Il Burn-out dei bambini esiste, e non è così raro

da | 25 Ott, 2019 | Lifestyle, News

Schiacciati dalla pressione della scuola o dei genitori, abituati ad affrontare giornate troppo lunghe e fitte di impegni. Arriva dalla Francia l’allarme “burn-out dei piccoli”, già dalla scuola materna.

Sempre più bambini e giovani arrivano nello studio di uno psicologo dopo aver raggiunto una stato di burn-out avanzato, i quali presentano livelli di stanchezza psichica raggiunti che sono anomali per la loro età. 

Uno stato d’animo sempre più diffuso

In Europa il termine burn-out é utilizzato per identificare un preciso stato di “esaurimento nervoso”, una patologia legata soprattutto agli adulti. 

Nel caso dei bambini, stiamo parlando di giovani pazienti che si sentono, e sono, “schiacciati” dal proprio “mestiere di bambini”:  giornate sempre più intense unite alla pretesa di alte prestazioni performative. 

Le cause: performance e responsabilità

Le pressioni della scuola, dei genitori, della vita sociale si aggiungono a giornate troppo intense. Ricordiamo che la giornata di un bambino inizia alle 7 e spesso termina all’ora di cena.

I bambini serbano infinite energie fisiche, ma al contrario un’eccessiva stimolazione psicologica può generare stress. Anche lo sport, che dovrebbe liberare la mente a favore dell’attività puramente fisica, spesso è regolamentato e performativo.

Sempre più spesso emerge la questione delle “responsabilità”, che aumentano in base all’età. Un bambino a sei anni deve essere responsabile dei propri oggetti e dei propri compiti, ma sentire il peso della responsabilità per il proprio futuro lavorativo e per la carriera scolastica a lungo termine può generare ansia e stress. 

Fatica e concentrazione tra i primi sintomi

I primi sintomi in assoluto sono la fatica cronica e la difficoltà a concentrarsi, non solo a scuola ma anche nell’organizzazione della vita quotidiana (dimenticare quaderni o scarpe per la danza, sono un esempio).  A volte la stanchezza é dovuta a problematiche legate al sonno, ma non sempre.  A questi primi segnali segue spesso uno stato di nervosismo e tristezza, pianti e difficoltà a comunicare. 

Non mancano, in alcuni casi, i problemi alimentari e l’inasprirsi delle relazioni tra fratelli.

Quanti sono?

Secondo una ricerca di UNICEF eseguita in Francia nel 2014, risulta che la situazione stia peggiorando e i numeri siano in aumento. Secondo i dati emersi, il 40% dei bambini e ragazzi da 6 a 18 anni soffrono di qualche disturbo psicologico.

Sulle vittime effettive del cosiddetto “burn-out” non si hanno dati precisi, ma secondo psicologi ed educatori i casi aumentano ogni anno.

In Italia, i numeri relativi alla depressione in generale restano più bassi rispetto ad altri paesi europei e non si parla ancora di vero e proprio burn-out per i bambini. Tuttavia da qualche anno diversi istituti di ricerca segnalano anche nel nostro paese un aumento di depressione e “disturbi dell’umore” in età evolutiva. 

Come agire

Sicuramente il confronto con un esperto é fondamentale. Ogni caso è diverso dall’altro, ma volte basta impegnarsi ad alleggerire la vita del bambino e dell’adolescente organizzando una vacanza all’aria aperta, creando più momenti liberi e, perché no, di “vuoto”, e ritagliare situazioni in mezzo alla natura nel fine settimana.

Un confronto con gli insegnanti può anche essere utile, soprattutto nei casi in cui il tempo dedicato ai compiti a casa sembra, anche per i piccoli, superare di gran lunga il tempo da dedicare, in base all’età, al gioco allo svago. 

Leggi anche –> Il respiro del bosco: la natura cura stress e depressione

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