La paura dei cani

Gentile dottoressa, mio figlio ha 3 anni ed è terrorizzato dai cani. Tutte le volte che ne incontra uno piange e vuole essere preso in braccio. C’è un modo per farlo smettere?
Nadia

Molti bambini hanno paura dei cani. C’è chi ne ha un vero terrore, chi preferisce non toccarli o chi chiede di stare in braccio quando c’è una bestiola nelle vicinanze. Se vostro figlio è timoroso, in genere non serve a nulla la generica rassicurazione o il buon esempio (“dai, non ti fa nulla, accarezzalo come faccio io!”). Bisogna rispettare le paure che hanno una base irrazionale e non c’è tentativo di convincimento che le dissolva. Quanti adulti hanno paura dei serpenti, dell’aereo o del buio? Rispettare una paura significa comprenderla e lasciarla che si sfoghi, avendo come alleati il tempo, le parole e i piccoli rafforzamenti positivi. Le paure non vanno derise, non vanno messe alla prova e tantomeno provocate. Proviamo piuttosto a individuarne l’origine. La spiegazione pare ovvia se il bambino ha vissuto uno spavento, come un morso, un cane che gli è saltato addosso o il cane del vicino che abbaia sempre. Il trauma è facile da comprendere e spesso l’unica cura è il tempo necessario per superarlo. Diverso è se il bimbo non ha mai vissuto situazioni difficili. In questo caso, spesso, i bambini riportano le paure delle loro madri o padri. Osserviamo all’interno della famiglia come è il rapporto con gli animali: probabilmente scopriremo che il problema è degli adulti più che dei bambini.
La paura potrebbe derivare anche da una mancanza di conoscenza, dal fatto che si hanno poche occasioni per entrare in contatto con un essere il cui comportamento è poco prevedibile e controllabile e la cui presenza crea insicurezza. I bambini che nascono in una famiglia dove è presente un cane, difficilmente svilupperanno una fobia per l’animale, anzi, in genere avviene il contrario.
Negli animali, inoltre, vediamo all’opera i nostri stessi istinti più primitivi, come il desiderio di mordere, di graffiare o di aggredire chi non ci piace. Insomma, guardare gli animali è un po’ come guardare in faccia la propria “brutalità”, il che può affascinare ma anche spaventare.

Un cane per amico

Si chiama così un progetto di educazione sanitaria finanziato dalla Regione Piemonte e dalle Asl per gli alunni e i genitori di 70 scuole elementari e medie, con l’obiettivo di prevenire il randagismo e le morsicature di cani. Quattro veterinari hanno spiegato nelle classi come comunicano i cani e come interpretano i nostri comportamenti, in particolare quali sono gli atteggiamenti più sicuri da tenere in loro presenza. Spesso i bambini che sono stati morsicati, hanno adottato inconsapevolmente comportamenti “provocatori” per un cane, come correre, gridare e guardare l’animale negli occhi.

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