Il test di paternità

Un sito satirico americano ha riferito che un tribunale a stelle e strisce avrebbe ordinato a Tiger Woods, celebre campione golfista statunitense, di sottoporsi a ben 127 test di paternità, facendo così la gioia di 121 donne che pretenderebbero di essere state sue amanti e di aver dato alla luce figli suoi.

Vero o meno che sia, e senza arrivare a questi livelli, può capitare che il “lui” in questione nutra dubbi più o meno fondati sulla paternità del bimbo che la compagna / moglie / avventura di una notte porti in grembo: che fare in questo caso?

Certamente si può richiedere un test di paternità.

Nello specifico, questo accertamento è una analisi del DNA che consente di stabilire – con una precisione che rasenta il 99,99% – i più complessi legami di consanguineità, risolvendo i casi di paternità controversa e le conseguenti problematiche in materia di successione e diritti ereditari.

Il test si basa sul principio che ogni persona eredita il proprio patrimonio genetico dai genitori: il 50% dalla mamma e il 50% dal papà.

Confrontando le caratteristiche genetiche del figlio con quelle della madre e del presunto padre, verificando cioè se il figlio possiede metà del profilo genetico paterno, si potrà determinare se quell’uomo è il suo padre biologico.

Due metodi per il test di paternità

Il test si può fare in maniera casalinga o legale.

Nel primo caso (il cosiddetto “test informativo”) bisogna ordinare un kit di campioni per il prelievo, che viene spedito all’indirizzo indicato con tutte le istruzioni necessarie.

Si devono poi inviare i tamponi al laboratorio di riferimento per le analisi, che a sua volta trasmette il referto a mezzo posta o via email.

Si tenga presente che questo metodo non ha alcuna valenza legale: i risultati cioè non possono essere utilizzati in un ipotetico giudizio in Tribunale.

Il discorso cambia se si sceglie il metodo legale: se ci si rivolge cioè a centri specializzati e accreditati, reperibili un po’ su tutto il territorio nazionale. Questo test presuppone che chi lo richiede disponga delle necessarie autorizzazioni.

Non può quindi essere effettuato all’insaputa dell’altro genitore, è necessario verificare l’identità dei soggetti coinvolti e rilasciare il consenso al prelievo dei campioni.

Inutile sottolineare che i costi sono differenti. I risultati però hanno valenza legale e possono essere utilizzati in Tribunale per il riconoscimento o il disconoscimento della paternità.

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