La contraccezione dopo il parto, cosa bisogna sapere

I mesi successivi al parto, che sia spontaneo o cesareo, sono ad alto rischio di gravidanze non programmate, per questo è necessario pensare seriamente alla contraccezione.

Dopo il parto i cicli ormonali non sono stabili per una condizione naturale di riassestamento: si riducono i livelli di estrogeni, progesterone e betaHCG e aumenta la prolattina, che favorisce l’allattamento.

Questa complessa situazione ormonale, assolutamente fisiologica, si ripercuote sullo stato emotivo della neomamma.

“Esiste la convinzione errata che durante l’allattamento non sia possibile rimanere incinta – spiega Grazia Oberto, medico e ginecologa -. Questa credenza si basa sull’ipotesi che la prolattina blocchi in maniera totale l’ovulazione, ma non è sempre così. Tra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto si ha una ripresa dei cicli mestruali (per alcune donne più tardi). L’allattamento può essere un periodo fertile e, per non incorrere in gravidanze indesiderate, è utile valutare con il medico l’uso di un contraccettivo”.

L’irregolarità ormonale fà sì che i metodi che si basano sul calcolo dei periodi fertili non siano affidabile, giusto? “Sì, nella contraccezione dopo parto i metodi ormonali non sono consigliati. Allo stesso modo, il diaframma o altri contraccettivi ormonali non possono essere ripresi per almeno 8 – 10 mesi dopo il parto. La soluzione più efficace è l’uso del preservativo. Esiste anche una sicura contraccezione a base di solo progestinico che si assume come la pillola, compatibile con l’allattamento. Questo tipo di farmaci tuttavia va assunto sotto sorveglianza medica”.

Qualche consiglio? “Parlate delle vostre esigenze e dei vostri dubbi con il medico o chiedete un consulto al consultorio. Non trascurate la contraccezione dopo il parto, ricordate che il periodo dell’allattamento può essere fertile. Dovete essere consapevoli che le gravidanze possono essere programmate con serenità“. 

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