L’anello azzurro del Lago d’Orta: un itinerario insolito

Scopriamo il Lago d’Orta con una escursione che ne percorre le rive, tra basiliche, boschi e e punti panoramici. Preparatevi: vi riempirà l’intera giornata!

I laghi, specchi delle nuvole, sono così belli. Il più bello, il più romantico e spirituale è certo il Lago d’Orta. Nato dal Ghiacciaio del Sempione, diviso tra Novara e il Verbanio-Cusio-Ossola, è una meta di grande fascino per lo spettacolare scenario naturale, ma anche per i borghi romantici e le testimonianze artistiche che lo costellano.

Tra riserve naturali, basiliche romaniche e balconi panoramici, merita certamente una gita. Ma attenzione: si tratta di un’escursione che prevede un’intera giornata di cammino. 

L’itinerario

Si parte dall’imbarcadero di Pella, riva ovest del Lago d’Orta, dove si trovano alberi, panchine, punti di ristoro e un’area giochi. Da qui si punta in direzione della torre medievale, unico resto delle antiche fortificazioni, verso la chiesa di Sant’Albino, la quale vanta di un campanile assai particolare e che risale al 1936. 

Dalla chiesa si segue la segnaletica “Anello Azzurro” e le tacche bianche e rosse, percorrendo tratti di sterrata alternati ad asfalto. 

Il cammino comincia con un sentiero in mezzo al bosco che porta alla chiesa di San Filiberto, risalente all’anno 1000. Si va a destra per il lungolago, passando davanti all’imbarcadero in direzione di Lagna.

I segni bianco/rossi indicano la via, portano al Seicentesco oratorio di San Rocco per poi arrivare alle sponde del lago sulla spiaggia Prarolo, il lido balneare di Lagna. 

Si percorre la spiaggia che ha il famoso pontile che va verso l’isola di San Giulio, ottimo luogo per una sosta rigenerante, ma senza esagerare: la strada è ancora lunga!

Tra boschi e lidi

Tra una piacevole sterrata nel bosco, senza accorgercene siamo saliti un poco: tocca scendere tra canneti e boschi fino al Lido di Buccione. Il percorso va a destra lungo l’erbosa via Francisca, ma prendiamoci il tempo di proseguire fino al Lido per trovare fontane, bar e ristoranti, oltre alla chiesetta dei SS. Angeli Custodi e al Palazzo del Vescovo. A questo punto c’è un tratto di strada trafficata che va percorso con attenzione in direzione del centro di Gozzano, prima di girare a sinistra (cartelli blu “Bolzano N.”). Questo è l’unico punto in cui va prestata attenzione perché manca il marciapiede.

Si entra in Bolzano Novarese e appena prima del passaggio a livello si gira per il fresco bosco dove si trova la Fontana Bersanella. Un vero piacere per i camminatori accaldati!

Lago con bambini

Quasi arrivati al gelato

Aggiriamo la base della Torre di Buccione che si eleva al di sopra del bosco, visibile già dall’inizio della escursione poiché domina buona parte del lago. Sarebbe bello avvicinarsi ma, attenzione: la deviazione è di un chilometro e 75 metri di dislivello, sicuri di farcela? 

L’estremo lembo Sud del lago è stato superato, da ora in avanti si seguono i cartelli marrone “Orta” e “passeggiata”, fiancheggiando un tratto di massicciata ferroviaria e attraversando la caratteristica borgata di Corconio fino a Legro, il paese dipinto con affreschi che ricordano il cinema.

Coraggio: Legro fa già parte di Orta e la segnaletica porta nei pressi dell’imponente Villa Crespi, oggi hotel e ristorante di un noto chef televisivo. 

Un ultimo sforzo ed eccoci arrivare alla riva del lago, in piazza Mario Motta, dove si trovano gli imbarcaderi e numerosi locali tra cui le ambite gelaterie!

La leggenda di San Giulio

Molti i palazzi storici da ammirare e, in alto, c’è il Sacro Monte, patrimonio Unesco, con una ventina di cappelle immerse nel verde che ospitano 176 sculture in terracotta a grandezza naturale, dipinte a mano, e 900 affreschi che raccontano la storia di San Francesco d’Assisi. 

Dopo il più che meritato gelato, si può tornare a Pella con il battello ma, se si ha ancora qualche ora, è possibile aggiungere una visita all’Isola di San Giulio con i suoi vicoli stretti, le scalinate e gli archi di pietra che ricreano uno scenario medievale suggestivo. 

La basilica di San Giulio risale al quarto secolo e si dice sia stata costruita dal santo in persona. All’interno della sacrestia si trova una vertebra fossile, forse il resto di uno dei draghi scacciati da lui in persona. Narra infatti la leggenda che nel 390 San Giulio, in fuga con il fratello Giuliano dalle persecuzioni in Grecia, giunse fino alle rive del lago e rimase affascinato dall’isola che ospitava, ahi ahi, feroci draghi e serpenti. I due fratelli ottennero il permesso di abbattere i templi pagani e li sostituirono con chiese cristiane.

Mentre Giuliano si apprestava ad erigere la novantanovesima chiesa a Gozzano, Giulio si recò sull’isola. Non trovando barche, il santo stese il proprio mantello sull’acqua e raggiunse l’isola scacciando con la sola parola le bestie feroci che la popolavano. Qui poi edificò la centesima chiesa.

Per informazioni sul territorio dell’escursione è possibile consultare il sito del Distretto Laghi.

Lago con bambini

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