I contraccettivi spiegati ai ragazzi: l’ostetrica a scuola

La domanda più ricorrente che mi fanno in classe riguarda “la prima volta” ed in particolare se sia davvero così doloroso come si dice”, racconta Giulia Losito, ostetrica libera professionista di Torino, che da anni conduce incontri di educazione alla sessualità e affettività nelle scuole. “Oppure vogliono sapere quale sia l’età giusta. Ma sulla sessualità e sulla contraccezione -continua- c’è davvero molta confusione; per quello credo sia necessario informare e sensibilizzare sul tema già a scuola”.

Il progetto

Si intitola “Da oggi scelgo io” ed è un progetto attivo da quattro anni nella scuola statale secondaria di primo grado Alvaro Modigliani di Torino: “il progetto coinvolge tutte le classi terze della scuola e della succursale, una decina in tutto al momento -continua Giulia, che ha ideato il progetto insieme alla collega ostetrica Rebecca Robino–  e prevede tre incontri in classe e l’attivazione di uno sportello individuale per sciogliere dubbi di cui non si ha voglia di parlare davanti ai compagni”. Ma oggi ci sono altre scuole che si stanno interessando per far partire il percorso di educazione alla sessualità e affettività.

Di che cosa si parla in classe? “Partiamo dalle premesse, cioè anatomia e fisiologia del concepimento, per poi entrare nei contenuti di sessualità e contraccezione. Parliamo di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e di igiene, e solo nell’ultimo incontro, con più confidenza e agio, parliamo delle emozioni legate alle relazioni in adolescenza e di sexting e cyber bullismo”. Il percorso viene inserito nel calendario didattico e “a inizio anno abbiamo un incontro con tutti i docenti di scienze: la premessa è che loro svolgano la parte del programma di scienze relativa a anatomia e ciclo ovulatorio”.

In classe per la prima volta

Come reagiscono i ragazzini? “L’interesse è tanto e, dopo un primo momento di imbarazzo e scherzo, iniziano ad emergere dubbi e domande. Spesso viene fuori che affrontano “seriamente” quei temi in classe per la prima volta, che non ne avevano mai parlato prima in famiglia ma solo tra pari, e, dopo aver preso confidenza, ammettono di aver sfruttato (e apprezzato) l’occasione per parlarne. La mia percezione però è che le famiglie deleghino a noi e alle scuole, quando invece dovrebbe essere un tema senza tabù da affrontare serenamente come qualunque altro tema”. Si, perché i ragazzi dovrebbero sentirsi liberi e disinibiti nel fare domande e chiedere consiglio.

Cosa sanno i nostri figli sul sesso?

Tanto ma non tutto. “In base alla mia esperienza nelle classi, posso dire che c’è molta confusione. I ragazzini e le ragazzine che incontro nelle scuole, ma anche nella mia professione di ostetrica, non hanno una conoscenza completa dei contraccettivi; non hanno una reale percezione del rischio gravidanza perché la vedono molto distante da loro e dal loro mondo. Anche conoscendo la fisiologia, sembra quasi che pensino che comunque non li riguarderà. Da quello che raccontano – spiega l’ostetrica- hanno visto e toccato quasi tutti un preservativo, ma spesso alcuni ci si confrontano realmente e seriamente solo in occasione dei primi rapporti, quando l’emozione è tanta e rischiano di fare pasticci. Conoscono la pillola per nome, ma non sanno cosa sia e soprattutto è difficile far capire solo che va assunta tutti i giorni, indipendentemente dai rapporti, che prevede responsabilità e continuità e programmazione”. Quindi a scuola come si affronta il discorso della contraccezione? “Parliamo tanto anche di contraccezione d’emergenza, è importante che sappiano passo a passo cosa fare, da chi andare, entro quanto. Spieghiamo quali sono i servizi territoriali gratuiti a cui fare riferimento. E poi ovviamente vediamo insieme quali sono tutti i metodi contraccettivi tra cui è possibile scegliere”. Tutto senza mai escludere la dimensione emotiva del sesso, delle relazioni, del cambiamento e della consapevolezza del proprio corpo.

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