Che cos’è il metodo Montessori?

Il metodo educativo più famoso al mondo, ideato da Maria Montessori, invita gli adulti a stare dalla parte dei bambini e non al loro posto

Metodo è una parola che spesso ci mette a disagio. Temiamo di confrontarci con una disciplina rigidia. Tuttavia avere una chiara idea sul bambino, sui suoi bisogni e su come si sviluppa la sua mente, è un aiuto per i genitori che sentono il bisogno di proporre un modello educativo lineare.

Parliamo di metodo, dunque. E parliamo di un metodo educativo specifico: il metodo montessori. 

Maria Montessori, medico

Maria Montessori è stata una tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia. Il suo lavoro come educatrice, pedagogista, filosofa, medico e scienziata ha portato al riconoscimento internazionale del metodo educativo che prende il suo nome, adottato oggi in migliaia di scuole materne, primarie, secondarie e superiori di tutto il mondo.

Il metodo Montessori nasce all’inizio del secolo scorso e applica uno sguardo scientifico, obiettivo e attento per comprendere il bambino a ogni grado di sviluppo.

Osservando i bambini lavorare liberamente nell’ambiente, Maria Montessori li scoprì affaccendarsi con le mani in attività della vita quotidiana: lavare, tagliare, separare, infilare, mescolare, spazzare, ordinare. Man mano che leggeva esigenze, organizzava una proposta centrata sull’operare – in autonomia – in un ambiente ordinato.

Le sue idee sono tutt’oggi rivoluzionarie: Montessori considera il bambino il motore educativo attorno a cui ruota un ambiente di vita preparato, pensato per essere sufficientemente stimolante e organizzato, un ambiente accessibile, a misura di bambino.

La scuola Montessori fu presto definita “Casa dei Bambini”, uno spazio domestico in cui i maestri non stanno seduti alla cattedra, ieratici e direttivi, ma si muovono a supporto e guida del bambino, fino a sparire se superflui.

metodo montessori

Adulti che accompagnano

Nel metodo Montessori, l’adulto opera come un regista che prepara il set educativo e crea occasioni per innescare l’azione. Questo nuovo modello di educatore sveste i panni dell’oratore solitario e si fa accompagnare dal bambino nel percorso di crescita.

Parliamo di un osservatore attento, custode dell’ambiente di lavoro e interprete della libera attività. Per motivi opposti la filosofia montessoriana è talvolta accompagnata da pregiudizi. C’è chi sostiene che i bambini facciano tutto ciò che vogliono e chi, all’opposto, crede che “Montessori” sia sinonimo di ottusa e fredda rigidità.

Com’è un luogo montessoriano

Ciò che anima un luogo che voglia definirsi montessoriano (può essere la scuola, ma anche casa nostra) è il buon senso, ovvero la capacità di sentire la voce intima dei bambini chiedere limiti e libertà nella giusta misura.

Un ambiente stimolante e attraente, ma privo della possibilità di esplorazione è un luogo sprecato. Uugualmente inutile è lasciare la libertà di agire in uno spazio povero e disordinato, che porta alla dispersione di energia e concentrazione.

L’attività che Montessori augura è un’azione costruttiva, immersa nel flusso della concentrazione, che aiuta lo sviluppo e il benessere dell’individuo. In quest’ottica, un’energia disordinata, senza scopo o con scopo distruttivo deve essere fermata con amore e comprensione e indirizzata all’accrescimento.

Fidarsi dei bambini

Non è facile comprendere le ragioni che spingono un bambino ad agire. Di fronte all’azione di un bimbo, l’adulto può reagire in due modi diversi. Può interferire e dirigere il bambino dove ritiene opportuno.

Oppure può fidarsi del bambino e, tramite un’attenta e sincera osservazione, cogliere il suo reale intento, facendosi così interprete del prezioso e misterioso segreto dell’infanzia.

Ogni periodo di crescita ha una caratteristica

Una caratteristica importante, nel metodo Montessori, è l’età del bambino. Esistono particolari periodi di crescita in cui si sviluppano alcune sensibilità fondamentali. Durante questi periodi, detti “sensitivi”, i bambini sono attratti e pronti ad acquisire una determinata competenza.

C’è il periodo del movimento, per esempio. Ci sono i periodi del linguaggio, dell’ordine, della scrittura. All’interno di un dato periodo sensitivo, che ha un inizio e un termine, il bambino desidera apprendere al meglio, inconsciamente e con tutta la sua energia.

Così un bambino tra i 16 e i 17 mesi non farà altro che camminare, correre, saltare e arrampicarsi.

Un bambino di 24 mesi sarà intento a chiedere continuamente agli adulti di nominare ogni cosa non una sola volta, ma dieci, venti, cento volte, per apprendere il suono e allargare sempre più il corredo linguistico.

Il capriccio nasce dall’ostacolo che incontra il bambino

Se l’adulto ostacola la volontà di conoscenza ed esplorazione del bambino, questo cercherà di opporsi con tutte le sue forze, originando quello che definiamo un capriccio.

L’ostacolo imposto dall’adulto è percepito come un ostacolo di quello che per il bambino  è un naturale richiamo alla vita. metodo montessori

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