Una domenica al MUDEC

Per conoscere il mondo, a volte, basta entrare in un museo. Al MUDEC, camminando di sala in sala, si percorre un viaggio nelle culture “altre” attraverso l’arte. Un viaggio immaginario, certo, sulle tracce di quello reale compiuto dal “pittore-esploratore” Paul Gauguin.

Egitto, Perù, Bretagna, Martinica, Polinesia: per visitare la mostra “Gauguin. Racconti dal paradiso”, a cura di Line Clausen e Flemming Friborg (fino al 21 febbraio) prendete per mano i bambini e preparatevi a viaggiare tra culture e luoghi lontani nel tempo e nello spazio. Il mondo di Gauguin è ovunque e da nessuna parte. L’artista ha viaggiato in lungo e in largo alla ricerca di nuovi soggetti. Ha ritratto le campagne francesi, i villaggi bretoni, le spiagge polinesiane, i paesaggi incontaminati e i mari lontani. Ha raccontato il diverso e l’altrove. Ha descritto, con l’uso di colori accesi e attraverso differenti tecniche, le atmosfere, i luoghi e la sua visione del paradiso. In mostra si trovano pitture, ma anche sculture, manufatti e incisioni provenienti da dodici musei, collezioni private internazionali e dalla Ny Carlsberg Glybtotek di Copenhagen che ospita una delle collezioni più complete al mondo di opere di Gauguin. Dallo Statens Museum for Kunst di Copenhagen, dove sono visitabili solo su appuntamento, arrivano le dieci zincografie della Suite Volpini: reinterpretazioni di quadri o temi ispirati ai suoi soggiorni in Bretagna, Martinica e Arles che possono essere considerati un manifesto delle sue idee artistiche fondamentali e la dimostrazione che l’arte dipende solo in minima parte dal luogo in cui l’artista si trova fisicamente. È stato il ricordo a guidare la mano di Gauguin e dovrà essere la fantasia ad animare i vostri racconti di viaggi in paesi incantati per accompagnare la descrizione delle opere in mostra.

E se la voglia di viaggiare e la curiosità nei confronti del mondo prendono il sopravvento, fermatevi ancora qui per esplorare il MUDEC Junior e intraprendere un percorso di scoperta e conoscenza della cultura del Marocco grazie alla mostra-laboratorio, aperta alle famiglie il sabato e la domenica, “Mosaico Marocco. Le mille identità di un popolo”. Preparatevi a entrare con i vostri bambini in un “riad”, la tipica abitazione marocchina, guidati da animatori originari del Paese, per giocare con le lettere dell’alfabeto arabo, imparare l’arte della composizione del mosaico e partecipare alla preparazione del tradizionale tè alla menta. La regola è “imparare facendo”, come insegna l’esperienza del Tropenmuseum Junior di Amsterdam, ripresa dal MUDEC Junior. L’obiettivo è creare interesse e curiosità, tolleranza e rispetto per la diversità. Più che una visita, quindi, un’immersione totale in un’altra cultura, per familiarizzare con le tradizioni, la cultura e la vita in Marocco. Nell’officina delle lettere si scoprono il segno e la grafia dentro un immaginario studio di un giovane artista calligrafo marocchino, ricco di manoscritti illustrati, mappamondi e vecchie cartine geografiche. Da “Ricami di luce” si entra in un negozio con tessuti, babbucce, telai e lampade che riflettono motivi luminosi sulle pareti, per cimentarsi nella composizione del mosaico zellij e indossare abiti e accessori in un coinvolgente gioco di ruolo. Nella sala degli ospiti, infine, si viene accolti in una casa per conoscere la proverbiale ospitalità marocchina, sentire i racconti di nuove storie, ascoltare i ritmi della musica e imparare i rituali della cerimonia del tè per allestire una festa.

[Simona Savoldi]

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