Vaccinazioni in calo, i pediatri lanciano l’allarme

I pediatri lanciano l’allarme sul calo delle vaccinazioni tra i bambini. Il rischio che si corre è quello di veder tornare malattie che fino ad ora sembravano “dimenticate”. Il problema non è solo in Italia, in Spagna ad esempio sono stati diagnosticati casi di difterite. Qui da noi ci sono stati problemi legati a patologie come il morbillo che in alcuni casi può avere conseguenze letali. A evidenziare il problema i pediatri di famiglia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Aifa.

Il rischio in Italia è che le vaccinazioni scendano sotto la soglia di sicurezza. Si parla di “soglia di sicurezza” per indicare quella percentuale di bambini vaccinati tale da poter tutelare anche i bambini non sottoposti a vaccino. Per questo motivo si sta studiando un Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale a firma del Ministero della Salute, del Consiglio Superiore di Sanità, dell’Iss e dell’Aifa. Il timore di molti genitori, che spinge a non vaccinare, è legato alle possibili conseguenze dei vaccini sulla salute dei propri figli. Ci si trova spesso a dover scegliere tra due potenziali rischi, quello di conseguenze a seguito del vaccino o quello a seguito della malattia che può contrarre chi non è coperto.

Qualche numero.
Secondo i dati del Ministero della Sanità le vaccinazioni per poliomelite, tetano, difterite ed epatite B sono scese sotto il 95%, ancora più bassa la copertura per le altre patologie come il morbillo, la parotite e la rosolia che non raggiunge il 90%. Il rischio è appunto quello di perdere la cosiddetta “immunità di gregge” che fa aumentare il rischio di ammalarsi per i non vaccinati.

Cosa fare?
Prima di tutto informarsi, per scegliere consapevolmente. E’ stato messo a disposizione dei genitori un numero verde: 800 56 18 56, attivo il lunedì dalle 10 alle 18 per avere informazioni su vaccini e modalità di vaccinazione. A promuovere questa iniziativa il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, ente del Ministero della Salute, con il supporto dell’Università degli Studi di Foggia.

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