Il giardino della principessa a Palazzo Madama

Voleva fare il giardiniere fin da piccolo Edoardo Santoro. E ci è riuscito: lui il custode dei semi che ripropongono l’hortus del Quattrocento, quando Palazzo Madama era il castello di Torino, abitato prima dagli Acaja e poi dai Savoia. Un grandissimo lavoro alla ricerca dei documenti originali ha portato a far rivivere nella loro sede originaria cinquanta ortaggi, ventidue cespugli di rose e un centinaio di erbe officinali e ornamentali tipiche dell’epoca. Il giardino della principessa si trova intorno a Palazzo Madama, in pieno centro di Torino, ed è stato inaugurato nel 2011. La sua visita si trasforma in una caccia al tesoro tra colori e profumi.

Abbracciati dalle mura del castello, si passeggia sui tronchetti di castagno, tra le deliziose aiuole rialzate e le panchine costruite in rami di salice intrecciato. Immersi in questo piccolo gioiello botanico, ci si dimentica di essere in pieno centro città: qui trovate ribes rampicanti, amareni e peri corvini. C’è anche una palma da dattero, riproposta perché menzionata nei documenti quattrocenteschi, che veniva coltivata da impavidi giardinieri per il diletto dei principini. “Sono davvero tante le specie che ospitiamo in questo giardino – spiega Edoardo Santoro -. Ecco perché abbiamo creato l’index seminum, l’elenco di tutti i semi che raccogliamo e mettiamo a disposizione di altri giardini e orti botanici in Italia e in Europa, che a loro volta ci inviano i loro semi”. Volete scoprire le rose più incantevoli? Passeggiate nel viridarium e cercate le rose Galliche, dal fiore rosso, note perché compaiono sugli affreschi di Pompei o le profumatissime rose damascene, dai petali color confetto. “La rosa – continua Edoardo – in epoca medievale era coltivata per le sue proprietà medicamentose e alimentari più che per la bellezza del fiore. Ma sono varietà meravigliose, spesso intensamente profumate”. Chi sarà il più veloce a trovare le piante scacciadiavoli, i divertenti Chantepleur – antenati dei nostri innaffiatoi – o la piccola alchemilla? La riconoscerete perché al centro delle sue piccole foglie a ventaglio si forma una goccia d’acqua, in cui gli alchimisti vedevano una sfera magica. Premio speciale per chi troverà la mandragora, la “pianta con la radice antropomorfa” cui erano attribuiti poteri malevoli. Se ricordate la scena di Harry Potter alle prese, nella lezione di erbologia, con le radici dispettose tutte occhi e braccia, vi toglierete ogni dubbio: la realtà sa essere assai più curiosa e stupefacente della fantasia.

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