Le Saline più belle da visitare

Un mondo di sale e di mare: in visita alle saline, una gita che fa bene allo spirito (e alle vie respiratorie)

Uomo e natura lavorano in sinergia, qui di fronte al mare. Acqua, sole e vento collaborano sotto il controllo degli esperti salinieri per produrre bianche montagne di sale, estratte 35 grammi alla volta per ogni litro d’acqua marina. 

Il sale, un tempo così prezioso, è stato a lungo alla base dell’economia e del commercio. Oggi molte saline hanno smesso di funzionare, ma restano luoghi incontaminati di pace e silenzio, popolati da una grande biodiversità e dagli immancabili fenicotteri. La meta perfetta per una gita dove riempirsi i polmoni di benefica aria del Mediterraneo. 

Il fior di sale di Sicciole (Pirano, Slovenia)

Sulla bella costa della Slovenia raggiungiamo Pirano, cittadina pittoresca dove ancora oggi viene estratto il fior di sale.

Si tratta di un pregiato cristallo grezzo che si forma in particolarissime condizioni di umidità e di vento. Le grandissime Saline di Sicciole sono diventate una vera attrazione turistica, con tanto di biglietto d’ingresso. Lasciata l’auto al parcheggio, proseguiamo la visita camminando lungo gli ampi argini che delimitano gli specchi d’acqua. Dopo circa due chilometri arriviamo a un centro multimediale nuovo e ben funzionante, che spiega molto bene la tecnica usata per la produzione del sale. 

Sul terrazzo panoramico ci fermiamo a osservare l’ambiente, ma siccome tira un po’ di vento, scendiamo a prendere un the caldo nella locanda.

Prima tornare indietro e fare una sosta allo shop dove acquistiamo barattoli di fior di sale, prodotti di bellezza e un profumatissimo mix di erbe selvatiche. La visita termina al Museo delle Saline a Fontanigge: quattro edifici che comprendono la Casa dei salinai. Noi ci siamo arrivati a piedi, ma si può anche prenotare lo spostamento con la barca Solinarka, con il trenino elettrico o in bicicletta.

Con le anguille di Comacchio (Emilia Romagna)

Il capitano decide di salpare anche se c’è un po’ di vento, dunque l’appuntamento è confermato: ci ritroviamo alla Stazione di Pesca per la visita alle Valli di Comacchio, parco naturalistico e zona umida tra Ravenna e Ferrara, un tempo capitale delle paludi, paese della fame e delle zanzare. Oggi Comacchio è un paesino incantevole, pieno di fascino, di ponticelli e di ristoranti. Da qui partono i tour alla scoperta della sconfinata distesa di canali, dossi e specchi d’acqua che formano le “valli”, lagune che un tempo ospitavano il delta del Po. 

Oggi sono parte del parco naturale e sono visitabili in barca, sotto la guida di giovani naturalisti. Non dimenticatevi il binocolo per scrutare l’orizzonte alla ricerca di qualcuna delle trecento specie di uccelli che popolano questo territorio, dal gabbiano reale al cavaliere d’Italia, dal martin pescatore fino all’incrocio nato da un grande airone nero, nomade e raro a queste latitudini. 

La guida ci spiega la curiosissima natura dell’anguilla, il pesce-serpente capace di vivere fuori dall’acqua e di spingersi per la riproduzione fino al Mar dei Sargassi. Scendiamo a visitare uno dei casoni di pesca, dove scopriamo la dura vita del “lavoriero”, il sistema di pesca dell’anguilla che impegnava per mesi intere famiglie. La vita dei paesani è dura: a riscattare la miseria ci sono le storie un po’ piratesche e malandrine dei pescatori di frodo e delle guardie che danno loro la caccia. 

Tornati a terra ci fermiamo alla Manifattura dei Marinati, l’antica fabbrica dove acquistiamo scatole di latta piene di alici e anguille. Domani ci aspetta un nuovo tour, verso la foce del Po, per scoprire gli allevamenti di cozze e vongole. Dopodomani ci concederemo i bagni al mare: qui c’è il Lido di Comacchio con i suoi grandi stabilimenti attrezzati.

Tutte le informazioni sul sito Po Delta Tourism

po delta tourism

La penisola dell’oro bianco (Hyères, Francia)

Bella da togliere il fiato, la cittadina di Hyères ha una costa popolata di isolette, dette non a caso le Îles d’or: isole d’oro. Partiamo dal borgo medioevale dove ci perdiamo nei vicoli alla ricerca di negozietti per acquistare arance, pain au chocolat e tutto quel che serve per il picnic. Andremo a farlo, in macchina, fino alla spiaggia de La Capte, famosa per le sua sabbia bianca e la sua lunghezza, cinque chilometri. Anche d’estate è facile trovare un angolino solitario e immacolato dove avvistare le piume rosa dei fenicotteri tra agavi, tamerici e le acque blu del Mediterraneo. 

In questa zona ci sono le antiche Salins des Pesquiers, costruite nel 1848 e oggi abbandonate. Camminiamo nel silenzio immersi tra aria, acqua e terra, fino a ritrovarci di nuovo sulla spiaggia. Stendiamo gli asciugamani e ci fermiamo a mangiare: aspettiamo il tramonto quando tutto si tinge di rosa. Domani continueremo l’esplorazione della Penisola dei Giganti e dopodomani una barca a noleggio ci porterà a fare il giro dell’isola di Porquerolles, splendida con il suo faro, il piccolo porto e le tante spiaggette deliziose.

salins des pesquiers

Le più antiche d’Italia (Cagliari, Sardegna)

Nella laguna di Santa Gilla, a pochi chilometri da Cagliari, le Saline Conti Vecchi sono considerate come uno degli impianti più antichi e produttivi d’Europa, un vero sito di archeologia industriale recuperato grazie a un progetto del FAI. 

Le Saline sono immerse in un’oasi naturale dove vivono fenicotteri e falchi pescatori. La visita comincia con un’immersione negli arredi e negli uffici di cento anni fa. Due filmati raccontano la vita delle persone che sono state protagoniste dell’epopea del sale. A bordo di un trenino ci portano alla scoperta del ciclo produttivo. Ci fermiamo per consumare il pranzo al sacco, poi di nuovo fuori, dove ci aspettano i fenicotteri e tante specie di volatili che hanno scelto di vivere qui. L’industria del sale non li disturba e, anzi, i bacini di evaporazione sono il luogo ideale per la pesca.

Fai Cagliari

Gli splendidi colori del tramonto (Marsala, Sicilia)

Grandi vasche d’acqua rosata, punteggiate da antichi mulini a vento e montagnole di sale che tratteggiano il panorama: le saline della laguna si trovano sulla costa tra Marsala e Trapani c’è la Riserva naturale dello Stagnone con le sue saline. Il modo migliore per visitarle è un giro in barca, ancor più bello all’ora del tramonto quando le saline si tingono di tonalità accese tra il rosso, il rosa e l’arancio. 

Il giro in barca può comprendere anche una visita alla piccola isola di Mozia, che nell’antichità era una colonia fenicia, poi occupata dai Cartaginesi e dai siracusani. Successivamente abbandonata, fu riscoperta nell’800 dall’inglese Joseph Whitaker che se ne innamorò e vi costruì una casa, oggi diventata museo. 

Si esplora l’isola seguendo i sentieri che portano ad ammirare le rovine dell’antica città fenicia. Tornando alle saline, chi vuol saperne di più può visitare il Museo del sale di Nubia oppure il Mulino d’Infersa, che propone un interessante percorso multimediale. Chi preferisce prendersela comoda, può godersi l’eccezionale tramonto in uno dei localini di zona, con i tavolini strategicamente posizionati, per il più suggestivo degli aperitivi al calar del sole. 

saline Sicilia

Le grandi saline industriali (Barletta, Puglia)

In vacanza nel Gargano, decidiamo di abbandonare per un giorno l’ombrellone e partiamo in direzione delle Saline di Margherita di Savoia.  La riserva naturale è protetta e zona umida la cui estensione (4.500 ettari di specchi d’acqua) richiede per forza di usare l’auto.

Queste saline sono tra le più grandi d’Europa e funzionano ancora: la proprietà è passata di recente in mano francese.

La storia del sale del Gargano è millenaria: un tempo qui si trovava il Lago Salpi, i cui depositi erano utilizzati fin nel Neolitico e poi dai Greci e dai Romani. Da qui provengono anche le Madri, o acque rosse, dalle virtù terapeutiche che si usano nelle cure di fanghi alle vicine Terme.

Innumerevoli gli uccelli acquatici che si possono avvistare. Ci sono gli immancabili fenicotteri, gli aironi, le garzette, le nitticore, le sgarze ciuffetto e – non a caso – un osservatorio della Lipu. Tutto intorno, magnifiche distese di sabbia fine e dorata, con lidi attrezzati e aree camper. 

Leggi anche –> Vacanza ad Agrigento: non solo mare, non solo d’estate

Iscriviti alla newsletter

X