Il “parto cesareo dolce”, un cambio culturale dai grandi benefici

Il parto cesare dolce, o cesareo gentile, con pochi accorgimenti rende la pratica chirurgica meno traumatica per mamma e bambino  

La teoria del parto cesareo dolce (o cesareo gentile) è praticata soprattutto nel Nord Europa, dove è conosciuta come “césarienne naturelle” (in Francia e Belgio) e “Natural cesarean” in Inghilterra. In Italia è ancora poco diffusa, anche se è già realizzata con successo all’Ospedale Luigi Sacco di Milano. 

Di cosa si tratta?

Il parto cesareo è un’operazione chirurgica e un modo di partorire per nulla naturale. Purtroppo le cause che portano a questo tipo di intervento sono molteplici: placenta previa, carenza di flusso nel cordone ombelicale, posizione podalica e altre situazioni che mettono a rischio la salute di mamma e bambino o che impediscono totalmente l’uscita in modo naturale.

Il parto cesareo dolce prevede un coinvolgimento dei genitori che si sentono più attivi e partecipi nel momento della nascita. Mamma e papà non si limitano a subire l’atto medico, ma riescono a godere a pieno di quel momento magico che è la nascita del loro figlio. 

Batteri buoni o contatto pelle a pelle

Gli effetti negativi del parto cesareo sono ben noti e colpiscono sia il benessere della mamma quanto quello del bebè. Il mancato scambio dei “batteri buoni”, per esempio, dà problemi alla salute del bambino a lungo termine. Se però non si può fare a meno del cesareo, questo effetto negativo può essere in parte compensato dalle potenzialità dell’immediato e precoce contatto pelle-a-pelle.

Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS-UNICEF) piccoli gesti e minimi accorgimenti possono determinare grandi cambiamenti. Non servono grandi mezzi, quanto piuttosto un grande cambiamento culturale.

In cosa consiste il parto cesareo dolce 

Innanzitutto durante l’intervento (se non avviene in estrema urgenza o con anestesia generale) è permessa la presenza del padre in sala operatoria. Nel momento della nascita, viene abbassato il telino divisorio e i genitori sono testimoni del momento più incredibile della vita.

Il contatto pelle-a-pelle avviene immediatamente per favorire l’attaccamento al seno. Il taglio del cordone ombelicale viene ritardato e tutto si svolge con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali del cesareo stesso.

Tanti benefici per mamma e bambino

Gli effetti su neonato, mamma ed allattamento sono innumerevoli. Il parto cesareo dolce influisce sul miglioramento della stabilità respiratoria, cardio-circolatoria, termica e glicemica del neonato. Nonostante il bimbo non nasca con parto naturale, avviene comunque una colonizzazione con i batteri materni e si migliora la risposta ormonale allo stress e al dolore. Inoltre il bimbo acquisisce subito una maggiore  competenza a cercare il seno. 

Da parte della mamma invece si nota una diminuzione dei sintomi post-partum, il che significa meno ansia, meno stress, una minore depressione e anche meno dolore grazie al rilascio naturale di ossitocina. Ne giova anche l’allattamento, che più facilmente si relaizza in modo precoce ed esclusivo, a partire dalla dimissione e avanti nel tempo.

Pelle a pelle: lo scambio dei batteri buoni

L’insieme dei batteri buoni e dei microorganismi che popolano l’organismo umano si chiama biota. Ha un impatto sulla salute e sullo sviluppo della barriera GI, ovvero del sistema immunitario, nervoso centrale ed intestinale del neonato.

Normalmente il transfer batterico tra la madre e il feto (prima) e neonato (poi) comincia nella placenta, si perfeziona durante il passaggio attraverso il canale vaginale e si conclude con l’allattamento.

Eliminando il passaggio nel canale vaginale, il cesareo ha un impatto negativo sulla colonizzazione batterica e questo determina rischi per la salute del neonato. >rischi non immediati ma a lungo termine.

Pelle e latte contro la disbiosi 

Il cesareo dolce, promuovendo un immediato contatto pelle-a-pelle, facilita l’inizio e il mantenimento a lungo termine dell’allattamento ed è in grado di ridurre i rischi della “disbiosi”, cioè di una scorretta creazione del biota del neonato. 

Grazie al latte materno, che è una ricca fonte di popolazione batterica, la mamma influenza la creazione del microbiota del neonato e questo corregge, almeno in parte, la disbiosi creata dal cesareo.

Il taglio cesareo è un intervento semplcie, praticato di routine, ma che nasconde risvolti complessi e altera equilibri delicati. Basterebbe poco per renderlo più dolce e limitare le complicazioni successive. Tutte le figure professionali coinvolte nel percorso nascita hanno la possibilità di influenzare positivamente questo momento. Dovrebbero averne anche il dovere. 

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