La festa in scatola

È stagione di parco. Aria aperta, finalmente, dopo il freddo interminabile e i pomeriggi di: ‘adesso cosa faccio?’, ‘disegna’, ‘già fatto’, ‘ritaglia’, ‘già fatto’, ‘un puzzle?’, ‘ne ho fatti dodici’, ‘vabbé puoi giocare con la Playstation’. Al parco, che bello, basta una palla e i genitori sono subito in panchina a chiacchierare con gli altri adulti, mentre i ragazzini si scatenano sui prati. Il parco è anche la migliore alternativa per una festa di compleanno economica e salvacasa: non ci sono pavimenti da pulire dopo la merenda, non ci sono ditate sui vetri, non ci sono giochi sparsi su tutte le superfici piane. Costa poco, impegna poco e piace a tutti: i tre ingredienti magici per la festa di compleanno di un bambino.

Una festa no problem

Ecco come ci si deve organizzare per una festa di successo. Occorre procurarsi con un po’ di anticipo una scatola da imballaggio, grande come uno scatolone da trasloco, meglio se con i buchi ai lati per infilarci le mani, così può essere trasportata anche da due bambini. La scatola conterrà tutto quello che occorre per la merenda e deve avere il fascino della borsa di Mary Poppins. Al suo interno metteremo un primo strato, composto di cose infrangibili e piatte. Si procede come i militari quando insegnano a fare lo zaino: sotto le cose più pesanti e via via quelle più fragili e leggere. Il primo strato sarà dunque di bevande, possibilmente succhi di frutta in cartoni quadrati, anche se non mancherà la bibita preferita dei vostri figli, che sia aranciata o cola. Per l’acqua controllate in anticipo se c’è la fontanella e se funziona, ma non a tutti piace bere a canna, quandi aggiungete un paio di bottiglie di acqua gassata. Un pensiero ai genitori, con una bottiglia di prosecco, non andrebbe male, ma non sentitevi obbligati perché la festa è soprattutto dei bambini.

La merenda 

Sopra le bibite fate un bello strato di cose infrangibili: la tovaglia colorata, i piattini e le posate variopinti, tanti, tanti bicchieri, tovagliolini. Mettete un pennarello indelebile per scrivere il nome sui bicchieri, risparmierete uno sciupio di plastica. In generale è ovvio che si usano i piatti usa e getta, ma si possono scegliere il più possibile biodegradabili, perché ormai le stoviglie in Mater-B si comprano anche al supermercato. Servirà qualche ciotola e qualche vassoio grande, potete usare quelli di casa, se sono in plastica, oppure acquistarli di alluminio o carta. Aggiungete tre o quattro sacchi della spazzatura per il dopo-festa. Le salviette umidificate salvano da ogni evenienza e qualche cerotto non deve mancare se ci sono bambini piccoli, perché, si sa, i cerotti hanno poteri magici su ogni tipo di sbucciatura, piccola abrasione o puntura d’insetto e anche se non servono assolutamente a niente, i bimbi smettono di piangere appena il dolore viene contenuto dalla benda appiccicosa.

Il terzo strato della nostra scatola va riempito con i giochi, di cui parleremo poco più avanti. L’ultimo strato è destinato ai dolci, alla focaccia, ai grissini e alle immancabili patatine. La focaccia va sotto, i dolcetti di lato e in alto si mettono tutti i sacchetti e le cose che si sbriciolano. Riservate un posto alla torta con le candeline (assolutamente da ricordare un accendino per chi non fuma) che va riposta in una scatola rigida perché non si rovini nel trasporto.

Effetti speciali 

Un piccolo effetto speciale farà la gioia del festeggiato, se avanza posto. Acquistate un palloncino gonfiato a elio (lo trovate nei negozi di addobbi per le feste) e uno striscione con su scritto ‘È qui la festa’. Fissate un lato dello striscione alla scatola con un triplo giro di nastro adesivo, legate l’altro capo al palloncino e infilate tutto nello scatolone la sera prima della festa. Al parco, aprite la scatola davanti agli occhi dei bimbi: il palloncino salterà fuori insieme alla scritta e, svolazzando, finché il nastrino lo consente, segnalerà ai ritardatari il luogo della festa.

La location

Quando si dice che la collaborazione tra esseri umani è fondamentale, si pensa essenzialmente alla festa al parco. Toglietevi dalla testa di fare tutto da soli se volete conservare un bel ricordo della giornata. Trasportare lo scatolone e gestire fratellini piccoli, oltre al festeggiato e agli amichetti, può trasformarsi in uno dei più insidiosi videogame dove il traguardo sembra allontanarsi a mano a mano che ci si avvicina. Chiedete aiuto a un’altra mamma o a un amico disponibile: tutto sarà più divertente. Così mentre voi andate a prendere lo scatolone in macchina, l’amico pulisce il tavolo e dà un’occhiata ai bambini.

Molti parchi hanno tavolini e gazebi riservati apposta per le feste. Adocchiatene uno, magari raggiungibile con la macchina ma lontano dalla strada e con un prato pulito intorno, chiedete al nonno o all’amica di prima di andare mezz’ora prima a fare la posta in modo che nessuno abbia la vostra stessa intenzione. In alternativa scegliete il prato che più vi piace e verificate che il tragitto da fare a piedi non sia esagerato, che abbia nelle vicinanze una fontanella e dei cestini della spazzatura, che abbia una zona d’ombra e portatevi un tavolino pieghevole o un qualsiasi piano d’appoggio stabile. Non è consigliabile organizzare la merenda stendendo una coperta sul prato perché i bambini, per una qualche strana legge, non vedono la differenza tra il verde del prato e una tovaglia imbandita e calpestano indifferentemente tutto.

La pentolaccia

I bambini si intrattengono già molto da soli, perché si conoscono e sono abituati a giocare insieme, ma ogni gruppo ha i suoi timidi, i suoi spiritosi, i suoi esagitati, perciò una buona festa deve avere almeno un gioco organizzato in modo che tutti siano coinvolti e si divertano. Ci sono giochi veloci e giochi più lunghi, per piccolissimi o adattabili per fasce d’età.

I piccolissimi amano il cerchio: girotondo e bella lavanderia, inoltre si siedono in cerchio per mangiare e per guardare quando si aprono i regali. La cosa che li meraviglia di più è la pentolaccia, che vi costringeranno a ripetere a tutti i loro compleanni. Occorre una corda da legare tra i rami di due alberi vicini, un sacco (o più di uno) per il pane piuttosto grande, tante caramelle e ovetti di cioccolata (tutti incartati perché finiscono per terra), della segatura o “patatine” di polistirolo da imballaggio (si trovano nei negozi di bricolage). Il sacco si riempie di dolci o oggettini e si imbottisce con segatura o altro, si chiude all’estremità e si lega alla corda, in alto quanto basta da far faticare un pochino i bambini, non per sadismo ma perché loro si divertono. Occorre poi un bastone. Attenzione: i bambini diventano uomini primitivi quando hanno un bastone in mano, lo brandiscono con orgoglio tentando di conquistare qualche preda, perciò tutti lontani da chi ha il bastone, ad aspettare il proprio turno. I piccoli non vanno bendati ma i ragazzi a partire dai sei anni possono gradire la versione “mosca cieca”. A turno si danno tre colpi al sacco (pentolaccia) finché non si rompe. Tutto il bendidio di segatura, ovetti di cioccolato e caramelle si rovescia sul prato e scatta l’operazione recupero, dove i bimbi si lanciano tra l’erba per strapparsi anche l’ultima briciola di contenuto. I più piccoli in genere non osano raccogliere nulla e vanno invitati a farlo dagli adulti, gli altri e quelli più sgamati vanno controllati perché non si portino via le cose a vicenda. Per accontentare tutti, il gioco finisce con un bel baratto dove chi ha trovato solo caramelle ne scambia alcune con l’ovetto dell’amico e la bimba più timida, rimasta a mani vuote, riceve un dolcetto da tutti gli altri, volenti o nolenti.

Giochi revival

A partire dalle elementari, le bambine adorano saltare la corda, perciò prendetene una di quelle da alpinismo, spessa e con un po’ di peso, lunga circa 3 metri. Ci vogliono due adulti che girano la corda e poi via a riproporre i giochi da cortili dei nostri tempi: si entra da un lato, si salta al centro e si esce dall’altro, finchè non si sbaglia, o finchè tutte non hanno saltato; si entra di fronte mentre la corda gira, si salta e si esce davanti; si entra a turno una da una parte poi una dall’altra senza incrociarsi o scontrarsi. La stessa corda serve per il tiro alla fune, il bello sta nel cercare di equilibrare al meglio le squadre, in modo che forti e meno forti siano mescolati al punto da non far muovere la corda e far vincere veramente il migliore.

Il pallone non deve mancare, si può giocare a lanciarselo da una parte all’altra della fune usata per la pentolaccia, oppure giocare a palla avvelenata: i giocatori formano due squadre di pari numero, ci sono due basi, in due luoghi opposti, ogni squadra ha una palla che usa per colpire gli avversari. Chi viene colpito dalla palla rimane immobile fin quando un compagno lo libera toccandogli la mano. Ogni squadra avanza verso la base avversaria tentando di non farsi colpire, chiunque può prendere un pallone lanciato quando questo si trova a terra e usarlo per “avvelenare” altri nemici. Vincerebbe la squadra che immobilizza l’altra ma è praticamente impossibile perché in questo gioco i bambini sono come schegge impazzite: non ce c’è uno che segua la stessa direzione e c’è sempre qualcuno che libera qualcun altro.

La corsa dei sacchi e mission impossible

La corsa con i sacchi piace tantissimo dai 4 o 5 anni, anche se è presente in ogni sagra di paese. Va preparata in anticipo perché se non si trovano facilmente i sacchi vuoti di farina, volendo si possono costruire i sacchi usando un po’ di bricolage e qualche vecchio lenzuolo. Si misura un bambino a campione per avere l’altezza del sacco (misurare dalla vita fino ai piedi e aggiungere 10 centrimetri, lo spazio preso dalle scarpe). In genere l’altezza dei sacchi è di 60-80 centimetri per i bambini e di 120 centimetri per gli adulti e se il sacco viene troppo lungo, si arrotola l’eccedenza e si tiene stretto tra le mani.

‘Missione impossibile’ è il gioco che si inventa sul momento e salva tutte le situazioni. Non ha regole precise si inventa al momento utilizzando tutto quello che si ha a disposizione: slalom tra le bottiglie di bibite, salti da rana, passi da gigante, il lombrico, trasporto dell’oggetto prezioso (un uovo o un sasso) in bilico su un cucchiaio tenuto tra i denti. Può essere immaginato come una staffetta di cavalieri e maghi, da fare in due squadre che devono raggiungere un luogo fatato: la tavola della merenda. Benchè i bambini siano competitivi e con uno spietato senso della giustizia, è meglio far finire il gioco in modo che tutti sentano di aver vinto qualcosa.

Non esagerare

Si può proporre un gioco o due al massimo, ma non esagerate perché i bambini stanno benissimo anche senza che gli adulti si trasformino in clown per farli divertire. Dopo circa un’ora di festa, chiamate tutti per il taglio della torta e l’apertura dei regali. Avrete istruito il vostro bimbo a dovere perché sorrida e ringrazi tutti, anche se i regali non sono quelli che spera. Rimandate i bambini a giocare e cominciate la lenta operazione di ripulire tutto: il bon ton vuole che il parco sia lasciato esattamente come lo avete trovato, senza cartacce e pezzi di merendina per terra.

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