Il sistema immunitario, lo scudo della nostra salute 

E’ importante sapere come aiutare il sistema immunitario per affrontare meglio gli attacchi esterni

a cura di Daniela Mammoli

Lo scoppio della pandemia da Coronavirus ha sconvolto le nostre abitudini e generato un diffuso senso di paura. Allo stesso tempo, però, ha amplificato il nostro interesse verso il tema delle difese immunitarie.  Sono loro il vero sistema di difesa che protegge l’organismo da attacchi esterni: dovremmo averne cura, non solo durante l’emergenza, ma anche e soprattutto nelle condizioni di normalità. 

Le difese proteggono il corpo umano dalle minacce che provengono da elementi “fisici”, come virus e batteri, ma anche da eventi “psicologici” come lo stress e la tensione, che in questo periodo possono essere accentuati dal bombardamento mediatico non incoraggiante e dall’isolamento forzato in casa. 

È chiaro che più le difese sono forti, minore è il rischio di andare incontro a complicazioni patologiche. È dunque fondamentale capire come funziona il sistema immunitario e come poterlo aiutare. 

Il sistema immunitario e l’omeostasi

Il sistema immunitario è formato da un insieme di organi: il midollo osseo, il timo, i linfonodi, la milza, le tonsille e anche la stessa pelle. Questi garantiscono il buon funzionamento della risposta immunitaria, lavorando insieme a cellule specifiche, come i monociti e i macrofagi, e a barriere fisiche, come gli epiteli che rivestono le superfici dell’apparato respiratorio e gastrointestinale. 

In particolari situazioni della vita, queste “sentinelle” possono essere messe a dura prova e la difesa dell’organismo può perdere il suo equilibrio ottimale, cioè quella condizione detta di omeostasi. 

Il corpo si ritrova più vulnerabile alle infezioni e il sistema immunitario si attiva, agendo in due modi contro gli attacchi esterni: con l’immunità innata o con l’immunità adattativa (o acquisita). 

L’immunità innata

L’immunità innata è un’immunità di tipo non specifico, presente fin dalla nascita. Il suo compito è rispondere rapidamente alle infezioni, con meccanismi di difesa pronti a funzionare prima ancora che l’aggressore arrivi. Un esempio sono i neutrofili, le prime cellule a intervenire nella guarigione di graffi e ferite cutanee. 

Questo tipo di immunità però non è in grado di rispondere in modo specifico agli agenti patogeni. Quando serve, entra in gioco l’immunità specifica, che è in grado di scegliere le armi giuste per sconfiggere gli invasori, gli antigeni. 

L’immunità adattativa o acquisita

Progettata per reagire a specifici antigeni e rimuoverli, il secondo tipo di immunità, si acquisisce durante la vita e una volta instaurata, dura per sempre. È una immunità che ha bisogno di tempo per diventare protettiva e la sua caratteristica è la funzione di memoria, che aumenta di efficacia ogni volta che un certo patogeno si ripresenta. 

L’immunità adattativa combatte i microbi producendo anticorpi che si legano a loro, bloccandone la capacità di infettare le cellule. 

La riduzione delle difese immunitarie

Tra le cause che riducono le difese immunitarie ci sono i cambi di stagione, gli sbalzi termici, lo stress psicofisico, l’alimentazione scorretta, la mancanza di sonno, l’attività sportiva non adatta al proprio fisico e l’uso eccessivo di farmaci. 

L’abbassamento delle difese può riguardare tutte le fasce di età, ma certamente i più sensibili sono i bambini e gli anziani. Il sistema immunitario del bambino, infatti, non sempre è in grado di difendersi adeguatamente, anche in mancanza di un vero disturbo. 

I bambini nascono con una funzionalità incompleta del sistema immunitario che poi lentamente, nei primi 3 – 4 anni di vita, raggiunge l’efficienza. Questo spiega, per esempio, come mai i più piccoli sono colpiti dal fenomeno delle infezioni respiratorie ricorrenti (IRR) con la comparsa di infezioni virali anche 12 volte all’anno. 

difese immunitarie sambuco

Riconoscere la riduzione e rinforzare le difese

Alcuni campanelli di allarme ci avvertono che l’organismo ha bisogno di aiuto. Solitamente compaiono sintomi aspecifici, come la stanchezza fisica o mentale o ancora alcune manifestazioni dermatologiche. In questo caso è bene mettere in atto una strategia salutistica basata su una sinergia di buona alimentazione, corretti stili di vita, attività fisica e ascolto del parere di un medico. 

L’alimentazione gioca un ruolo cruciale per coadiuvare le difese immunitarie. Non dovrebbero mai mancare alimenti di qualità, ricchi di minerali e vitamine. Lo schema alimentare deve comprendere pesce, carne e uova, oltre alle consuete porzioni di frutta e verdura, meglio se ottenuta da agricolture sostenibili rispettose dell’ambiente e della biodiversità. 

Questo modello alimentare consente all’organismo di fare scorta di minerali quali rame, zinco, selenio e tutto il complesso di vitamine B, B1, B6 e di vitamina D. Molto funzionali sono anche i frullati, i centrifugati e le spremute, così come gli snack costituiti da porzioni di frutta fresca o secca, tipo noci e noccioline non salate. 

I consigli del pediatra

Cosa fare per un bimbo che si ammala spesso di infezioni respiratorie? Innanzitutto, dobbiamo ricordare che il bambino non ha una malattia, ma che il suo problema è quasi sempre dovuto al normale sviluppo delle difese immunitarie. 

In questa situazione, il piccolo ha bisogno soprattutto di essere aiutato con un’alimentazione varia e ricca di frutta e verdura. È importante anche la convalescenza, che deve essere un po’ più lunga dopo ciascun episodio. 

Durante la convalescenza, dopo la febbre, il bambino non va tenuto in casa, al chiuso, ma deve uscire a passeggiare e giocare all’aperto, anche durante la stagione invernale. Solo in questo modo recupererà l’appetito e la voglia di muoversi e questo permetterà al suo organismo di ricostruire riserve di energia per affrontare con decisione virus e batteri. 

In alcuni casi può essere utile supportare il bambino con sostanze che aiutino il sistema immunitario a lavorare meglio, senza stimolarlo eccessivamente e, soprattutto, senza alterarne il funzionamento. L’echinacea, in combinazione con malva e sambuco, può essere usata in età pediatrica. L’azione sinergica delle sostanze complesse previene le infezioni, limitandone il numero, e al tempo stesso aiuta il sistema immunitario durante le ricadute, rendendo più veloce ed efficace la sconfitta di virus e batteri.

difese immunitarie echinacea pallida

Le sostanze vegetali: un alleato valido

Un aiuto efficace per le difese dell’organismo viene anche dalle sostanze naturali. Sono utili a qualsiasi età, ma è importante, prima dell’utilizzo, rivolgersi sempre a figure professionali qualificate. 

Esistono piante medicinali come l’echinacea pallida, il sambuco, la malva e l’uncaria, la cui azione sinergica si è dimostrata efficace. In particolare, la sono utili nella prevenzione (per limitare la ricorrenza degli episodi infettivi) e nel trattamento della fase acuta (grazie all’azione immunomodulante, antinfiammatoria e antiossidante). 

L’utilità di queste piante deriva dalla sinergia delle sostanze che contengono, come i polisaccaridi e i flavonoidi. La ricerca scientifica più moderna, in particolare la branca della metabolomica, riesce a identificare queste sostanze e a comprendere come, in sinergia tra loro, possano interagire con la complessità dell’organismo e dei suoi pathway fisiologici. 

Chi assume queste sostanze, deve essere sicuro che siano estratte e concentrate con tecnologie evolute che ne garantiscano la sicurezza e la naturalità. 

 

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