Generazione sandwich: chi si prende cura delle caregiver?

Tra la pediatra del figlio e il cardiologo del padre, tra i compiti di matematica e il bollettino della badante: sempre più adulti, soprattutto donne, vivono schiacciati tra due generazioni da accudire. Ma chi pensa a chi, ogni giorno, pensa a tutti gli altri?

Sono le sette di sera, il forno è acceso per la cena, il telefono squilla due volte in tre minuti: prima è un messaggio nella chat della scuola che ricorda la gita di venerdì, poi è la badante di tua madre che chiede se può anticipare l’uscita di un’ora. Nel mezzo, tuo figlio ti tira per la manica chiedendoti di firmare una verifica, mentre tu stai ancora cercando di capire se il dosaggio della pastiglia della pressione di tuo padre è cambiato dall’ultima visita. Una scena familiare per coloro che sono incastrati nella “generazione sandwich”, ovvero la fetta di adulti, sempre più ampia, schiacciata tra la cura dei figli ancora piccoli o adolescenti e quella di genitori anziani sempre meno autonomi. Un fenomeno demografico concreto, misurabile, che però resta spesso invisibile proprio a chi lo vive, troppo occupato a badare agli altri per accorgersi di aver bisogno, a sua volta, di essere sostenuto. Un fenomeno nuovo, in quanto i cinquantenni di oggi sono i primi, tra le generazioni precedenti, a essere genitori di bambini e ragazzi non ancora indipendenti.

 

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