Sulla Costa degli Etruschi in Toscana: alla scoperta delle antiche civiltà

Capiterà, ripassando “storia” assieme ai bambini, di rileggere che prima dell’Impero romano, il centro Italia fu la culla di una grandissima civiltà, quella degli Etruschi.

Oggi la Toscana etrusca, con le sue testimonianze, può essere l’occasione per un itinerario turistico molto interessante alla scoperta di qesta antica e bellissima civiltà, tra musei e siti archeologici all’aria aperta.

Gli Etruschi in Toscana, un popolo antico e contemporaneo

Gli Etruschi sono un’antica civiltà la cui origine è avvolta da un alone di mistero. L’incredibile contemporaneità delle loro idee e dei manufatti ha generato molte ipotesi, non risolutive, sulla loro provenienza.

Ancora oggi la domanda più dibattuta sugli Etruschi è “da dove arrivavano”?

Erano un popolo già presente nel centro Italia? Sono arrivati da una fiorente cultura orientale? E perché?

L’itinerario perfetto per gli appassionati di storia

Quello che vi proponiamo è un viaggio alle origini della nostra civiltà, alla scoperta di questo straordinario popolo, tanto moderno – per esempio – da assegnare alle donne un ruolo centrale nella società.

L’itinerario si snoda tra le bellissime terre della Toscana, percorrendo le vie cave e i territori del sud della regione, tra i borghi, i paesi e i sentieri lungo il corso dell’Arno.

La Via degli Etruschi

La Via degli Etruschi è un percorso che parte dall’entroterra toscano e arriva fino alla costa della provincia di Livorno, chiamata proprio Costa degli Etruschi.

In queste zone gli Etruschi hanno costruito il cuore della loro società, organizzata in città-stato e in una federazione di dodici popoli, insediati in dodici diverse città.

Era la “dodecalopoli”, formata da centri in Umbria, in Lazio e da sei città toscane: Chiusi, Vetulonia, Volterra, Cortona, Arezzo, Roselle, Populonia, Fiesole.

Decorazioni e affreschi straordinari

Chiusi, all’estremo sud della Valdichiana, è un piccolo borgo che sorge su un colle. Conosciuta in epoca etrusca con il nome di Charmas, è oggi un importantissimo teatro di siti e ritrovamenti archeologici.

Gli scavi effettuati nel corso degli anni hanno riportato alla luce un patrimonio unico, con circa venti tombe dipinte con scene di banchetti e giochi funebri.

È inoltre aperto al pubblico anche l’intricato sistema di cunicoli sotterranei etruschi che attraversano il sottosuolo della città fino a una monumentale cisterna del I secolo a.C.

I ritrovamenti fatti in questi siti – tra cui antichissimi canopi e sarcofagi – sono oggi conservati nel Museo Archeologico nazionale.

Le colline intorno a Vetulonia, un altro fondamentale centro della civiltà etrusca, sono state teatro della scoperta di migliaia di tombe etrusche.

Proprio ai piedi della città, che conserva intorno a sé i resti delle mura ciclopiche (le mura dell’Arce), c’è ad esempio la necropoli che comprende la tomba del Belvedere e la tomba della Pietrera. Da qui proviene l’omonima statua, uno dei più antichi esemplari di scultura monumentale etrusca.

Anche in questi siti, come a Chiusi, gli scavi hanno portato alla luce dei veri tesori dell’epoca, che oggi sono conservati nel Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi.

Qui, tra corredi funerari e oggetti appartenuti a grandi guerrieri (come Auvele Felukse, proprietario della stele oggi divenuta logo del museo), si trova anche la splendida Collezione Lancetti di oggetti in oro.

 

L’acropoli di Volterra

Volterra, oltre a essere un importantissimo centro di origine etrusca, è una città straordinaria che merita una visita indipendentemente dal suo valore storico.

Circondata dalle colline toscane, è permeata da un’atmosfera magica, capace di trasportare i visitatori in una dimensione parallela in cui il tempo sembra essersi fermato.

Parte della sua bellezza è certamente il centro storico, con le porte di origine etrusca, magnificamente conservate e grande parte della cinta muraria dell’epoca.

L’acropoli e la necropoli etrusche di Volterra sono tra le più importanti testimonianze archeologiche dell’epoca. Gli scavi dell’acropoli hanno portato alla luce una zona dedicata alle attività religiose, con templi ed edifici di culto, mentre nella necropoli sono visibili esempi di tombe, per lo più appartenenti al periodo ellenistico.

Gli straordinari ritrovamenti fatti in questi siti sono andati ad arricchire il Museo Guernacci, uno dei più antichi musei pubblici d’Europa, che custodisce una delle più importanti collezioni di reperti etruschi.

Ricordiamo la celebre Urna degli Sposi e l’Ombra della Sera, la famosa statuetta votiva filiforme il cui nome pare sia stato scelto da Gabriele d’Annunzio.

 

Un’imponente cinta muraria

Cortona, in provincia di Arezzo, era ai tempi degli etruschi una città molto potente, grazie alla sua posizione strategica in cima alla collina che permetteva ampio controllo sui territori circostanti.

Di quel periodo si conservano ancora le imponenti mura che circondano la città per circa tre chilometri e le tombe nobiliari “a melone” sparse nei dintorni della città all’interno del Parco archeologico del Sodo.

Scendendo ai piedi della collina, circondati dagli oliveti e dai cipressi, si incontra anche la tanella di Pitagora, piccolo monumento circolare del periodo ellenistico (II secolo a.C.), che le leggende vogliono di volta in volta ospiti ora la tomba di Ulisse, ora quella di Pitagora.

A Cortona è stata ritrovata anche la tabula Cortonensis, una lamina in bronzo con una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca. Questa, come tante altre testimonianze dell’epoca, è conservata al MAEC, il Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona: uno dei pezzi più noti e pregiati della collezione è certamente il lampadario etrusco, importantissimo esempio dell’arte bronzistica di questa civiltà.

Furono gli Etruschi a trasformare Arezzo da villaggio di capanne a città, dotandola della sua prima cinta muraria (ancora oggi visibile in brevi tratti). Poi crebbe velocemente di importanza, diventando il nodo economico principale per gli scambi tra le città toscane e la lega etrusca della Padania.

La più celebre testimonianza di questo antico splendore è certamente la Chimera di Arezzo, un bronzo etrusco alto 65 centimetri, oggi conservato nel Museo Archeologico nazionale di Firenze.

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Passeggiate tra storia e natura

L’ultima delle città toscane a entrare a far parte della dodecalopoli etrusca è Fiesole, nota a quel tempo con il nome di Vipsul.

Le testimonianze della presenza etrusca nella zona non mancano, a partire dalle vestigia delle imponenti mura che fortificavano la città. Il lato visibile e meglio conservato si trova oggi proprio nella via delle Mura Etrusche, 250 metri di cinta che delimitano l’area degli scavi archeologici.

Qui sono stati ritrovati i resti di un tempio etrusco-romano, diviso in tre parti e probabilmente dedicato a Giove, Giunone e Minerva. In questa zona si trova anche il Museo Civico Archeologico della città, nato nel 1878 per raccogliere l’enorme mole di reperti che, in quegli anni, emergevano dagli scavi effettuati.

Proseguendo lungo la costa toscana si trova testimonianza dell’antica civiltà etrusca in Val di Cornia, di fronte all’Isola d’Elba, con centri a quei tempi importanti, come Populonia, l’unica città etrusca fondata sul mare.

Qui, tra le pendici del promontorio di Piombino e il golfo di Baratti, si trova oggi il Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Una rete di percorsi, oggi come nell’antichità, unisce la città delle case e dei templi (l’acropoli) alle necropoli di San Cerbone e delle Grotte.

Gli itinerari del parco sono perfetti per una passeggiata estiva tra sugheri e lecci.

I reperti rinvenuti negli scavi di quella che fu l’antica città di Populonia sono conservati nel Museo Archeologico del territorio di Populonia, nel centro storico di Piombino.

Sia il parco archeologico che il museo, collegati tra loro, propongono un’intensa attività di laboratori per adulti e bambini.

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La via scavata nel tufo

Proseguendo verso la Maremma, quasi al confine con il Lazio, non si possono non citare Pitigliano e Sovana, con le loro splendide vie cave scavate nel tufo.

Sulla strada che collega i due paesi e nelle vallate dei dintorni si trovano infatti diverse necropoli, che ospitano anche la tomba Ildebranda, tutta scavata nella roccia.

Per ulteriori informazioni e per scoprire i luoghi degli etruschi: www.visittuscany.com.

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