Latte materno, il superfood

Come si garantisce la salute dei bambini? C’è una ricetta prodigiosa, un “superfood”: l’allattamento al seno che, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef, è il modo migliore per nutrire il bambino fino ai sei mesi di vita. “I benefici dell’allattamento al seno – spiega Luisa Mondo, mamma e medico in forza al Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – sono noti e confermati da una quantità innumerevole di studi, tutti coerenti e replicati nel tempo. Il latte materno è una panacea. Se esistesse un cibo o una medicina anche solo vagamente simile, non esiteremmo a darla quotidianamente ai nostri figli. È provato che oltre a essere l’unico alimento adatto all’alimentazione dei neonati, riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti, protegge dalle infezioni respiratorie, riduce il rischio di sviluppare allergie (come asma e dermatiti) e malattie autoimmunitarie, come il diabete, l’obesità e l’ipertensione nella vita adulta. E riduce anche il rischio della tanto temuta sindrome da morte improvvisa del lattante”. In Italia le mamme allattano, è vero? “La situazione è buona – racconta Luisa Mondo -. I Punti Nascita dicono che l’80% delle neo mamme esce dall’ospedale allattando. Purtroppo verso i 3 mesi c’è un tasso di caduta. Si comincia a dare l’aggiunta, il piccolo omogeneizzato, magari interpretando la naturale e progressiva scoperta del mondo da parte del bambino, come ciucciare le mani, quale segnale di fame. La medicina consiglia l’allattamento materno esclusivo per i primi 6 mesi di vita, mantenendo poi il latte materno fino al secondo anno o anche oltre, se la mamma e il bambino lo desiderano. I cibi complementari vanno introdotti gradualmente solo dopo i 6 mesi. Attualmente però solo il 20% delle neo mamme arriva fino a lì. I motivi sono tanti, riconducibili a fattori diversi: termina il periodo della maternità, bisogna tornare al lavoro, si ha timore che il bimbo non riceva abbastanza nutrimento. Sarebbe utilissimo che le mamme venissero sostenute con ogni mezzo e, ovviamente, c’è tanto da fare, sia dal punto di vista informativo che da quello normativo”. Italia ed Europa, con differenze da paese a paese, sono sensibilizzate sull’allattamento, ma cosa succede in contesti sociali e culturali diversi? “Il latte materno è l’alimento ideale per i neonati e i lattanti, perché dà ai bambini tutti i nutrienti di cui hanno bisogno per un sano sviluppo. È sicuro e contiene gli anticorpi che aiutano a proteggere dalle malattie infantili più comuni, come la diarrea e la polmonite, che sono le principali cause di mortalità infantile a livello globale. Il latte materno è facilmente disponibile e accessibile, tuttavia nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, quelli che oggi si chiamano Paesi Terzi, meno della metà dei neonati può godere dell’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi. Anche qui i motivi sono tanti: sociali, medici, sanitari, spesso anche campagne di marketing o autentici episodi di corruzione per vendere più sostituti. Le modalità di allattamento inadeguate sono responsabili di un quarto delle morti di bambini entro i primi cinque anni di vita. Stiamo parlando, ogni anno, di 1,4 milioni di bambini che muoiono, per esempio, perché il latte artificiale viene mescolato con acqua non potabile, oppure per difficoltà igieniche, mancanza di sterilizzazione di biberon e tettarelle. Senza contare che l’acquisto di latte artificiale contribuisce alla povertà dell’intera famiglia, che per problemi economici spesso finisce per diluire troppo il latte, causando così malnutrizione nel bambino”. Esistono poi altri fattori che direttamente o indirettamente non permettono la giusta diffusione del latte materno: in Africa, per esempio, esistono tabù o proibizioni tradizionali per cui non viene dato il colostro ma acqua e zucchero, togliendo così un alimento indispensabile per il bambino e per il corretto sviluppo dell’allattamento al seno. “Ma il problema esiste anche nei paesi industrializzati. Si stima che gli Stati Uniti risparmierebbero almeno 3,6 miliardi di dollari all’anno per le spese sanitarie se almeno il 75% delle madri iniziasse ad allattare e se il 50% allattasse fino a 6 mesi di vita del bambino”.

Buon compleanno Codice

Per sostenere l’allattamento al seno, nel maggio del 1981, più di 60 paesi hanno sottoscritto il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. È un codice nato soprattutto per proteggere e promuovere (non obbligare) le mamme che scelgono di allattare al seno, regolamentando la pubblicità dei sostituti del latte materno. Molti paesi lo hanno trasformato in legge; l’Italia è uno di quelli che lo ha recepito in maniera estesa. È vietato, per esempio, pubblicizzare il latte 1, cioè quello destinato all’alimentazione dei bambini nei primissimi mesi di vita. Il codice è sottoscritto da tutte le ditte produttrici ed è uno strumento importante per rafforzare la scelta (faticosa!) di allattare.

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