Donne e lavoro: il paradosso della prima della classe

Dalla scuola elementare all’università, le ragazze sono più disciplinate dei ragazzi. Studiano di più e ottengono voti migliori.

Nel mondo del lavoro, però, gli uomini occupano il 95% delle cariche aziendali più alte. E se fossero le medesime abitudini che fanno delle ragazze un modello scolastico a trasformarsi in un ostacolo per il mondo del lavoro?

Sulle pagine del New York Times, Lisa Damour, psicologa dell’adolescenza, prova a dare una spiegazione (ed eventualmente una soluzione) a questo paradosso.
Le ricerche dimostrano che nel campo lavorativo la mancanza di competenze è un ostacolo minore rispetto alla mancanza di fiducia e autostima.

“Generalmente gli uomini non ci pensano due volte prima di candidarsi a un posto di lavoro, anche quando sono meno qualificati e meno preparati rispetto alla mansione richiesta. Le donne, invece, esitano, anche quando sono sovraqualificate e iperpreparate. Le donne provano fiducia in loro stesse solo quando si sentono perfette”.

Lisa Damour incontra spesso adolescenti a scuola. “Generalmente i ragazzi studiano in maniera sufficiente per ottenere buoni voti, mentre le ragazze non si fermano finché non hanno lucidato i loro compiti e riscritto con estremo scrupolo le note con quattro colori diversi”.

Dobbiamo porci una domanda: la scuola è fatta di due palestre, una per la fiducia dei figli e una per le competenze delle figlie?

Come fare per riequilibrare questa situazione?

La capacità di avere successo mettendo un impegno scolastico minimo (o moderato) è una capacità cruciale nella vita. Ed è uno dei motivi che dà ai ragazzi molta fiducia nella loro capacità. Ai maschi la scuola serve come campo su cui sperimentare la tensione e le qualità su cui contare in futuro. Le ragazze invece basano gli anni di scuola sul braccio di ferro intellettuale.

Come si possono aiutare queste ragazze iper-coscienziose (e anche i ragazzi che adottano lo stesso stile, perché di sicuro ci sono) a costruire tanto le competenze quanto la fiducia?

Primo, genitori e insegnanti dovrebbero non lodare più l’inefficiente ”surplus di lavoro”, anche se porta a buoni voti. Ogni ora più del necessario sui compiti, è un’ora in meno di vita. Possiamo incoraggiare le ragazze ad avere un approccio scolastico diverso, qualcosa che si basi sull’Economia dell’impegno.

“Quando una ragazza mi dice che studia fino alle 2 di notte, so da dove cominciare – dice Lisa -. È il momento di insegnarle a essere strategica nel suo impegno, a scoprire come possa continuare a imparare e ottenere gli stessi voti, impegnandosi un po’ meno. Chiedo alle ragazze, per esempio, di fare qualche test per capire quanto ne sanno prima di affrontare un compito. Questo farà risparmiare tempo”.

Infine, possiamo rassicurare le ragazze che è sano essere ansiose. Molto spesso le ragazze sono ansiose anche perché si sentono ansiose e si tuffano sui libri per tranquillizzarsi. Ma le fatiche scolastiche eccessive di una ragazza possono crollarle addosso.

Un po’ di ansia aiuta ad avere voti migliori, mentre lavorare a pieno ritmo, sempre e in tutte le materie, non è sano né sostenibile.

Di sicuro il gap di fiducia non è l’unico ostacolo che le donne fronteggiano nel mondo del lavoro. C’è anche il gender bias, cioè l’inclinazione di genere, ci sono le molestie sessuali e potenti ostacoli strutturali. Ma il gap di fiducia è una cosa che le nostre ragazze possono abbattere a partire dai banchi della scuola. “Al posto di essere fieri di una figlia che fa 50 esercizi invece di 20, chiediamole perché lo fa.

Tanti professionisti maschi brillano per la loro autostima. Spesso, negli anni di scuola, queste persone si sono preoccupate di arricchire la loro personalità, oltre che studiare. Portiamo le nostre figlie a fare lo stesso”.

GG donne e lavoro1

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