Le responsabilità del papà

Gentile avvocato,

mi sto per separare e ho due bimbi di 10 e 12 anni. Un’amica mi ha messo in guardia sul fatto che, una volta separati, il padre potrebbe non collaborare e lasciare interamente nelle mie mani la responsabilità e la gestione della famiglia. È vero? Cosa dice la legge sulla figura paterna, davvero sarà così libero di vederli solo quando gli garba? E i risvolti psicologici? Non mi fraintenda, adoro i miei figli, ma anche per me poter staccare la spina ogni tanto è importante, per non parlare del peso psicologico di avere tutta la responsabilità.

Grazie, Marika

Cara Marika,

è bene subito mettere in chiaro che nelle condizioni che regoleranno i rapporti con suo marito sarà stabilito ogni minimo dettaglio della vostra vita in regime di separazione. E quindi: a chi saranno affidati i figli, il regime di visita del genitore non più convivente, i periodi che i bambini trascorreranno con lei e con il padre durante le vacanze estive, pasquali e natalizie, l’entità dell’assegno che deve essere corrisposto a titolo di mantenimento della prole e il giorno entro il quale detta somma deve essere versata, eventualmente un assegno per lei, le modalità di accollo di tutte le spese relative ai figli (scolastiche, mediche, ivi compresi tutti gli extra) e così via. Con l’omologa, ovvero con la sentenza ove si tratti di separazione giudiziale, in buona sostanza si stabilisce quello che sarà l’insieme di regole cui lei e suo marito dovrete attenervi per i prossimi tre anni. Naturalmente, se i genitori sono riusciti a tenere in vita un rapporto civile, se non addirittura affettuoso, ogni qualvolta se ne presenti la necessità potranno concordare tra di loro delle parziali ed estemporanee modifiche alle condizioni omologate dal tribunale. Le faccio un esempio: se suo marito, a causa di un imprevisto e improvviso contrattempo, non fosse in grado di tenere con sé i bambini durante il fine settimana in cui dovrebbero stare con lui, potrete in ipotesi decidere che il weekend di “sua competenza” slitti a quello successivo. Certo i cambiamenti di programma non devono diventare un’abitudine e, nei limiti del possibile, devono essere resi noti all’altro genitore con un certo preavviso. Ove invece suo marito assuma un atteggiamento di totale indifferenza nei confronti dei figli e di tutte quelle che sono le loro esigenze, non abbia timore: la legge offre infatti tutti gli strumenti necessari per fare in modo che il padre si attenga per lo meno agli impegni economici (per intenderci, quelli che troverà redatti nelle condizioni di separazione). Nulla può ahimè la legge di fronte a un padre che si dimostri carente, per non dire del tutto inesistente, dal punto di vista affettivo… In questo caso solo l’amore e l’intelligenza della madre potranno compensare il vuoto lasciato dall’altro genitore e fare in modo che i figli crescano senza riportare traumi.

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Giovani Genitori

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