La Repubblica del Design secondo il suo curatore Davide Crippa

Intervista al progettista, docente del Politecnico di Milano e curatore de La Repubblica del Design, uno dei progetti più innovativi per la Design Week 2019.

Professor Crippa, cosa vuole dire insegnare il design ai ragazzi?

“Da professore e professionista, ho la fortuna di essere sempre a contatto con ragazzi incredibili, che non solo sono fonte d’ispirazione, e che a mia volta posso ispirare.

Parlare di design con i ragazzi è molto stimolante: realtà differenti creano prodotti differenti, e tutto il mescolarsi di culture ed esperienze che hanno alle spalle riesce a dare forma a qualcosa di incredibile.

Il design di domani può contare su mani esperte e menti che viaggiano veloci.”

Proprio dalla sua esperienza con i ragazzi è nata La Repubblica del Design: di cosa si tratta?

“La Repubblica del Design è un progetto ambizioso che ha l’obiettivo di riqualificare le zone di Bovisa Dergano attraverso il Design consapevole.

Un progetto che nasce tra i banchi e si sviluppa all’esterno, ed è proprio questo a renderlo speciale. Questo progetto è unico nel suo genere poiché nasce con la Milano Design Week, ma durerà nel tempo.

Si tratteranno varie tematiche e verranno coinvolte varie realtà della zona, questo perché il design in città possa essere per tutti e di tutti.”

La Repubblica parlerà a più generazioni, ma anche a culture diverse

“Solo attraverso il coinvolgimento di persone provenienti da background differenti si può creare un’autentica Repubblica del Design.

Perché noi la vogliamo senza limiti, senza discriminazioni, senza dettami classici, inclusiva e multiculturale.

Come nell’esposizione Art-72 rooms (realizzata in collaborazione con lo studio Yelab di Shanghai e Mr. Zhong) in cui vengono riproposte stanze curate da diversi artisti cinesi che hanno un passato differente, abitudini differenti.”

Tra le iniziative dedicate ai più giovani c’è anche il progetto Enea

“Enea Gse è davvero un bellissimo progetto: i bambini disegnano i loro sogni e li colorano su un muro cittadino.

Il progetto mira ad abbattere le divisioni sociali e intende promuovere un nuovo modo di vedere le cose, sensibilizzando i cittadini al tema del risparmio energetico.

Il lavoro che è stato portato avanti nelle scuole ha prodotto a ottimi spunti creativi, che potremo ammirare, realizzati, a partire dall’8 aprile, quando inizia il Fuorisalone.

Il Muro dell’energia non è solo un nome o un concetto, è energia pura, e parte dal basso, come è giusto che sia!”

Cosa deve avere una mostra pensata per bambini o per ragazzi?

Quando penso e progetto una mostra o una installazione per un pubblico più giovane, penso sempre in realtà anche al bambino che c’è in ogni adulto.

Non c’è mai una mostra solo per bambini, ci sono mostre più o meno intuitive, più o meno colorate, più o meno chiare.

Senza ombra di dubbio per attirare l’attenzione devono essere interattive, devono permettere a coloro che la guardano di poterci entrare, concettualmente, dentro.

Devono poterle toccare, capire, annusare. I bambini hanno i sensi molto più sviluppati, perciò ogni colore, ogni odore, ogni forma strana o particolare diventa qualcosa da indagare.

Insomma, quando progetto immagino sempre di essere un po’ bambino!

Ci sono alcuni aspetti propri dell’infanzia che i bravi progettisti tengono sempre presenti. I bambini non hanno preconcetti, spesso non seguono logiche prevedibili, per loro ogni cosa è possibile, nel bene o nel male.

Come abbiamo osservato realizzando il progetto Enea, la visione del sogno propria dei bambini è il vero motore della creatività.

Se tutto appare possibile e realizzabile non ci sono freni, non ci sono limiti e non ci sono barriere.

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