Mobilità. Da zero a tre anni

Muoversi non è uguale per tutti. Mobilità: c’è a chi piace farlo a piedi o in bicicletta, chi deve farlo rapidamente, chi fa tante soste tra il punto di partenza e quello di arrivo. Spostarsi non è un’azione neutra, risente della dimensione di genere: tutto dipende dal motivo che spinge a muoversi. Le donne viaggiano meno degli uomini per motivi professionali, ma effettuano un maggior numero di spostamenti per la cura familiare e gestione della casa. I loro spostamenti si caratterizzano per le tante soste (una per commissione!) e per l’essere effettuati prevalentemente al di fuori degli orari convenzionali di punta (le donne occupate sono in minor numero rispetto agli uomini e sono più diffusi gli impieghi part-time). Quasi mai questi spostamenti superano i dieci chilometri al giorno; il 21,8% delle donne si sposta a piedi o in bici (contro il 16% degli uomini). I dati arrivano da Audimob, un osservatorio sui comportamenti di mobilità degli italiani.

Anche l’indagine dell’Eurobarometro (riferita ai 27 paesi europei) fa emergere una chiara differenza tra uomini e donne nell’uso dei modi di trasporto: le donne europee usano il trasporto pubblico più degli uomini (23% contro il 18%); compiono più spostamenti a piedi e in bicicletta (28% contro il 18% degli uomini); si muovono meno nelle ore di punta, ma i loro spostamenti sono “multi- stop”. In auto rispettano di più il codice della strada, dai limiti di velocità all’uso della cintura di sicurezza.

A fronte di questi dati è stata redatta una Carta della Mobilità delle Donne che, composta da dieci punti, propone maggiore sicurezza nel trasporto pubblico e privato, chiede l’allestimento di veicoli che agevoli l’accesso con passeggini, bambini piccoli e spesa e soprattutto valuti le differenze di genere negli strumenti di pianificazione dei trasporti urbani, oltre ad auspicare una maggiore presenza delle donne nella governance delle aziende di trasporto pubbliche e private.

Viaggiare: un’avventura!

I passeggini ormai sono snelli e leggeri, ma non tutti i mezzi di trasporto sono facilmente accessibili con le quattro ruotine. Se, una volta riusciti a salire, in bus e metro ci sono posti riservati con tanto di cinture di sicurezza, nei treni (anche quelli veloci) i bambini fino ai 4 anni non pagano, ma devono stare seduti in braccio a un adulto (pagante). Anche il trasporto di passeggini e carrozzine è gratuito, se chiusi e riposti negli spazi per i bagagli.

Normativa a rischio

Non è pericoloso viaggiare con un bambino piccolo in braccio quando bastava davvero poco per prevedere uno spazio ad hoc? Evidentemente non è la prima preoccupazione dei gruppi di trasporto. Addirittura il Ministero ha preferito attuare una modifica all’articolo 172 del Codice della Strada (quello che obbliga gli automobilisti a dotarsi di seggiolino per il trasporto dei bambini in auto) piuttosto che obbligare i taxi o gli autonoleggi a mettere a disposizione seggiolini per gli utenti con bimbi piccoli. Come si legge chiaramente sul sito della Polizia di Stato, “nel caso di autovetture adibite al servizio pubblico di trasporto (per esempio su un taxi o noleggio con conducente) i bambini con statura inferiore a 1,50 metri possono circolare, non trattenuti da appositi sistemi di ritenuta, solo sul sedile posteriore e sempre accompagnati da un passeggero di età non inferiore a 16 anni”. Una seconda eccezione riguarda i veicoli che fin dall’origine non hanno installate le cinture di sicurezza (per esempio alcune auto d’epoca): su queste vetture è vietato trasportare i bambini di età inferiore a 3 anni. Dai 3 anni in su possono essere portati sul sedile posteriore, senza particolari prescrizioni e sul sedile anteriore solo se hanno superato 1,50 metri di altezza. Ancora poco baby friendly le biciclette dei bike sharing, che in nessuna città italiana hanno previsto la dotazione dei seggiolini, neanche su richiesta. L’impedimento è dato da problemi di sicurezza e di assicurazione, oltre al rischio di furti. Inoltre il sistema di ritiro della bici non consente di scegliere o di prenotare il mezzo.

Il passeggino lo lascio a casa

Spesso il viaggio con il passeggino è scomodo, sali-scendi-imballa-chiudi. Si potrebbe evitare se fosse disponibile un servizio di noleggio di attrezzatura per bambini. Non ancora tutte le città lo offrono, ma l’idea sta prendendo piede. http://babirentforbaby.com permette di prenotare con anticipo tutta l’attrezzatura che serve per muoversi con i bimbi, compresi passeggini, seggioloni, lettini, seggiolini auto, culle, prodotti per l’igiene e la sicurezza. Un corriere consegna il materiale direttamente in albergo o ovunque si desideri. Con il numero verde e l’assistenza clienti via WhatsApp si gestiscono comodamente le prenotazioni. L’uovo di Colombo. Un servizio simile è http://babyguest.com, sito gestito da una giovane mamma leccese che noleggia e recapita a domicilio passeggini, lettini, scaldabiberon, seggiolini per auto debitamente sanitizzati. Si prenota con 24/48 ore di anticipo e si riceve il materiale nella camera d’albergo, in Italia e in Europa.

Esistono servizi simili anche all’esterohttp://babytems.fr a Parigi; http://backpackbaby.com a Barcellona o http://spainbabygearhire.es per i vacanzieri nella Costa del Sol. Tantissimi i punti di noleggio in Inghilterra (su www.thenewparentsguide.com c’è un elenco completo) e http://jetsetbabies.com negli USA. E a Bali? www.balibaby.com.

Omologazione e sanzioni

In auto, seggiolino, ovetto e adattatore devono essere omologati. Per verificarne la regolarità bisogna controllare che ci sia l’etichetta con gli estremi dell’omologazione. I più recenti sono quelli che riportano sul contrassegno le sigle “ECE R44-02” oppure “ECE R44-03”, dove 03 indica che il seggiolino segue l’ultima direttiva comunitaria, pertanto risponde a standard di sicurezza migliori, mentre 02 indica la precedente normativa. Sull’etichetta è riportato il peso massimo supportato in chilogrammi. Attraverso un numero si capisce il paese che ha rilasciato l’omologazione (l’Italia è identificata dal 3). “Universal” indica che il dispositivo può essere utilizzato su tutti i veicoli. Il mancato uso dei seggiolini o degli adattatori è punito con la sanzione amministrativa che va da 74 a 299 euro e con la decurtazione di cinque punti sulla patente del guidatore o, se presente, del genitore, anche se non alla guida.

Il passeggino antismog

una delle idee premiate dalla Provincia di Milano, ma purtroppo non è ancora entrato in commercio: è il passeggino antismog. Progettato dalla ditta Zest, ha un filtro che pulisce l’aria per evitare che il bebè respiri le polveri sottili. “Le mamme sono giustamente preoccupate per la qualità dell’aria – dice Mauro Zamarian, ingegnere e ideatore del passeggino – dato che in ambiente urbano le malattie legate alla respirazione sono aumentate del 50% negli ultimi anni. La capotte del passeggino, facilmente lavabile, fa da filtro e trattiene le polveri. È una barriera contro lo smog”.

La Stanza delle Coccole

Alcune stazioni ferroviarie, soprattutto in Emilia Romagna, si sono attrezzate per ospitare e accogliere i più piccoli. A Bologna centrale, Ravenna e Modena, le Ferrovie dello Stato hanno aperto la Stanza delle Coccole, dedicate ai bebè e a coloro che li accompagnano. Si tratta di spazi pensati per rendere più confortevole l’attesa in stazione, attrezzati con fasciatoio, scaldabiberon, salviettine per l’igiene del bambino e pannolini. Nella stazione di Bologna la stanza è aperta 24 ore al giorno tutti i giorni (un esempio da copiare), mentre a Ravenna e Modena l’apertura è solo in orario diurno e bisogna chiedere la chiave agli sportelli della biglietteria, lasciando in deposito un documento di identità.

Mobilità in volo

Chi viaggia in aereo impara presto che bisogna distinguere due classi per bambini: Infant (0 – 2 anni) e Child (2 – 12 anni). L’Infant non ha diritto a un posto a sedere, che però quasi tutte le compagnie assegnano se disponibile. Il Child è considerato come un adulto. Così fino ai 2 anni il biglietto aereo ha un costo bassissimo, composto essenzialmente dalle tasse aeroportuali o dal 10% del costo del biglietto intero per i voli lunghi. I più grandi pagano il 50% del biglietto di un adulto per i voli lunghi e il biglietto intero nelle compagnie low cost e nei charter.

Soprattutto nei voli lunghi, per evitare che papà e mamma tengano i bimbi in braccio tutto il tempo, sono messi a disposizione senza costi aggiuntivi vari tipi di seggiolini e culle, come per esempio il baby cot, una culla per neonati adatta fino a circa 10 chilogrammi, oppure l’infant seat, un seggiolino regolabile che si fissa al sedile, adatto a bambini fino a 2 anni. La culla si aggancia alla parete dei primi posti, ma non può essere usata durante il decollo e l’atterraggio. Tutti i dispositivi vanno chiesti al momento della prenotazione. Per i viaggi più corti e low cost, le compagnie non mettono a disposizione dotazioni per bambini, ma permettono di portare a bordo, pagando con tariffazione per bagaglio e prenotando un posto a sedere intero, un seggiolino per auto che rispetti determinati ingombri, da fissare al sedile con la cintura di sicurezza. È comunque bene informarsi prima di partire per evitare scomode o costose sorprese.

[Alfonsa Sabatino]

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