Insegnare il tempo ai bambini: oggi, ieri, domani

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“Mamma ma domani è adesso?”, “ieri sarebbe mille volte fa?”, “dici sempre domani; ma quando arriva domani?”. 

Arriva un momento, neanche troppo in là, in cui la dimensione del tempo deve per forza assumere una forma chiara e concreta. O le domande non avranno mai fine.

Meno astrattismo, più riferimenti

Il concetto di tempo è molto astratto e quindi difficile da comprendere per i bambini. Purtroppo si ritrovano a lottare con l’orologio e la fretta (dei genitori) fin da piccolissimi. Per provare a dare al trascorrere del tempo una dimensione più reale e concreta, è bene evitare di parlare di ore e minuti nudi e crudi, privi di ogni significato. Con i bambini è importante dare dei riferimenti sulla loro giornata e routine o sulle loro azioni. Un esempio? Invece di dire “Ti vengo a prendere alle 13.30 a scuola” meglio dire “Vengo a prenderti dopo mangiato”. Oppure per dire che rimarrà dai nonni fino alle 16, possiamo parlare dell’ora della merenda. Così la sera diventa “quando è buio e si mangia tutti a casa”, o la mattina “quando ci si sveglia e si va a scuola”. Il trascorrere del tempo va declinato in modo personalizzato sulla giornata del singolo bambino.

Solo una cosa vale per tutti: mai metter loro fretta.

Proprio perché nella loro testa il tempo non ha tempo, è del tutto inutile fare il conto di quanto manca. 

L’unico consiglio? Cominciare prima!

Non creare aspettativa

Fino agli 8-9 anni la concezione del tempo è molto diversa da quella di un adulto: il bambino è concentrato sul qui e ora e non gli è naturale fare proiezioni in avanti. Per questo motivo non ha grande senso anticipare gli avvenimenti: si finisce per creare aspettative inutili, anticipare delle emozioni che poi potrebbero anche essere deluse o ingigantite. Inoltre, cercare di prevedere quello che sarà rischia di frenare le fantasie dei più piccoli, che invece potrebbero incuriosirsi e cercare di scoprire un po’ alla volta quanto sta succedendo. È bene vivere il presente insieme ai propri figli, accompagnandoli nel naturale processo di avvicinamento e preparazione all’evento.

La didattica dei giorni

È intorno ai 3-4 anni che i bambini iniziano a domandarsi quando succedono le cose.  Con l’inizio della scuola materna e di tutti gli impegni del quotidiano cercare di comprendere i giorni della settimana e del week end può diventare una reale esigenza. Ci sono molti strumenti per avvicinare i bambini al concetto di tempo.

I calendari didattici

 “Il mio primo calendario” (3-9 anni) è un gioco ideale per imparare i giorni della settimana, i mesi, gli anni, la temperatura e le condizioni meteorologiche in modo divertente. È realizzato da Lilliputiens in stoffa con elementi amovibili grazie a velcro, che vengono spostati sul tabellone per seguire il tempo che cambia, i giorni o le ore che passano.

Stesso esercizio per l’Orologio calendario” di Borgione, pensato per le classi ma valido anche in casa, su cui gli alunni possono facilmente indicare la data, il giorno della settimana, il mese, la stagione, il tempo atmosferico. L’orologio centrale serve ad imparare a leggere e segnare l’ora.

Anche Clementoni ha messo in mercato “La mia settimana”: è una tabella magnetica con ottanta tesserine con immagini di attività da attaccare e staccare per imparare a riconoscere i giorni, i mesi, il meteo e a suddividere e organizzare gli impegni nel tempo.

Il calendario fai da te

Oltre ai calendari fatti e finiti, ci sono tantissimi modelli per creare il proprio su cui attaccare, incollare e disegnare le attività della settimana. Per esempio su un compensato si possono dividere le sette colonne dei giorni della settimana in mattina, pomeriggio e sera, per poi creare delle caselle di cartone su cui disegnare o incollare le foto delle attività che si fanno (scuola, nuoto, nonni..) e insieme al bambino attaccare le singole vignette nei riquadri giusti della settimana.

 

I libri e giochi sul tempo

Per iniziare a prendere confidenza con mattina, pomeriggio e sera, ci sono alcuni libri pensati proprio per bambini.

La mia giornata” di Edizioni Usborne, accompagna il bambino alla scoperta della giornata. Il mattino ci si alza e si fa colazione e il sole sta spuntando; poi si va a scuola a giocare e quando il sole è alto si mangia tutti insieme. Nel pomeriggio si fa spesa e si va al parco e alla sera è ora del bagno, della storia e della nanna. Il libro ha le alette e permette di coinvolgere il piccolo facendolo giocare con parole, immagini e dettagli della giornata.

Sempre sull’orario legato alle attività della giornata c’è l’Orologio con schede” di Borgione, un gioco per apprendere l’evoluzione del tempo aiutandosi con le schede attività e l’orologio con lancette.

Imparare a leggere l’ora

Che ore sono? Il mondo delle lancette può essere divertentissimo. Flik e Flak, nota marca di orologi per bambini, ha lanciato una app, sviluppata in collaborazione con insegnanti ed educatori, per insegnare ai bambini a leggere l’orologio giocando. Passo dopo passo, i bambini imparano a leggere i numeri, le ore e i minuti e infine sapranno imparare sempre a dire che ore sono. 

Le Flashcard Usborne sono un altro strumento utile per imparare a leggere e scrivere l’ora. Sono cinquanta schede cancellabili su cui disegnare le lancette nel quadrante, scrivere le ore sull’orologio digitale o a parole. Le schede hanno colori diversi a seconda dell’ora e ci si può esercitare, sbagliare e riprovare. 

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