Restituiamo i cortili ai bambini. Firma la petizione di Save The Children

Restituite i cortili ai bambini. E’ questo l’appello che Save The Children lancia in Italia: lasciar giocare i bambini in cortile e anche a scuola, dove ogni edificio deve avere una palestra a norma entro il 2020.

In Italia manca una legislazione comune che ammetta e valorizzi l’uso dei cortili per i giochi dei bambini, come viene spiegato in questo articolo.

Save the Children ha lanciato la petizione “Italia vietata ai minori” che ha già raccolto 34mila firme in poco tempo

E’ un appello per restituire ai più piccoli e agli adolescenti i cortili perduti, ma anche per recuperare le aree degradate, trasformando gli edifici inutilizzati in luoghi per iniziative sociali, sportive e culturali. Meglio se dedicate a bambine e bambini, ragazze e ragazzi.

La petizione si può firmare online qui.

Le palestre scolastiche fanno bene a matematica e italiano

In Italia solo una scuola su sei dispone di almeno una palestra per sede. Questo significa che la maggioranza delle scuole, più dell’80%, manda i ragazzi a fare sport da qualche altra parte, nella sede principale o in altri luoghi.

La sedentarietà dei ragazzi è un problema: solo la metà pratica sport fra i 6 e i 17 anni. Uno su cinque non fa proprio mai ginnastica.

La mancanza di movimento si traduce in un problema di sovrappeso e obesità, soprattutto nelle aree più disagiate.

“I minori più svantaggiati dal punto di vista socio-economico – dice Save The Children – hanno meno possibilità di praticare attività sportiva e questo riduce sensibilmente la capacità di apprendimento. A quindici anni, chi non pratica attività sportive, è meno abile in matematica e lettura”.

In Italia più di un milione di bambini in povertà assoluta

Gli studi di Save the Children dicono che in Italia oggi vivono un milione e 300mila minori sotto la soglia della povertà assoluta.

“Soffrono la povertà materiale ed educativa. Vivono in quartieri degradati dove non hanno la possibilità di far fiorire i loro talenti e le loro aspirazioni e spesso lasciano prematuramente la scuola. Non hanno nessuno spazio sicuro per il gioco, lo sport, la cultura e quindi per la loro crescita e il loro benessere”.

 

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