Bambini che dicono le parolacce, che fare?

da | 9 Mar, 2021 | Lifestyle

Come comportarsi quando escono parolacce dalla bocca dei nostri bambini? Qualche consiglio su come reagire

Un giorno all’improvviso arriva la novità: dalla bocca del nostro innocente piccino esce fuori una parolaccia. Di quelle brutte. Può darsi che il bambino abbia imparato qualche termine sguaiato, offensivo o indecente dai compagni. Più probabilmente lo ha sentito dagli adulti e quasi sicuramente gli adulti erano in un video di Youtube. Non solo: il nostro innocente angioletto ha capito che questi termini possono essere usati come armi. Per ferire qualcuno, per interrompere un discorso, per vincere una disputa. Le parolacce sono potenti e lui, che ne capisce la forza, le usa (quasi sempre a sproposito, ma questo non lo sa). Ecco qualche consiglio per reagire ai bambini che dicono le parolacce.

Parole proibite

Le parole proibite hanno il sapore della rivolta. Sono un segnale di richiesta di indipendenza, una specie di affermazione del proprio potere. Il bambino si accorge di poter mettere in crisi le persone che gli sono vicino.

La prima reazione, d’impulso, è sgridarlo o castigarlo, ma non è così che si risolve il problema. Dando importanza (anche negativa) nella mente del bambino si forma immediatamente un pensiero: “se usando una parolaccia suscito questa reazione nell’adulto, allora vuol dire che è proprio un’arma efficace”. Così imparerà che le parolacce vanno usate con cautela, sennò arrivano le punizioni, ma comunque vanno sempre tenute sempre pronte. Alcuni adulti decidono di provare a sdrammatizzare la parolaccia ridendo, ma anche quella è una reazione scatenata che conferma l’idea che quella parolina ha un significato potente e che è diversa dalle altre.

Alle parolacce rispondere con l’indifferenza

Inutile dire che nella maggior parte dei casi il bambino non riesce nemmeno a decifrare il significato della parola brutta. Quello che capisce è l’indignazione che ne deriva e la protesta degli adulti.

Quindi come comportarsi? Se la parolaccia è occasionale, conviene far finta di niente, non badarci e confidare nel fatto che sarà dimenticata presto e in casa si tornerà a parlare come parlano i genitori. Se invece le parolacce si ripetono e continuano a uscire, il bambino sta chiedendo attenzione. Diamogliela. Una dose extra di coccole, un surplus di affetto, soprattutto quando ci accorgiamo che parla pulito. Le parolacce andranno sicuramente e naturalmente nel dimenticatoio.

barattolo delle parolacce

Il barattolo delle parolacce

Se proprio vogliamo dare una lezione per insegnare ai bambini che le parolacce non si dicono, facciamo loro capire che la maleducazione non paga mai. Anzi, per la maleducazione si paga!

Istituiamo in casa la “Swear jar” che si vede in qualche serie americana: un barattolo all’interno del quale mette un soldino chiunque dica una parolaccia, anche gli adulti! Quando il barattolo è pieno, useremo i soldi per qualche azione a fin di bene oppure per comprare un libro o qualcosa che “ripaghi” i nostri cattivi comportamenti.

Le parolacce annoiano

C’è un libro molto divertente che cerca di screditare il potere delle parolacce. Si intitolaLa parolaccia” di Luca Tozzi e Cristina Petit, edito da Pulce editore (dai 3 anni). Una parolaccia scappa dalla bocca del papà e ovviamente diventa l’unica parola utilizzata dal figlio. All’inizio tutti ridono a quel suono, gli adulti si arrabbiano, i compagni copiano.., ma con il tempo quella parolaccia inizia ad annoiare, nessuno più reagisce e il bambino capisce che ci sono tante altre parole e espressioni più ricche, significative e interessanti.

Da dove arrivano?

Ma da dove arrivano tutte queste parolacce? Senz’altro gli adulti devono stare attenti a usare un linguaggio pulito e a modificare le esclamazioni! Se i bambini piccoli solitamente iniziano a dire una parolaccia è perchè lo hanno ascoltato da qualcuno. Oltre a fare attenzione a quello che si dice davanti ai più piccoli, è bene sempre monitorare quello che loro ascoltano, dalla radio alla televisione. Alcuni programmi e youtuber usano un linguaggio troppo scurrile con parole irripetibili. Attenzione anche ai film: molti genitori, per esempio, si sono lamentati del film “Mamma ho perso l’aereo”, per le troppe parolacce che vengono ripetute. Dai sei anni bisogna anche fare attenzione a quello che iniziano a leggere, a partire dalle scritte sui muri. E come fare? Di fantasia, ci si costruisce su una storia cercando di dirottare l’interesse per tutt’altro. “C’è mio figlio di 4 anni che dopo aver guardato il film “Ritorno al futuro” non fa che ripetere l’esclamazione “Grande Giove!” ed è bello, mi piace, oltre ad aver capito lui perfettamente in che contesti usarla!”.

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