Come si assume una baby sitter

Come si assume una baby sitter? Conviene metterla in regola? Ecco le risposte

La vicina, l’amica, la nipote della vicina, il cugino, i nonni dell’amichetta. C’è un esercito di genitori a caccia di persone capaci che possano fare da baby sitter ai bambini.

Si può allungare 8 euro all’ora ed essere contenti così, ma si perde il bonus baby sitter e c’è il rischio che le restrizioni continuino per mesi. Così è bene porsi la domanda se sia il caso di mettere la baby sitter in regola. Ecco una piccola guida per orientarsi fra le tipologie e la durata dei contratti di assunzione per le baby sitter.

Il lavoro nero non conviene

Pagare la baby sitter in nero non conviene: non si può utilizzare il bonus, non si è coperti dall’assicurazione contro gli infortuni e, di fatto, si affida la custodia dei nostri preziosi bambini a una persona che è irregolare e che un domani potrebbe rivalersi contro di noi.

Meglio mettere in regola la baby sitter. Non è complicato ed è anche un’azione giusta.

Baby sitter occasionale

Se il bisogno della baby sitter è occasionale (qualche pomeriggio, un sabato, la sera, tutte le mattine per i prossimi due mesi), la miglior soluzione è il Libretto di Famiglia INPS, lo stesso su cui è erogato il Bonus Baby Sitter.

Il libretto di famiglia serve per regolarizzare le prestazioni di lavoro occasionale svolte in modo sporadico e saltuario. Si acquista sul sito dell’Inps, è nominativo e prefinanziato ed è composto da titoli di pagamento (voucher) il cui valore nominale è fissato in 10 euro.

Ogni titolo può essere usato per pagare un’ora di attività lavorativa. Il libretto famiglia si acquista con un versamento fatto con il modello F24, con causale LIFA, oppure tramite il Portale dei pagamenti dell’Inps.

Il Libretto famiglia ha dei limiti: la prestazione d’opera della stessa baby sitter non può superare i 2.500 euro all’anno, al netto equivalenti a 280 ore. A fronte dei 10 euro versati dal datore di lavoro, la baby sitter riceve 8 euro netti, ogni 15 del mese, direttamente dall’Inps. 

Dal punto di vista fiscale, però, la baby sitter è coperta da tutte le garanzie di un lavoro in regola, con pagamento dell’Inps (i contributi per la pensione) e dell’Inail (l’assicurazione contro infortuni). 

Baby sitter di lungo periodo

Se serve una baby sitter per periodi di tempo più lunghi delle 280 ore garantite dal Libretto Famiglia, conviene procedere all’assunzione.

Il lavoro di baby sitter è regolamentato all’interno del Contratto nazionale di Lavoro Domestico, nella stessa categoria di colf e badanti.

Se la baby sitter è convivente, si fa un contratto apposito e la retribuzione va contata su base mensile. Quando l’impegno è a ore, si stabilisce un compenso su base oraria.

L’orario di lavoro full-time per la baby sitter convivente è di 54 ore. Il contratto part-time per baby sitter conviventi è di 30 ore.

Per le baby sitter non conviventi il contratto a tempo pieno è di 40 ore a settimana. Numeri di ore inferiori si regolarizzano con il part-time, per esempio 20 o 24 ore settimanali. La retribuzione comprende i contributi previdenziali. Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato.

Conviene rivolgersi a Un CAF (Centro di assistenza fiscale) per redigere il contratto, che va firmato da entrambe le parti, registrato (se ne occupa il CAF) e conservato.

La retribuzione

Come visto prima, per il lavoro occasionale tramite Libretto famiglia si pagano 10 euro, di cui 2 vengono trattenuti dall’Inps per gli oneri previdenziali. Il lavoratore percepisce 8 euro netti all’ora.

Per i contratti, esistono dei minimi retributivi al di sotto dei quali non si può scendere e che variano a seconda dell’inquadramento. Le baby sitter che assistono i bambini al di sotto dei 3 anni hanno una paga minima di 6,83 euro l’ora. Quelle a cui vengono affidati bambini più grandi prendono minimo 6,13 l’ora. Esistono numerose casistiche (assistenza a un bambino disabile, baby sitter formata con titolo di studio specifico, per esempio) che fanno levitare la tariffa minima.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, che si tatti di uno, due o più bambini, la retribuzione non cambia. L’Associazione Nazionale Colf e Badanti aggiorna le tabelle retributive (potete leggerle qui) ma il consiglio è di rivolgersi a un CAF, almeno per la prima assunzione.

L’assunzione di una baby sitter con il Contratto Nazionale di Lavoro comporta anche una serie di obblighi in materia di ferie, permessi, tredicesima, indennità di vitto e alloggio, periodo di prova, straordinari, malattia. C’è anche un preavviso in caso di licenziamento o dimissioni.

Agenzie di baby sitter

L’ultima possibilità è quella di rivolgersi ad agenzie che offrano la persona assumendosi l’onere di pagare lo stipendio, i contributi, le assicurazioni e tutto quello che serve per mettere il dipendente in regola.

Ne esistono diverse sul territorio nazionale: Babysits, Sitly, Oltretata, Toptata. Bisogna verificare che eroghino il servizio nella propria zona di residenza. Essendo intermediari, costano un po’ di più rispetto a far tutto da soli, ma sono molto comodi e permettono di selezionare la propria baby sitter su una scelta molto più ampia di quella che potremmo avere tra vicini di casa, parenti e amici degli amici.

 

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