La quiet hour

da | 8 Nov, 2020 | Lifestyle

Uno spazio tutto per noi, di tranquillità e quiete: adottare l’abitudine della quiet hour, l’ora solitaria di pace e ricarica, fa bene a tutta la famiglia

In un’epoca di troppo tempo passato in casa tra grigio stagionale e pandemia, con spazi, orari e persone accavallati uno sull’altro, può accadere di provare un senso di sconforto e spossatezza. 

Le difficoltà di conciliare smart working, didattica a distanza, faccende di casa e vita sociale, tutto in uno spazio comune e condiviso, mettono alla prova l’equilibrio dei più imperturbabili tra noi. Il rischio di non staccare mai incombe, accompagnato da un perenne senso di spossatezza.

Per sopravvivere a tutto questo, è importante mettere dei limiti, al lavoro, alla famiglia, al proprio desiderio di fare tutto, e bene. Un consiglio in particolare: ricavarsi una quiet hour tutta per noi, da rispettare e far rispettare.

Quiet vs arsenic

L’opposto dell’ora all’arsenico, quella che precede la cena, con bambini famelici e nervosi e genitori stanchi che si arrabattano confusi tra i fornelli, l’ora della quiete è quel momento beato e agognato in cui ci si dedica solo a noi stessi.

Una nuova bellissima abitudine da (provare a) instaurare in casa nostra: una parentesi di solitudine all’interno della giornata per stare in pace, leggere un libro o farsi un bagno caldo, staccando pc e cellulari. Chiudiamo la porta di camera nostra e ognuno per conto suo: un sogno! 

Benefica per tutti

Per rispettarla e farla rispettare è fondamentale renderci conto che fa un gran bene non solo a noi, ma a tutta la famiglia. Che i suoi benefici a lungo termine saranno apprezzabili, anche se non sarà banale da mettere in atto. Gli unici che non possono essere coinvolti, perché proprio non è cosa sono i piccolissimi, e lì, non resta che mettersi in paziente attesa… 

Un tocco di mindufullness

L’ora della quiete è un momento che tutti componenti della famiglia possono godersi. Un’abitudine sana, all’insegna della mindfullness, preziosa a ogni età. Un periodo di tempo da passare con sé stessi. Per i bambini è l’ora della noia produttiva: un momento non strutturato della giornata in cui devono inventarsi da soli come intrattenersi. È anche un modo per accrescere la loro indipendenza – in quei 20, 30, 60 minuti si devono arrangiare: gestirsi da soli questo spazio, accettare la noia, decidere in autonomia cosa fare.

I consigli per iniziare

Procedere gradualmente. Se i bambini sono piccoli non riusciremo a farli giocare tranquilli per un’ora da un giorno all’altro. Iniziamo con 15 minuti e raggiungiamo i vagheggiati 60 man mano.

Visualizzare con un timer. I bimbi spesso non hanno il senso del tempo. Un orologio o, se sono troppo piccoli per leggere l’ora, un timer aiutano a visualizzare la quiet hour  e delimitare il momento in cui noi genitori siamo off-limits.

Musica. Possiamo dare un tocco chill-out all’ora della quiete con della musica rilassante in sottofondo. Volendo, prepariamo una playlist della durata desiderata e la utilizziamo al posto del timer per definire i tempi.

I cestini della quiet hour. Un modo per proteggerci dalle insidie è preparare una speciale cesta di giochi da utilizzare solo in questo momento. Giochi tranquilli come libricini e puzzle, cubetti di legno e pastelli a cera. È anche un buon sistema di rotazione dei giochi, tra l’altro.

Consistenza. Fare dell’ora della quiete una routine quotidiana, senza eccezioni: solo in questo modo si abituano a rispettarla. È sacra!

Il momento giusto. Possiamo sceglierlo noi a seconda dei bioritmi della famiglia, spesso un buon momento è a metà mattinata o subito dopo pranzo. I bambini non devono avere fame, sete o problemi assillanti, che devono essere risolti prima dello scatto del timer. 

Calibrare a seconda dell’età. Prima dei 3 anni è un’utopia: l’unica soluzione è approfittare del sonnellino dopo pranzo e trasformarla nella nostra quiet hour: i colleghi, le mail e i piatti sporchi possono aspettare.

No alle forzature. L’ora della quiete non deve diventare un campo di battaglia. Quindi implementarla gradualmente sperando che tutti si rendano conto della figata che è.

Le regole – Sono chiare. E poche. Non si disturba mamma/papà. Non si urla, non si corre non si salta. E no schermi accesi. Facile no? 😊

Leggi anche –> Arsenic Hour. L’ora avvelenata che scocca tra l’arrivo a casa e l’ora di cena

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