A rischio il congedo di paternità. Una petizione sul web ne chiede l’estensione

L’Italia è uno dei Paesi più indietro in fatto di congedi di paternità e di condivisione del lavoro di cura tra genitori. Eppure al peggio non c’è mai fine e per i padri italiani rischia di saltare per mancanza di fondi anche il diritto a quei quattro giorni a casa alla nascita del figlio o della figlia.

È stata lanciata sul web una petizione che oltre a chiedere la riconferma di questa misura, propone l’estensione da quattro a dieci giorni.

Il congedo di paternità

È stata una sperimentazione di vita corta quella che con la Legge di bilancio 2017 ha visto l’ampliamento del congedo di paternità da 2 a 4 giorni pagati al 100% dall’Inps. Il congedo, normato dalla legge 92 del 2012, consente ai padri lavoratori dipendenti di prendere quattro giorni di permesso entro il quinto mese dalla nascita del figlio. I giorni possono diventare cinque se la mamma rinuncia a un giorno del suo congedo; ma possono sparire completamente dal gennaio 2019 se non si trovano i fondi.

Quanto costa il congedo

Se tutti i padri lo utilizzassero, il congedo costerebbe 10 milioni di euro al giorno” Così lo quantificò la Ragioneria di Stato un anno fa. Ciò significa che, per estenderlo a 10 giorni, bisognerebbe trovare 100 milioni“, continua Di Salvo, che è tra le proponenti della petizione insieme all’imprenditrice Riccarda Zezza e altre esponenti del mondo accademico. E nonostante sia uno dei punti prioritari nell’agenda comunitaria, quando si tratta di far tornare i conti anche le politiche a favore della famiglia, della conciliazione e dell’occupazione vengono rimesse in discussione e eternamente sottodimensionate.

Chi chiede il congedo

Sono sempre di più i papà che chiedono il congedo (67.664 nel 2014, 72.630 nel 2015 e nel 2016 sono stati 91.136), ma non abbastanza visto che non si tocca il 20% di quanti ne avrebbero diritto. I motivi? Poca informazione e ancora una grande resistenza culturale che vede il lavoro di cura sotto le responsabilità e mansioni della madre. “Sottoscrivo anch’io la petizione -commenta Monica Cerutti, assessora alle Pari opportunità della Regione Piemonte – per scongiurare il rischio che il congedo di paternità sia cancellato. Riteniamo fondamentale che anche i papà possano contribuire alla crescita del proprio figlio”. Anche per questo in Piemonte è stata promossa una misura unica in Italia: il bando Rientro, che consente ai papà di restare a casa con il proprio bambino e alla mamma di ritornare al lavoro dopo il parto.

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