C’èdel verde a Milano

I parchi sono i polmoni di una città, i luoghi in cui i bambini possono finalmente correre liberi, giocare con gli amici, andare in bicicletta, arrampicarsi sugli scivoli, provare l’emozione del vento che accarezza la faccia mentre si dondolano in altalena spingendosi sempre più in alto, osservare gli scoiattoli, gli uccelli, le farfalle… Insomma, i parchi sono luoghi in cui si vive. Ed è questo il bello dei due parchi adiacenti della zona nord di Milano, il Parco di Trenno e Boscoincittà: facilmente raggiungibili anche con i mezzi pubblici, sono sempre animati, un luogo di incontro e di contatto con la natura per grandi e bambini.

Il Parco di Trenno

Nel periodo scolastico, andare al Parco di Trenno (oggi Parco Aldo Aniasi) al mattino è riposante: c’è chi legge il giornale sulla panchina, chi fa un pigro giro in bicicletta, chi corre (c’è un circuito di 4 chilometri, tutto pianeggiante, perfetto per chi fa jogging), qualche ragazzo seduto sui prati con i libri e l’iPad, chi semplicemente passeggia chiacchierando. Ma basta arrivarci dopo le 16, oppure nei giorni in cui la scuola è chiusa, perché tutto cambi: il parco diventa il regno dei bambini e dei ragazzi, che si scatenano nelle aree attrezzate per il gioco (ce ne sono cinque, con scivoli, altalene, castelli), vanno in bicicletta, tirano qualche calcio al pallone nelle zone riservate (sono due, attrezzate con le porte) o si allenano a basket e a pallavolo – ci sono due campi per ognuno di questi sport, più due campi per il pattinaggio e due da tennis, questi ultimi a dire il vero non in perfette condizioni -. E c’è anche il piccolo e raccolto Cimitero di Guerra Britannico, realizzato nel 1945 e dove sono sepolti 417 caduti della Seconda Guerra Mondiale: l’occasione, per i genitori, di fare una piccola lezione di storia “sul campo”. Per una pausa, basta sedersi sul prato, all’ombra degli alberi che costeggiano i vialetti e circondano le piazzole, ma c’è anche un’area picnic con panche e tavoli (e due chioschetti per bibite, gelati e qualche panino). E poi c’è Trennolandia, www.trennolandia.com: un’area a pagamento con coloratissimi gonfiabili, una grande struttura fissa su cui arrampicarsi e giocare, casette e macchinine di plastica, e dei gazebo dove si possono organizzare feste di compleanno e “pizzate” in compagnia.

Boscoincittà

Nel Boscoincittà (www.cfu.it) l’atmosfera cambia. Infatti il Parco Trenno è ancora prettamente urbano, mentre quando si arriva qui ci si sente già “in campagna”. Creato nel 1974 da un’idea dell’Associazione Italia Nostra, questo grande parco (sono ben 120 ettari di boschi, radure, corsi d’acqua, zone umide e orti urbani) si estende in una zona dove un tempo c’erano campi abbandonati e una cascina cinquecentesca diroccata. Negli anni, grazie all’opera di Italia Nostra e di tantissimi volontari, il parco è diventato un vero bosco ricco di tantissime piante e con un delizioso laghetto che è possibile costeggiare grazie a un piacevole sentiero, ma al cui centro è stata lasciata un’isoletta inaccessibile popolata solo di piante e animali. La cascina, poi, è stata ristrutturata ed è diventata un luogo di incontro che può ospitare feste di compleanno e grigliate (occorre prenotare al numero 02 4522401), ma dove vengono anche organizzati incontri e laboratori. E in estate, dopo la chiusura della scuola, c’è “Avventure nel Bosco”, un campus estivo (frequentatissimo!) che abbina al gioco l’educazione ambientale: per una settimana, i bambini possono “vivere il parco”, giocando e divertendosi sotto la guida di esperti animatori, imparando anche a rispettare il bosco e le forme di vita che ospita. Boscoincittà è un luogo perfetto per una bella, lunga passeggiata rilassante, da fare grandi e bambini insieme, in bicicletta oppure a piedi, e anche con il cane (portato al guinzaglio, tranne che nell’area dedicata agli amici a quattro zampe dove è possibile lasciarli liberi). Il parco è infatti percorso da una fitta rete di sentieri ben segnalati, che lo congiungono anche al Parco di Trenno e che permettono di scoprire le diverse zone del bosco, alcune più antiche con alberi già alti e vigorosi e altre piantumate solo di recente, il laghetto e gli “orti urbani” curati con dedizione dalla gente del posto, per finire nei sentieri che passano attraverso i campi coltivati dei dintorni. E si può arrivare fino al Giardino d’acqua, nella zona a nord del parco: un piccolo orto botanico con un laghetto e sentieri di esplorazione, curato da un gruppo di volontari, dove vengono piantate e coltivate le piante che crescono nei corsi d’acqua e nelle zone umide dell’ovest Milanese.

[Annalisa Pomilio]

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