Giochi da cortile

I nostri bimbi d’inverno si stordiscono e intorpidiscono davanti alla televisione e alla Playstation. Quando però il sole torna a far capolino, è bene – e si deve – stanarli dal divano e spedirli fuori a giocare con gli amichetti.
Vi ricordate di quando giocavamo in cortile con gli amici? Infiniti pomeriggi di sole tra salti alla corda, percorsi pazzi con le biglie e corse a perdifiato rincorrendosi con palle e fazzoletti? Bastano un paio di amichetti e materiali semplici, poco costosi. Per divertirsi all’aria aperta, in cortile o in giardino, ma anche in casa, nei pomeriggi di pioggia, dopo aver messo rigorosamente al sicuro la cristalleria.

Campana

Occorrente: un gessetto, un sassolino per giocatore, un pezzetto di cortile tranquillo e un paio di amici. E’ un gioco che si pratica da sempre e un po’ dovunque, in modi diversi. Per prima cosa si disegna a terra con il gesso una griglia numerata composta di nove caselle grandi contrassegnate ognuna da un numero. Il primo giocatore lancia il sassolino sul numero 1 e inizia il percorso saltando con un piede solo, casella dopo casella, fino al riquadro doppio su cui deve atterrare a gambe divaricate. Finisce il percorso, poi si gira, sempre saltando, e lo ripercorre fino alla fine dove riprende il sassolino. Quando un giocatore sbaglia i lanci, pesta le righe o perde l’equilibrio, perde il turno. Il vincitore è il primo che completa il percorso. Di questo gioco esistono numerosissime varianti, provatele con i vostri pupi e scoprite se siete ancora in grado di saltellare come grilli o se alla seconda casella già siete sfiatati.

L’elastico

Occorrente: un elastico di 2-3 metri di lunghezza e alto mezzo centimetro circa, le cui estremità vengono annodate per formare un lungo anello. Minimo tre giocatori (volendo si può giocare in due sfruttando una sedia robusta per tenere teso l’elastico, ma non è la stessa cosa).
Si inizia con l’elastico teso alle caviglie di due bambini, mentre il terzo inizia a saltare eseguendo una routine di passi prestabiliti al centro dell’elastico. Il bimbo continua a saltare finché non sbaglia. Completata la prima serie di salti ad altezza caviglie, si aumenta la difficoltà ripetendo i passi ad altezza ginocchia e poi cosce. Si passa poi l’elastico a livello ascelle e infine lo si tiene fermo con le mani alzate. Finita l’intera sequenza si passa alla coreografia successiva ripartendo dalle caviglie. I salti si fanno a piedi uniti, alternati, saltando di fronte alla corda o di lato, entrando nell’elastico, incrociandolo, saltando fuori e via. Chi sbaglia pestando l’elastico, ciccando il salto o ingarbugliandosi perde il turno e lo passa al giocatore successivo.
I salti possono essere accompagnati da filastrocche come “entro pesto, entro pesto, entro allargo stringo ed esco”, oppure “mela, arancia, lima, limone, fragola lampone, zucchero, caffé”. Si può anche giocare in casa, se i vostri vicini sono sordi o tolleranti, i vostri pavimenti ben isolati e i vostri bimbi non troppo tatanka.

Corda

Occorrente: una corda da saltare.
Il gioco è divertente, fa fiato, rafforza i muscoli e si può giocare anche da soli. Se soli ci si può allenare nei vari tipi di salto: a piedi uniti, alternati, all’indietro, cantando filastrocche. Oppure, se i bimbi sono più di due, due giocatori girano la corda e un terzo salta senza inciampare. Quando inciampa il turno passa al giocatore successivo. Ci sono versioni del gioco in cui la persona che salta dice “pepe” e “sale” per fare andare la corda più veloce o rallentarla. Come l’elastico, anche la corda è un gioco da sempre favorito dalle bimbe, ma non si capisce bene perché. Mettetene una in mano ai vostri maschietti e si divertiranno un mondo… Nel ventunesimo secolo certe divisioni non hanno senso.

Biglie

Occorrente: un set di biglie. Un terreno su cui si possano scavare buche o costruire ponti, corsie, salite e discese è l’ideale.
Perfetto gioco da spiaggia che può divertire anche al parco, o nei giardinetti sotto casa. Con le biglie si possono improvvisare tanti giochi diversi. Il più semplice consiste nello scavare una buca nel terreno. I giocatori partono dallo stesso punto e vince quello che per primo centra l’obiettivo con la biglia. Se il terreno si presta bene, ci si può sbizzarrire costruendo complicati percorsi per le biglie. In questo caso si possono utilizzare pezzi di legno, rotoli di carta cucina, cartoncini, tubi, bottigliette per creare piste ancor più fantasiose.
Un’avvertenza, se ci sono fratellini o sorelline piccole che mettono tutto in bocca, fate attenzione, le biglie attirano l’attenzione dei piccoletti ma possono essere pericolose.

Strega tocca colore

Occorrente: almeno tre giocatori.
Gioco che non chiede nulla e si può giocare sia all’aperto che in casa. Il capogioco è la strega che, girata verso il muro o contro un albero, dice “Strega tocca colore …” e il nome di un colore a sua scelta. I bimbi devono scappare e toccare qualcosa del colore giusto prima che la strega li prenda. I bimbi più furbi o grandicelli riescono a inventarsi tonalità di indaco, ocra che coglieranno alla sprovvista i compagni di gioco. Esaurito lo spettro dei colori, si può variare con le forme (ad esempio rotondo, stella, triangolo).

Moscacieca

Occorrente: un foulard o un fazzoletto grande abbastanza da poter bendare un giocatore. Un numero sufficiente di giocatori.
Si può giocare all’aperto delimitando un campo il più possibile senza ostacoli, oppure in casa nella famosa stanza senza cristalleria. I bimbi devono comunque fare attenzione a dove va la moscacieca e fermarlo se sta per sbattere il naso contro qualcosa di duro. Un giocatore viene bendato, gli altri lo fanno girare su se stesso un paio di volte perché perda il senso dell’orientamento. Poi la moscacieca deve cercare di acchiappare uno degli amici, che gli stanno intorno parlandogli o cantando o sfiorandolo, per dargli indizi su dove cercare. Se i giocatori sono molti si può anche provare la divertente variante con due moschecieche.

Rialzo

Occorrente: un campo da gioco in cui ci siano dei punti rialzati (per capirci: un prato di sola erba, senza niente sopra, non funziona). Almeno tre persone.
Si può giocare all’interno come all’esterno. Un bimbo sta in centro e quando grida “rialzo”, tutti gli altri devono cercare di non farsi prendere, raggiungendo un riparo rialzato. Se si è all’aperto ci si può arrampicare su un albero, un muretto, anche una pietra. In casa valgono sedie, cuscini, tavolini. Chi viene catturato starà a sua volta in centro.

Il gioco del sette

Occorrente: una palla e un muro (meglio non quello di casa).
Il più classico dei giochi con la palla, che si può fare anche da soli. Si lancia la palla contro il muro e la si riprende. Fin qui tutto è troppo semplice. Il bello del gioco è che, con un minimo di fantasia, si possono inventare infiniti modi per complicarlo. Si lancia la palla e si battono le mani (una o più volte, oppure dietro la schiena). Si lancia la palla e si tocca terra, si fa un inchino, una giravolta, si salta su una gamba e così via. Se si è in tanti, si inventa una sequenza e vince chi la completa per primo. Chi sbaglia passa il turno al successivo.

I quattro cantoni

Occorrente: tanti amici (minimo 5). Per questo motivo è un gioco che si presta bene alle feste all’aperto.
Si creano nel campo da gioco i 4 angoli che rappresentano i cantoni. Poi si sorteggia il giocatore che sta fuori mentre gli altri 4 occupano i cantoni. Al via i bimbi devono scambiarsi di posto correndo sia ai lati sia dentro al campo. Il giocatore rimasto in mezzo deve cercare di occupare uno dei cantoni. Quando ci riesce, il bimbo rimasto senza cantone sta in mezzo e così via. Se i bimbi sono più di 5, si possono creare più cantoni, o si può variare il gioco lasciando in mezzo due o più bambini, in una versione caotica e molto allegra.

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