Inside out

Riley è una bambina di undici anni. Vive con i genitori nel Minnesota e ha un’amica del cuore. E’ felice e circondata d’affetto. La sua vita però è turbata dal trasferimento di tutta la famiglia, a causa del lavoro del padre, a San Francisco. Nella nuova città la piccola Riley è sconsolata, malinconica e triste. E’ a questo punto che nella sua mente si scatenano cinque personaggi, Joy, Anger, Fear, Sadness e Disgust. I cinque governano le sue emozioni: gioia, rabbia, paura, tristezza e disgusto. Nella testa dei suoi genitori avvengono le stesse cose, ma con modalità e tempi del tutto differenti. Quando Joy e Sadness sono cacciate dal quartier generale (il cervello di Riley) per la bambina, ormai in balia degli altri tre personaggi, le cose si complicano e lo scontro con i genitori sarà inevitabile. In un dialogo diretto e al tempo stesso traslato alle emozioni di ognuno dei componenti della famiglia, il film analizza i rapporti tra genitori e figli in modo divertente e mai banale. Grazie a questo taglio, la pellicola entra nelle dinamiche della mente umana con un taglio spiritoso e scanzonato. La regia è stata curata da Peter Docter, già dietro la macchina da presa di altri capolavori targati Pixar, come Monster e Co., Up e Toy Story. Il progetto Pixar, curato dalla stesso Docter, di un film d’animazione sulla mente umana risale al 2011, ma solo nel 2013 si è ufficialmente concretizzato con l’annuncio su Twitter del titolo. Distribuito dalla Disney, Inside Out è stato presentato nel 2015 al festival di Cannes. Pellicola divertente, pensata per le famiglie, genitori, bambini, parenti, amici. Insomma, adatta a tutti.

[Mario Bettas Valet]

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