Le nuove mamme imprenditrici

Non sempre le aziende le amano, le neomamme, ma sbagliano, perché la nascita di un bambino – dopo una prima fase di stordimento – è un potente motore di rinnovate energia e creatività. Un neo genitore conosce bene il valore del tempo e sa sfruttarlo al massimo, è un supermultitasker e sa agire in fretta per risolvere situazioni di crisi. La difficoltà spesso sta nel conciliare i ritmi di famiglia con quelli del lavoro: così accade che le nuove mamme inizino a pensare ad alternative, decidendo di avviare nuove attività. Ne abbiamo incontrate alcune e la nostra chiacchierata inizia su Rete al femminile, una rete che unisce imprenditrici, freelance, libere professioniste e donne in proprio a Torino e provincia.
“Ci incontriamo dal vivo una volta al mese, e facciamo rete su Facebook. Ne nascono collaborazioni (come questo articolo!) condivisioni, partnership e mutuo soccorso. La rete è nata un anno fa e ora siamo un’ottantina!”. A raccontarcelo Gioia Gottini, con cui parliamo del dirompente cambiamento che portano i figli, spesso anche svelando un talento nascosto. Gioia dice di essere diventata una coach dopo la nascita di Elsa: “Prima ero traduttrice e redattrice”.

Conciliare bebè e lavoro

Spiegaci meglio com’è stato il tuo percorso in relazione all’arrivo del bebè, qual è il cadeau che ti ha portato tua figlia? “In gravidanza lavoravo come freelance – racconta Gioia – i tempi però erano molto stretti quindi ho deciso di fermarmi qualche mese per capire se erano ritmi conciliabili con la cura di un bebè. E ho scoperto di no. Ma ho approfittato della pausa per fare un percorso di career coaching con una coach americana, come utente: un gruppo di donne che volevano mettersi in proprio. Folgorata dal coaching, ho trovato una scuola online che mi permetteva di formarmi in remoto (anche allattando!) e in un anno mi sono certificata come life coach. Lavorare in proprio, e da casa, mi permetteva di crescere Elsa e di essere un genitore ad alto contatto: bingo! Il regalo che mi ha fatto Elsa? Una Partita Iva e un lavoro che amo, in cui mi sento utile agli altri, e il coraggio di dare una svolta alla mia vita”. Ora la piccola ha cinque anni e anche la professione della mamma è cresciuta: “La mia nuova mission è aiutare le donne a mettere a fuoco i loro talenti e usarli nel loro lavoro o per mettersi in proprio, con successo. Mi occupo di personal branding, imprenditoria femminile e self-marketing”.
C’è anche chi è rimasta disoccupata, come Cristina Interliggi (due bimbe, di 5 anni e di 16 mesi) da mamma che ha perso il lavoro a founder di www.networkmamas.it. Chi sono le Networkmamas? Si tratta di professioniste selezionate, ognuna esperta nel proprio campo, che offrono consulenze online: gratis e in 140 caratteri tramite Twitter, per quelle più approfondite si prenota con tre click. “Ho perso il mio lavoro di web designer con contratto a tempo indeterminato in concomitanza con la nascita di Viola, 6 anni fa – racconta Cristina. Mi sono goduta la famiglia per un po’ lavorando ogni tanto come freelance. Quando ho iniziato a cercare un lavoro più stabile, mi sono scontrata con le difficoltà del periodo, ma soprattutto con quelle che vivono tutti i giorni le mamme. Diciotto mesi fa, mentre cercavo lavoro è arrivata Flora. E con lei la decisione di non abbattersi e di tentare di cambiare le cose per me, ma anche per le mamme che faticano a rientrare stabilmente nel mondo del lavoro. Nasce così Networkmamas.it, che si propone come il punto di riferimento italiano per chi ha bisogno di una consulenza rapida e di qualità. Questo sistema permette alle mamme una piena gestione del proprio tempo, il riconoscimento economico della propria professionalità e la possibilità di far parte di una community di esperte. Online abbiamo già architetti, avvocati, commercialiste, psicologhe, esperte di social media, traduttrici, personal shopper, agenti di viaggio, life coach e aspettiamo tante altre donne in gamba per crescere insieme!”.

Nuove energie

Oltre alle nuove professioni legate al web, incontriamo chi ha creduto nell’aprire una nuova attività come Laura e Olivia: “Conoscete i negozi di usato per bambini? Ecco, noi siamo due mamme che, incontrandosi proprio grazie a Giovani Genitori e unendo le energie, hanno dato alla luce un progetto di imprenditoria che si è concretizzato nell’apertura, a Torino, del negozio C’era 2 volte – la favola del riuso (corso Peschiera 183 D a Torino). Non solo un negozio dell’usato di qualità, ma un luogo d’incontro aperto e informale per chi ha voglia di condividere esperienze e momenti di svago con altri genitori e bambini. Sono proprio i nostri quattro bambini, ormai non più piccolissimi, e il fatto di essere mamme, che ci hanno fornito conoscenze e idee al punto da farci sentire fiduciose nel mettere a disposizione di altre mamme questo bagaglio: consigli sullo shopping, incontri con esperti, laboratori per bambini, eventi festosi o semplicemente quattro chiacchiere davanti a una tazzina di caffè… questo è il piccolo mondo alla portata di tutti che ogni giorno cerchiamo di ricreare. È faticoso conciliare lavoro e famiglia e non farsi sopraffare dal primo, ma ogni giorno è diverso e la voglia di costruire è sempre forte anche nei momenti di sconforto. E in due ci si sostiene e ci si diverte anche”.
Marta Bianco, invece, ha fatto un percorso di scrittura e lettura che dalla rete l’ha portata ad aprire uno spazio tutto suo: “Ho scoperto un’energia che non credevo di possedere proprio grazie alla nascita del mio bambino. Lui è stato la molla per aprire il blog Ufo’s mom, raccontare della mia esperienza di mamma e parlare di libri per bambini. E ora faccio il grande salto di avere una libreria tutta mia, a Ciriè, TO (www.bufocirie.it). So che il tempo da dedicare a lui si ridurrà moltissimo, ma saprà che la sua mamma ha avuto il coraggio di inseguire il proprio sogno e che lui potrà fare lo stesso”. Bufò è una libreria per bambini con area dedicata a laboratori creativi, spazio allattamento: un family store dove trovare tante idee per mamme e bimbi.

Scelte gratificanti

E poi c’è Eleonora di Melaracconti. Storie da indossare per tutta la famiglia. Si tratta di t-shirt favolose nate stampando e disegnando in modo amatoriale. Da qui nasce il progetto: proprio come il detto “Una mela al giorno toglie il medico di torno”. “Abbiamo pensato fosse importante credere che raccontare o interpretare una storia al giorno portasse allo stesso risultato: guadagnare in salute e buon umore!”. Per Eleonora i figli sono sempre stati “un motore, un motivo per creare cose, per sviluppare processi all’interno dei quali anche io mi sentivo gratificata. Nello specifico la professione che sto cercando di tenere in piedi nasce da un gioco, il gioco del teatro, (mia professione precedente), io mi trasformo e divento. Da qui sono partita, da una t-shirt, la matita di un disegnatore, la grafica di mio marito e la ricerca di una ditta di qualità che potesse completare la mia idea di nuova narratrice. I figli ci insegnano a giocare e a prenderci un po’ meno sul serio e Melaracconti cerca di passare il messaggio del gioco e del divertimento. Raccontare è importante e ‘raccontarsi’ ancora di più. Le favole fanno bene, fa bene leggerle, ascoltarle e creare momenti di identificazione per sapersi mettere in gioco”.
Conversando poi con Ira Campanini scopriamo una nuova attività, quella dell’home staging che unisce competenze di marketing, di interior design, di architettura per riprogettare immobili in vendita. “Dopo la nascita dei bimbi ho ritrovato l’entusiasmo lavorativo perso da tempo e ho fondato insieme a una carissima amica Home Staging Corner (www.homestagingcorner.it). In poco più di un anno abbiamo destato l’attenzione dei media e ora ci occupiamo anche di formazione. Senza i miei bimbi non avrei capito l’enorme ricchezza di poter gestire le proprie idee e il proprio tempo. Con l’arrivo della mia prima figlia Giulia, che ora ha quasi nove anni, ho scelto di occuparmi a tempo pieno di lei per i primi tre anni di vita, consapevole del fatto che avendo io stessa vissuto un’infanzia con una mamma molto presente, desideravo dare lo stesso alla mia bimba. Grazie a lei ho imparato a gestire meglio il mio tempo, a scoprire nuove risorse personali e a crescere come persona e come donna. L’arrivo del secondo figlio, Ivan, dopo 4 anni, mi ha messo ulteriormente alla prova, facendomi assaporare in pieno la gioia della maternità, ma sono tanti i problemi che, con due bimbi così piccoli, si devono affrontare, soprattutto a livello pratico e organizzativo. Al tempo stesso, la mia pausa stava diventando davvero troppo lunga, e il lavoro mi mancava, e soprattutto mi mancava la formazione, l’essere costantemente aggiornati, il mettersi alla prova. Oggi che la ditta è cresciuta le ore di lavoro sono sicuramente tante, non si lavora più in telelavoro, ma si è spesso occupati in ufficio o in appuntamento con i clienti. E le soddisfazioni sono tantissime, specialmente quando un cliente dopo un nostro intervento dice ‘ora la casa è talmente bella che quasi quasi non la vendo più’”.
Diventare genitore apre la mente, insegna a trovare soluzioni, anche a situazioni difficili come il lavoro che ristagna in tempo di crisi. Lo racconta Marilina Di Cataldo, che per quasi quindici anni si è occupata di uffici stampa, per vari clienti, spesso in ambito culturale. “Ho lavorato con grandi istituzioni e con piccoli clienti. Poi l’anno scorso mi sono ritrovata con pochissimo lavoro e dopo un primo momento di panico totale mi sono chiesta cosa potevo fare. E sono diventata (affiancando all’attività di ufficio stampa) professional organizer e assistente on-demand. Di cosa si tratta? Il Po aiuta le persone a gestire il tempo e lo spazio sia in casa (riordinare un armadio, organizzare un trasloco) sia sul lavoro (creare archivi, gestire riunioni e flusso di lavoro). L’assistente on-demand trova una soluzione ai problemi ai quali le persone, per mancanza di tempo o risorse, non riescono a far fronte: segreteria occasionale, redazione di testi, lettere, disbrigo di pratiche. Solo al bisogno. In questo modo ho allargato di molto la mia cerchia di lavoro, dò un vero aiuto alle famiglie – molte mamme lavoratrici, ma anche molti papà single – e riesco a godermi meglio la mia famiglia e mia figlia Sofia”.

[Karin Gavassa]

 

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