusto, mentre un bambino non lo fa e mangia solo quello che gli piace.

Il Candy Project cerca di costruire una mappa di cosa si intende per ‘buono’ in ogni parte del mondo”. Per partecipare alla ricerca basta collegarsi a http://thecandyproject.org e compilare il questionario. Lo studio è dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dell’Università dei Paesi Baschi e di Slow Food.

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