Mini-cosplayer

È nato in Giappone, il cosplay, ed è la versione “seria” della mascherata di Carnevale. Irene, 16 anni, racconta la sua passione e i trucchi per ottenere un travestimento perfetto.
Come ti è nata la passione per il cosplay?
Sono sempre stata creativa e fin da bambina curavo i costumi di Carnevale nel dettaglio, dall’abito alla parrucca. La passione per il cosplay è nata quando, a circa 10 anni, ho letto un articolo su un giornale: me ne sono innamorata. Nel frattempo ho scoperto i Comics (fiere del fumetto) dove hanno luogo raduni di cosplayer da tutto il mondo. Così, a 12 anni circa, ho realizzato il primo costume.
Qual è stato il costume che ti ha soddisfatto di più?
Difficile rispondere: ogni costume soddisfa più del precedente, dato che le abilità migliorano man mano che si crea. Se proprio devo scegliere, però, direi i più recenti: Bellatrix Lestrange e Narcissa Malfoy da Harry Potter.
Cosa è importante per travestirsi bene?
La cura dei dettagli e calarsi nel personaggio! È proprio questo che distingue il cosplay dal Carnevale. Per calarsi nel personaggio si intende assumere le sue movenze (dal camminare ai piccoli tic, per i più maniacali), il suo carattere, o persino il tono di voce! Insomma, diventare lui o lei, che sia il nostro mito dell’infanzia o il nostro attuale personaggio preferito, anche solo per poche ore. I dettagli sono molto importanti per la buona riuscita di un costume. Ovvio, sono cose che si acquisiscono pian piano, ma è da questi che si nota la differenza tra qualcuno che ha appena iniziato e un “veterano”. Sono passata dall’indossare costumi poco elaborati al trascorrere settimane a dipingere motivi semitrasparenti su una gonna. Infine, molti cosplayer conoscono piccoli trucchi per ovviare all’effetto “mascherata”, come evitare le stoffe lucide se non per le fodere o usare il borotalco sulle parrucche per toglierne la lucidità e l’effetto “plastica”.
Due adulti e due bambini: ci travestiamo tutti insieme o lasciamo che siano solo i bimbi a giocare? Il bello del cosplay è proprio che non si tratta del Carnevale: non c’è una “età massima” per partecipare. Si possono vedere persone adulte, in famiglia, in coppia o con gli amici, che si travestono. Quindi, quale migliore occasione per vestirsi da personaggi apprezzati dai bambini, o magari dai genitori?

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