Cowspiracy – The Sustainability Secret

Avete sostituito tutte le lampadine di casa vostra con altre a basso impatto ambientale? Chiudete il rubinetto dell’acqua quando vi lavate i denti? Le vostre docce non superano i cinque minuti di durata? Consumate solo prodotti a Km 0? Tutti questi comportamenti potrebbero sembrarvi inutili dopo aver visto Cowspiracy, il documentario ecologista che affronta in modo diretto e senza fronzoli argomenti spinosi legati alla stato di salute del nostro pianeta e del suo ecosistema.

Cowspiracy – The Sustainability Secret arriva in Italia nella prima metà di ottobre 2015 grazie a un tour organizzato dall’associazione no profit Essere Animali, otto le date previste in altrettante città. Il documentario sarà accompagnato dalla presenza del co-regista Keegan Kuhn.

Il film d’inchiesta, diretto a quattro mani da Kip Andersen e Keegan Kuhn, mette sul banco degli imputati tutte le principali associazioni e organizzazioni ambientaliste, colpevoli secondo le loro ricerche di omettere e mentire deliberatamente sulle principali cause del surriscaldamento globale, del dissennato consumo di acqua, della deforestazione, dell’effetto serra e dell’estinzione di numerose specie animali. I dati esposti nel film parlano chiaro, l’industria della carne e dei latticini è la più distruttiva di tutte. Un rapporto delle Nazioni Unite afferma che l’allevamento di mucche e altri animali produce più gas serra di tutto il settore dei trasporti (aerei, auto, camion) 13% contro il 18%. Ma secondo altri studi citati nel film, studi effettuati dal Worldwatch Institute, la situazione è molto più grave: la produzione di gas serra dell’intero comparto dell’allevamento (industria della carne e dei latticini) ammonta al 51%. In base a questi dati emerge che questo settore dell’industria alimentare è il principale colpevole del cambiamento climatico, del degrado e della distruzione di habitat naturali, della deforestazione (il 91% della perdita della foresta amazzonica è stato distrutto per l’allevamento degli animali, foraggio e pascolo), e dell’aumento delle zone morte dell’oceano (aree completamente prive di vita). Ma non solo, la zootecnia è la principale causa anche dell’elevato consumo di acqua. Infatti un terzo dell’acqua potabile esistente è utilizzato dall’industria per consentirci di mangiare animali (per produrre 4 litri di latte vaccino occorrono 3800 litri di acqua). Più della metà dell’acqua usata da un americano medio è legata al consumo di carne e latticini (il 55% della sua impronta idrica). Mentre il consumo domestico equivale solo al 5%. Tutto questo accade mentre la domanda mondiale di carne, uova, latte e formaggio è in costante aumento. Per questo, di fronte a questi dati e alla richiesta di questi prodotti, gli autori giungono alla conclusione che non esistono neppure fattorie sostenibili, né prodotti caseari sostenibili, né tanto meno esiste una pesca sostenibile.

Kuhn e Andersen hanno affrontato l’argomento senza condizionamenti e limitazioni, hanno esposto in modo chiaro e semplice i dati scientifici raccolti servendosi anche delle valutazioni di alcuni esperti; tra gli altri sono intervenuti Richard Oppenlander, autore e relatore esperto di sostenibilità, Michael Pollan, saggista esperto di cibo e autore del famoso Il dilemma dell’onnivoro, Howard Lyman, ex allevatore e oggi animalista convinto, e Will Potter, giornalista indipendente che ha denunciato in un reportage, Green Is The New Red, il controllo e le intimidazioni esercitate dall’Fbi sui movimenti animalisti e i loro attivisti. Realizzato grazie al crowdfunding, il film ha rischiato di non vedere la luce a causa dell’uscita di scena dei finanziatori iniziali, preoccupati per l’argomento trattato. Film d’inchiesta per tutti, adatto anche a un pubblico di bambini in età scolare. Le date del tour: www.essereanimali.org/cowspiracy.

[Mario Bettas Valet]

 

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