La capanna nel bosco

Vi ricordate i libri di avventure che leggevamo da piccoli? Da “I ragazzi della Via Pal” a “Tom Sawyer”, tutti i protagonisti costruivano nascondigli, tane e capanne. Era bello viaggiare con la fantasia e poi provare a costruire un nascondiglio tra i cuscini, oppure una tenda con le lenzuola o una capanna nel bosco. Oggi, chissà perché, questi luoghi speciali dell’infanzia sono quasi del tutto scomparsi dalla letteratura: non ci resta che farli ricomparire nella vita reale. Costruire una capanna insieme ai bambini è un’esperienza divertente per tutta la famiglia ma anche educativa. Ritenuta così importante per una sana crescita psicologica che alcuni psicologi scandinavi hanno lanciato un SOS per scongiurarne l’estinzione. L’allarme è stato raccolto dal governo norvegese che da qualche anno, con un progetto nazionale, sta cercando di ricreare le condizioni favorevoli affinché i bambini riprendano a costruire capanne, casette, tane e fortini, così come facevano i loro nonni e i loro genitori. Segreti per la capanna perfetta? Innan- zitutto scegliere insieme un luogo adatto evitando spazi troppo vicini all’acqua e scivolosi, pietraie assolate poco agevoli o spazi in discesa. L’ideale sono due o tre alberi vicini oppure una parete rocciosa da utilizzare come appoggio naturale. Farsi aiutare dalla natura è sempre green e smart. Secondo step: tutti alla ricerca di rami, ai grandi il compito di trovare i bastoni “portanti”, che dovranno sostenere tutta la struttura. Ai piccoli la caccia ai rami più piccoli e leggeri. Terzo step: è ora di cominciare ad appoggiare ai tronchi degli alberi i rami più grandi, leggermente inclinati. Per creare una sorta di tenda attorno agli alberi, che deve convergere verso il centro. Spago o simili possono servire, ma la cosa più veloce e divertente sarà provare tutti insieme a trovare il “giusto incastro”, sfruttando l’innato talento di outdoor designer. E non è un dramma se alla fine la capanna pende leggermente da una parte, ha rami e frasche che ogni tanto cadono a terra, assomigliando più a un castello di carte che a una reggia.
Una volta pronto il guscio, arriva il bello, ossia la creazione dell’interno della capanna: si può inventare un simpatico tappetino di benvenuto fatto di foglie, sistemare sassi e sassetti a mo’ di tavoli e sgabelli, ideare tendine fresche con le foglie più lunghe.
Dopo un po’ i più piccoli iniziano a stancarsi di costruire e desiderano “giocare” nella capanna: assecondiamoli e lasciamo che si divertano a utilizzare questo spazio per sedersi, leggere, far finta di dormire, dirsi i segreti. Diamo modo di condividere questo ambiente “tutto loro” con gli altri bambini: si sentiranno fieramente “padroni” della capanna e potranno decidere chi entra, chi sta fuori e quali le parole segrete per entrare.

[Marta Vitale Brovarone]

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