Perché i neonati mettono le mani in bocca alla mamma

Una mamma ci scrive:

“Mia figlia ha un anno e cerca sempre di mettermi le mani in bocca, sia mentre allatto che mentre si addormenta. Mi pizzica la lingua e mi tira i denti e se provo a toglierle la manina, cerca di infilarmi le dita nel naso o negli occhi. Ho sentito dire che lo fanno molti bambini e che se non vengono disabituati si rischia di andare avanti con questo “vizietto” per anni. Mi spiega il perchè di questo comportamento?“.

Risponde Francesca Maria Collevasone, psicologa

Cara mamma, all’età di un anno i bimbi tendono a giocare con il corpo della mamma poiché provano piacere nel manipolarlo. La sua bambina ‘ci gioca’ in due momenti intimi e privilegiati della vostra relazione: l’allattamento e l’addormentamento.

Sin dalla nascita il latte della mamma non è solo cibo, ma è anche relazione. A un anno di vita  l’allattamento assume significati relazionali differenti: la richiesta d’attaccarsi al seno è legata a nuovi bisogni, come quello d’avere la mamma tutta per sé. Accogliere questo bisogno non significa però assecondare qualunque richiesta.

Se alla nascita l’allattamento è un po’ come una danza, in cui s’impara a volteggiare insieme grazie anche alla capacità della mamma di farsi guidare dal bambino, crescendo è bene che sia la mamma a proporre qualche passo e che sia lei a far sentire cosa desidera e cosa no.

Non è piacevole farsi pizzicare la lingua, ma le mamme, in nome del benessere dei figli, spesso sono disponibili a farsi torturare all’infinito. In questo modo, però, tolgono al bambino l’opportunità di modificare quel comportamento.

Togliere le ditina dal viso di mamma, se risultano fastidiose, aiuta il bambino a comprendere che non il volto della mamma non è suo e che quindi c’è un confine. Cominciare a percepire l’altro diverso da sè, accettare che l’altro non sempre corrisponde al completo soddisfacimento del proprio desiderio sono la premessa per realizzare il graduale processo di “separazione e individuazione”, necessario per definire l’identità e diventare autonomi e sicuri di sé.

La mamma in questi casi può accogliere la richiesta di contatto e vicinanza del bimbo proponendogli altri modi per farsi le coccole e nuovi rituali della nanna, che siano però piacevoli per entrambi. Bisognerà mettere in conto la fatica del bambino ad accettare il cambiamento e anche la fatica della mamma a distanziarsi un po’ da quella fase magica in cui prevaleva l’illusione che ogni desiderio poteva essere esaudito.

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